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Calciomercato > Serie A > SPECIALE CM.IT - Calciomercato, da Hernanes a Morrison: la classifica dei flop 2015

SPECIALE CM.IT - Calciomercato, da Hernanes a Morrison: la classifica dei flop 2015

Graduatoria dei peggiori colpi di mercato dell'anno solare che sta per terminare


Hernanes in azione ©Getty Images
Michele Furlan (Twitter: @MicheleFurlan1)

26/12/2015 12:00

CALCIOMERCATO FLOP 2015 HERNANES DZEKO MORRISON SHAQIRI MONTOYA / ROMA - La vittoria della Lazio in casa dell'Inter di domenica 20 dicembre ha chiuso ufficialmente il 2015 della Serie A. E' il tempo di stilare il bilancio del calciomercato Serie A in un'annata che ha visto tanti colpi di mercato sia in entrata che in uscita. Calciomercato.it vi offre la classifica dei flop del calciomercato Serie A dell'anno solare 2015: da Hernanes a Morrison, passando per Kondogbia, Dzeko, Eto'o e Cerci. 

CALCIOMERCATO SERIE A: LA CLASSIFICA DEI FLOP 2015

1- Hernanes (Juventus, 11,5 milioni di euro) - L'onere del primo posto di questa speciale classifica tocca ad Hernanes, trequartista brasiliano acquistato dalla Juventus nell'ultimo giorno del mercato estivo, dopo aver visto sfumare Julian Draxler (accasatosi al Wolfsburg). La società bianconera ha versato 11,5 milioni di euro nelle casse dell'Inter (a cui spettano anche alcuni bonus ulteriori) per 'regalare' un trequartista a Massimiliano Allegri. L'impatto del 'Profeta' con la sua nuova realtà è stato, però, un autentico fallimento: 14 presenze, zero gol, zero assist, un'espulsione diretta in Champions League e tanti fischi dalle tribune dello 'Juventus Stadium', con i tifosi che lo hanno eletto capro espiatorio del pessimo avvio di campionato.

2- Geoffrey Kondogbia (Inter, 31 milioni di euro più bonus) - Centrocampista francese dal fisico imperioso e dalla tecnica notevole. Al Monaco aveva stupito tutti tanto da convincere l'Inter ad ingaggiare un derby di mercato all'ultimo sangue con il Milan. Il mediano ha scelto i colori nerazzurri, finendo per essere strapagato (31 milioni di euro versati nelle casse del club del Principato). Comincia da intoccabile ma le grandi aspettative vengono tradite. Kondogbia viene schiacciato dall'eccessiva valutazione del proprio cartellino: un solo gol (anche se decisivo, in casa del Torino) e lo status di titolare 'revocato' più per demeriti suoi che per meriti altrui. Se l'Inter vorrà lottare per il titolo fino alla fine Mancini avrà bisogno di ritrovare anche il talento del francese, che sta pagando oltremodo l'ambientamento.

3 - Seydou Doumbia (Roma, 14,4 milioni di euro) - Nel gennaio 2015 Walter Sabatini regala un centravanti a Rudi Garcia. Si tratta di Seydou Doumbia del Cska Mosca, fresco vincitore della Coppa d'Africa insieme a Gervinho con la Costa d'Avorio. Micidiale in Russia ein Champions, polveri bagnate in Italia. L'ivoriano gioca 14 partite segnando la miseria di due gol ed evidenziando una condizione fisica tutt'altro che invidiabile, entrando presto negli sfottò dei tifosi, increduli. Fa ritorno al Cska Mosca in estate con la formula del prestito riprendendo a segnare a raffica, ironia della sorte. Nonostante ciò il suo futuro, c'è da scommetterci, difficilmente si incrocerà nuovamente con la squadra capitolina.

