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Calciomercato > Il punto di CM.IT > Il 'vecchio' che arretra e la nuova geografia delle 'medie' di A

Il 'vecchio' che arretra e la nuova geografia delle 'medie' di A

Sassuolo ed Empoli volano, preoccupano ex 'quasi-big' come l'Udinese e le genovesi


Stefano Colantuono (Getty Images)
Antonio Papa (Twitter: @antoniopapapapa)

16/12/2015 10:09

PUNTO CMIT MEDIO-PICCOLE / NAPOLI - Il nuovo che avanza, il 'semi'nuovo che arretra. A guardare l'attuale classifica di serie A si può sintetizzare in questo modo un certo trend portato dall'anno che sta per concludersi. Senza scomodare le solite big, argomenti già ampiamente sviscerati h24, è curioso invece notare un'inversione di tendenza per quanto riguarda le cosiddette medio-piccole, e cioè le squadre che gravitano a ridosso della zona calda a forte rischio retrocessione. Ma non è tutto nero: se da una parte c'è chi arranca, dall'altra c'è chi va a cento all'ora pur senza un motore da pole position. Diamo un'occhiata. 

GIOVANI E BELLE - La sorpresa dell'anno è senz'altro il Sassuolo, ma chi parla di miracolo è fuori strada. Programmazione oculata ed investimenti mirati, spesso anche ingenti; del resto alle spalle non c'è un improvvisato ma giusto un attimo il presidente di Confindustria. Sorpresa annunciata, diciamo così. Chi invece era molto meno annunciato è l'Empoli, sempre più convincente e sempre meno 'figlio' dell'exploit di Maurizio Sarri. Giampaolo ha dato una sua forma alla squadra, alla ribalta tanti giovani interessanti guidati dal 'nonnetto terribile' Maccarone: dove vogliono arrivare? Ma soprattutto, dove arriveranno? Splendide anche le cavalcate di Atalanta e Chievo, squadre un po' meno 'verdi' ma tremendamente efficaci. L'esperienza e la cattiveria agonistica di Reja e Maran è una garanzia. Resta tanta curiosità per il cammino del Bologna, partito malissimo ma rinato con l'avvento di Donadoni. I rossoblu sono fra le squadre più in forma del momento con 10 punti nelle ultime 5 gare, un Destro ritrovato e tante aspettative per il futuro prossimo. La squadra c'è eccome, piuttosto era un mistero la falsa partenza di Delio Rossi. Se Donadoni (fresco di premio Maestrelli, ndr) saprà tenere saldo il timone, la via Emilia può divendare uno snodo fondamentale nell'economia del nostro campionato. 

BLASONE IN DECLINO - Se parliamo di noblesse oblige, il focus non può che stringersi sulle genovesi, strabilianti lo scorso anno e in seria crisi con la nuova stagione. La Sampdoria sembra essere entrata in un tunnel da cui neanche Vincenzo Montella, accolto come salvatore della patria, riesce a venir fuori. E visti i risultati e gli uomini a disposizione viene da pensare che forse Walter Zenga non stesse facendo così male, anzi. Chi invece dal tunnel sembra non essere mai uscito è il Genoa di Gasperini, che quest'anno è partito male e sta continuando anche peggio. A due punti dalla terzultima il fiato sul collo della B si sente eccome. Non sarebbe la prima volta che Preziosi precipita, ma di sicuro è una delle più inattese. A questo proposito anche il Palermo deve fare molta attenzione. Non basta il 4-1 al Frosinone di sabato scorso, la crisi è ben lontana dall'essere sparita e il rischio di trovarsi in cattive acque è concreto. Chi fa più 'paura' di tutte, comunque, è l'Udinese. Con Colantuono non è scattato il feeling, la squadra è quella che è, indebolita anno dopo anno e mai così in basso da parecchi anni a questa parte. Il rischio è che il peggio sia tutt'altro che passato: con il probabile addio di Di Natale l'epilogo di una delle più belle realtà degli ultimi vent'anni potrebbe essere molto, molto triste. 

 

 




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