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Calciomercato > Serie A > Serie A, Zeman a ruota libera: "Alla Roma fanno cosa vogliono. Scudetto all'Inter. Doping? C'è anco

Serie A, Zeman a ruota libera: "Alla Roma fanno cosa vogliono. Scudetto all'Inter. Doping? C'è ancora"

Il tecnico boemo fa il punto sul campionato e non le manda a dire ai giallorossi


Zdenek Zeman © Getty Images
Jonathan Terreni

19/12/2015 10:45

SERIE A ZEMAN INTERVISTA SCUDETTO ROMA / ROMA - Mai banale. Zdenek Zeman parla a ruota libera della situazione attuale del nostro campionato in una lunga Intervista al 'Corriere dello Sport' e, come sempre, non le manda a dire: "Credo che lo Scudetto lo vincerà l'Inter. Mancini ha costruito una squadra con giocatori che mirano al risultato. E' la più forte e per me è la favorita".

ITALIA...NO! - Il boemo fa il punto sulle news Serie A: "L'Italia? Non mi manca. A Lugano la vita è migliore, e forse anche il calcio. C'è più tranquillità e meno tatticismo. In futuro però chissà, io alleno finché mi diverto e non dico mai di no ad opportunità che mi affascinano. Il calcio italiano è in crisi, non solo economica ma anche nel lavoro e nell'impegno e i grandi giocatori preferiscono altri campionati. La  Bundesliga per me è meglio della Premier League".

ROMA CAPOCCIONA - "Alla Roma c'è qualcosa che non va, mi pare ovvio. Il mio esonero? chiedevo solo il rispetto delle regole e un'organizzazione dettagliata. Nel calcio di oggi però il ruolo dell'allenatore è cambiato purtroppo. I calciatori a Roma fanno quello che vogliono: ne avevo sempre dodici sul lettino e due bloccati sul Grande Raccordo. Pretendevo più senso di professionalità. 'Olimpico' vuoto? Non è colpa delle tv. Va ricreato un ambiente che adesso non c'è più".

DOPING - Zeman aveva dichiarato che è cambiato poco dopo Calciopoli. Ora torna sul tema doping. "Il doping c'è ancora. Studi americani hanno rivelato un utilizzo nel 16% degli atleti. E' tanto, troppo. Ci vuole cultura: vince chi è più bravo, non chi bara".

DI TUTTO UN PO' - "Insigne è miglior talento italiano al momento ma ci sono anche i vari Berardi, Verratti e Bernardeschi. E' vero, in carriera fui vicino all'Inter. Avrei voluto lavorare con Boniperti, lui ci capiva di calcio. Sarri mi diverte perché gioca all'attacco e il mio 4-3-3 va ancora di moda. Totti? Se fossi il lui non continuerei ma se se la sente va bene così".




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