4- Xherdan Shaqiri (Inter, prestito con riscatto obbligatorio a 15 milioni) - Nel gennaio 2015 l'Inter di Erick Thohir cerca i giusti rinforzi per piazzare la rimonta per un posto in Europa. Quello più altisonante è senza dubbio Xherdan Shaqiri, fantasista svizzero del Bayern Monaco protagonista di un ottimo Mondiale con la maglia della propria Nazionale. L'ex Basilea arriva a Milano con la formua del prestito con diritto di riscatto obbligatorio fissato a 15 milioni. Parte bene ma le incomprensioni con Roberto Mancini si fanno sempre più pressanti. Dopo venti presenze e tre reti (considerando tutte le competizioni) viene clamorosamente ceduto già in estate allo Stoke City, dopo averlo acquistato definitivamente dal Bayern Monaco. 

5- Edin Dzeko (Roma, prestito a 4 milioni di euro con diritto di riscatto ad 11) - La Roma di Rudi Garcia, dopo aver venduto Mattia Destro al Bologna, va a caccia di un centravanti di caratura internazionale per presentarsi al meglio ai nastri di partenza della Serie A 2015/2016. Viene individuato in Edin Dzeko, bomber bosniaco che dal Manchester City arriva in prestito con diritto di riscatto. Partenza sprint con una rete di testa rifilata alla Juventus. Poi l'involuzione in termini di gioco e di numeri. Finora ha messo in fila 21 presenze e 5 gol, 2 dei quali arrivati da calcio di rigore. Simbolo delle aspettative tradite dalla squadra di Garcia, l'espulsione nervosa nella partita contro il Genoa del 20 dicembre è quanto mai sintomatica.

6 - Mario Suarez (Fiorentina, contropartita nell'affare Savic) - La Serie A era nel suo destino, con Inter, Milan e Napoli che lo hanno seguito a lungo quando era un fido 'moschettiere' di Diego Simeone all'Atletico Madrid. Quest'estate il trasferimento alla Fiorentina con una trattativa capolavoro: Stefan Savic a fare il percorso inverso e un conguaglio di 10 milioni di euro. Peccato che al 'Franchi' il vero Suarez non lo si sia mai visto. Dodici presenze considerando tutte le competizioni, senza guadagnarsi la piena fiducia di Paulo Sousa che alla lunga gli ha preferito le geometrie di Badelj e le incursioni di Vecino. Per un giocatore del suo calibro (vicecampione d'Europa nel 2014) uno smacco. Per i tifosi viola una vera delusione.

7 - Alessio Cerci (Milan, prestito biennale) - Adriano Galliani lo segue sin dall'estate 2014 ma alla fine riesce a prenderlo solo a gennaio, acquistandolo in prestito biennale dall'Atletico Madrid in cambio del cartellino di Fernando Torres. L'ex esterno del Torino è un pupillo di Filippo Inzaghi (che lo aveva richiesto espressamente), ma in rossonero non riesce ad esprimersi ai livelli raggiunti in Piemonte. Un gol nella stagione 2014/2015, zero in quella attuale con Sinisa Mihajlovic che lo lascia ai margini del nuovo progetto tecnico rossonero. Cerci perde la Nazionale e, probabilmente, farà le valigie già a gennaio 2016.

8 - Samuel Eto'o (Sampdoria, titolo gratuito) - Trattativa telenovela del gennaio 2015. Massimo Ferrero lo ha fortemente voluto alla Sampdoria, dove Samuel Eto'o è arrivato a titolo gratuito dopo una breve parentesi all'Everton (tutt'altro che indimenticabile). Tifosi blucerchiati in visibilio ma il camerunense è tornato in Serie A ormai sul viale del tramonto. Non eccelsi (eufemismo) i rapporti con Sinisa Mihajlovic, che non ha mai gradito gli eccessivi riflettori e la trattativa spettacolarizzata. Gioca 18 partite segnando 2 gol e lasciando l'Italia a giugno per andare in Turchia. Una meteora da cui ci si aspettava molto di più.

9 - Lukas Podolski (Inter, prestito oneroso a 600mila euro) - Insieme a Shaqiri è il grande flop del mercato invernale 2015 dell'Inter. Roberto Mancini ha bisogno di una punta di scorta da affiancare a Mauro Icardi e decide di puntare sull'esperienza del tedesco, che arriva in prestito oneroso dall'Arsenal acclamato da una folla festante all'aeroporto meneghino. 18 presenze ed un gol tra campionato e Coppa Italia, senza riuscire ad incidere e mostrando quei limiti caratteriali che lo avevano sempre contraddistinto nelle avventure lontano dal Colonia. Torna a Londra (di passaggio prima di trasferirsi al Galatasaray) a giugno, senza particolari rimpianti.

