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Calciomercato > Juventus > Juventus, Marotta: "Il Bayern è sempre il Bayern. In Champions serve anche fortuna"

Juventus, Marotta: "Il Bayern è sempre il Bayern. In Champions serve anche fortuna"

Le parole del dirigente bianconero dopo il sorteggio


Beppe Marotta ©Getty Images
Silvio Frantellizzi (@SilFrantellizzi)

14/12/2015 17:18

JUVENTUS SORTEGGIO CHAMPIONS LEAGUE BAYERN MONACO/ TORINO - Il direttore generale e amministratore delegato della Juventus Giuseppe Marotta, è stato premiato questa mattina come miglio dirigente del 2015 dal Gruppo Subalpino Giornalisti Sportivi "Ruggero Radice", nella Sala Smeraldo del Golden Palace di Torino. Un'occasione per analizzare il momento dei bianconeri, reduci dal sesto successo consecutivo in campionato contro la Fiorentina, e del sorteggio degli ottavi di finale di Champions League che ha 'regalato' agli uomini di Massimiliano Allegri un avversario temibile come il Bayern Monaco di Pep Guardiola.

BAYERN MONACO IN CHAMPIONS LEAGUE - "Il Bayern Monaco estratto come avversario della Juventus negli ottavi di finale di Champions League? A Nyon c'era Pavel Nedved, lascio a lui tutte le dichiarazioni in merito. Il Bayern Monaco è sempre il Bayern Monaco - ha dichiarato Giuseppe Marotta, protagonista odierno delle news Juventus - in campionato i valori vengono fuori, chi arriva prima se lo merita alla fine, mentre in Champions League devi avere anche un po' di fortuna e quando arriva questo sorteggio devi sperare".

RIMONTA JUVENTUS - "La Juventus sta iniziando ad ottenere i risultati prefissati - ha spiegato Marotta concentrandosi sulla vittoria ottenuta in campionato contro la Fiorentina di Paulo Sousa - quest'anno abbiamo attuato un rinnovamento profondo, per farlo bisognava cogliere il momento giusto".

NUOVO CICLO E DYBALA - Il dirigente della Juventus, ha parlato anche del nuovo percorso intrapreso dai bianconeri che in estate, hanno rivoluzionato la rosa con un calciomercato con la partenza di giocatori di valore come Vidal, Tevez e Pirlo: "All'inizio poteva sembrare azzardato, abbiamo preso giocatori che provenivano dalla provincia come Dybala che non sapevano cosa vuol dire vestire la maglia della Juventus e dover affrontare tre o quattro competizioni all'anno - si legge su 'Tuttosport' - ma ora la squadra sta iniziando ad ottenere i risultati prefissati".




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