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Calciomercato > Serie A > Calciomercato Serie A, Lippi: "Sono pronto per tornare. Bravi Sarri e Di Francesco"

Calciomercato Serie A, Lippi: "Sono pronto per tornare. Bravi Sarri e Di Francesco"

L'ex Ct vuole una nuova avventura in panchina


Marcello Lippi ©Getty Images
Jonathan Terreni

12/12/2015 08:26

CALCIOMERCATO LIPPI PANCHINA SARRI DI FRANCESCO / ROMA - Marcello Lippi è pronto a tornare in ballo, scelte che potrebbero condizionare anche il mercato Serie A. L'ex Ct della Nazionale, in un'intervista al 'Corriere dello Sport' ammette la sua voglia di gettarsi in una nuova avventura: "Dopo la Cina volevo smettere ma mi sono accorto di avere ancora la stessa partecipazione durante le partite. Non volevo più stare lontano da casa. Ho voglia di tornare; se arriva qualcosa di interessante la valuterò attentamente".

SARRI E DI FRANCESCO - "Di Francesco sta dando personalità, gioco e fiducia alla sua squadra. Sarri ha sfatato un luogo comune: quello che per dare un'identità alla squadra ci vogliono anni. La sua squadra ora segna anche di più".

GIOVANI - Secondo Lippi il Milan non ha bisogno di cercare troppi giovani nel calciomercato: "Il Milan ne ha tanti di interessanti già in casa. Mi piace molto però Bernardeschi: ha qualità e carattere".

RETROSCENA PASSATI - "All'Inter un'esperienza contraddittoria. Purtroppo non c'era il clima giusto per fare bene. Pagavo la mia juventinità. Quando dissi al presidente Moratti di chiuderla lì anche lui mi sembrò d'accordo poi cambiò idea e la stagione successiva non facemmo bene. Io mi sfogai e fui esonerato. La Nazionale? La squadra del 2006 si fortificò con Calciopoli. Era un gruppo eccezionale. Nel 2010 invece non andò bene nulla: dagli infortuni al brutto gioco. Portai chi mi sembrava più in forma. Provammo anche la difesa a tre ma Nesta non se la sentì. Con Paulo Sousa, Conte e Deschamps nella mia Juventus il senso tattico di certo non mancava. Del Piero e Baggio erano due fuoriclasse che coesistevano. La società poi scelse Alex e Roby andò al Milan. Vialli? Voleva andare via ma io mi opposi: non potevamo perdere il miglior bomber italiano".

 

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