10 - Antonio Rüdiger (Roma, prestito a 4 milioni con diritto di riscatto) - Con Leandro Castan ancora ai box, la Roma nell'estate 2015 ha dovuto scegliere un altro nome per puntellare la difesa che ha in Kostas Manolas il leader assoluto. La partenza di Yanga-Mbiwa porta Walter Sabatini a puntare su Antonio Rüdiger, centrale dello Stoccarda acquistato in prestito con diritto di riscatto. La partenza non è buona, con il difensore con origini in Sierra Leone che si perde in una spirale di prestazioni non all'altezza, che hanno l'estrema sintesi nella sciagurata serata del 'Campo Nou' (sconfitta per 6-1 col Barcellona). Le ultime discrete prove fanno sperare dirigenza e tifosi, ma Mehdi Benatia è sempre più un rimpianto in casa giallorossa.

11 - Mauricio (Lazio, prestito con diritto di riscatto) - Nel gennaio 2015 la Lazio lo acquista dallo Sporting in prestito con diritto di riscatto, vista l'impossibilità di anticipare l'arrivo di Hoedt, già bloccato a parametro zero ma 'trattenuto' dall'Az Alkmaar. Il brasiliano comincia con il piglio giusto, guidato dal talento di de Vrij. Alla lunga però mostra un temperamento troppo irruento e una tenuta difensiva rivedibile. Viene riscattato ma con l'infortunio dell'olandese vengono a galla tutti i limiti che ne fanno uno dei punti deboli di una Lazio che incassa troppi gol.

12 - Martin Montoya (Inter, prestito oneroso ad 1,30 milioni con opzione biennale ed obbligo di riscatto in base alle presenze) - Cresciuto nella 'cantera' del Barcellona, Montoya è chiuso in 'Blaugrana' dalla presenza di Dani Alves, giocatore insostituibile per Luis Enrique. L'Inter ne approfitta e lo preleva in prestito per tamponare la falla sulla fascia destra e per trovare un nuovo titolare. Arriva con grandi aspettative a Milano. Le speranze vengono tradite quasi subito. Mancini, infatti, dimostra di non fidarsi dell'atteggiamento troppo 'spregiudicato' e decide di puntare su altri esterni, escludendo lo spagnolo dal progetto tecnico. Solo 3 misere presenze, tra campionato e Coppa Italia: buone le prime due, delude nell'ultima.

13 - Suso (Milan, 1,5 milioni) - Esterno offensivo spagnolo di grande talento, Suso decide di non rinnovare il contratto col Liverpool (in scadenza 2015) e si trasferisce al Milan nel gennaio dello stesso anno. Adriano Galliani fiuta l'affare a costi ridotti e lo mette a disposizione di Filippo Inzaghi con qualche mese di anticipo rispetto alla tempistica da svincolato. Lo spagnolo però sprofonda nella mediocrità di una stagione sfortunata. Tenuto poco in considerazione anche da Sinisa Mihajlovic, colleziona 8 gettoni in rossonero senza strappare applausi. Il suo futuro sarà a tinte rossoblu, quelle del Genoa.

14 - Alessandro Diamanti (Fiorentina, prestito) - Sbarca a Firenze (per la seconda volta, la prima nel 2003) dopo aver tentato l'avventura cinese nel Guangzhou Evergrande di Marcello Lippi. Arriva nella Fiorentina di Vincenzo Montella che lo impiega esclusivamente in campionato e in Coppa Italia. 'Alino' regala qualche giocata delle sue ma 2 gol in 15 presenze sono troppo pochi considerando il talento. A fine stagione torna senza troppi rimpianti in Cina da dove poi farà nuovamente ritorno in Europa, al Watford di Quique Sanchez Flores.

15 - Antonio Cassano (Sampdoria, svincolato) -  Svincolatosi dal Parma nell'anno del fallimento emiliano, 'Fantantonio' è ripartito dalla sua amata Genova, sponda ovviamente blucerchiata. Il presidente Massimo Ferrero lo ha accolto a braccia aperte, creando un caso (con conseguente attrito) con il primo allenatore stagionale Walter Zenga, poco volenteroso ad accontentare le bizze del talento di Bari Vecchia. Cassano si è presentato in ritardo di condizione al ritiro estivo e finora ha inciso poco o nulla nel difficile avvio di stagione della Sampdoria. Tredici presenze (per lo più spezzoni) e nessun gol. L'esonero di Zenga e l'arrivo di Vincenzo Montella, però, potrebbero presagire ad un 2016 differente.

16 - Goran Pandev (Genoa, svincolato) - Il macedone viene tesserato dal Genoa a titolo gratuito dopo aver terminato una non esaltante avventura al Galatasaray. La carta d'identità, però, non è ancora ingiallita (le primavere sono solamente 32) e Gasperini punta sulla sua esperienza e sui suoi gol. Aspettative tradite in pieno: l'ex Lazio ed Inter gioca 10 partite tra campionato e Coppa Italia, saltandone tre per una squalifica per espulsione diretta e altre quattro per problemi fisici. La sua presenza, dunque, si è fatta mancare quando più serviva, dato che Perotti e Pavoletti sono stati indisponibili per diverso tempo. 

17 - Giampaolo Pazzini (Verona, svincolato) - Dopo 86 partite con la maglia del Milan, Pazzini si svincola dal club rossonero e decide di accettare la lusinghiera proposta del Verona che punta forte su di lui, facendogli firmare un contratto pluriennale. Il 'Pazzo' sbarca in riva all'Adige acclamato dai tifosi e pronto a far coppia con Luca Toni ma l'entusiasmo viene frenato da tanti problemi fisici e dall'incompatibilità con Andrea Mandorlini, il cui modulo non prevede due punte 'pesanti'. Una sola rete (peraltro su rigore) in tredici presenze: troppo poco, anche se con Del Neri la musica può cambiare.

18- Nicolas Spolli (Roma e Carpi, prestito e titolo gratuito) - Il 2015 per lui è stato un anno davvero da dimenticare. Il roccioso difensore argentino viene prelevato dalla Roma in prestito dal Catania per puntellare un reparto che deve fare i conti con la lungodegenza di Castan. L'argentino praticamente non gioca mai, venendo utilizzato solamente all'ultima di campionato contro il Palermo, occasione nella quale causa anche un calcio di rigore. Rimasto svincolato, viene tesserato dal Carpi per aggiungere esperienza all'organico neopromosso. Frenato dagli infortuni, ha collezionato solo 332 minuti divisi in 5 spezzoni. Annus horribilis.

19 - Cristian Rodriguez (Parma, prestito) - Arriva a Parma nel gennaio 2015 direttamente dall'Atletico Madrid. Esterno offensivo di gamba e tecnica, 'El Cebolla' dimostra però di essere ignaro circa la situazione societaria nel capoluogo emiliano. Il Parma, infatti, è sull'orlo del fallimento e Rodriguez, dopo sole 5 presenze, decidere di rescindere immediatamente per fare ritorno all'Atletico Madrid che lo girerà nuovamente in prestito, questa volta al Gremio. Una vicenda grottesca che riassume i toni drammatici della stagione vissuta dal Parma nel 2014/2015.

20 - Ravel Morrison (Lazio, svincolato) - Trequartista inglese di grande talento ma dal carattere difficile, la Lazio se lo aggiudica a parametro zero. Morrison sbarca a Roma dopo la parentesi al West Ham e in poco tempo mette in mostra i limiti caratteriali. Perennemente sul filo del rasoio nei rapporti con la società (tra indiscrezioni e smentite), mette in fila 7 spezzoni da 151 minuti: una media di 21' a gara. Quasi mai nel progetto tecnico di Stefano Pioli ad oggi sembra difficile un suo 'ripescaggio' e il 2016 potrebbe essere lontano dalla capitale.




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