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Calciomercato > Napoli > Napoli, Ranieri: "Primo tempo da padrone contro l'Inter. Poi..."

Napoli, Ranieri: "Primo tempo da padrone contro l'Inter. Poi..."

L'allenatore del Leicester ha commentato la sfida del San Paolo di lunedì


Festa Napoli ©Getty Images

03/12/2015 09:20

CLAUDIO RANIERI CORRIERE DELLO SPORT / ROMA - L'edizione odierna del 'Corriere dello Sport' propone le parole dell'allenatore del Leicester Claudio Ranieri sulle ultime news Napoli alla luce del match contro l'Inter e non solo. Calciomercato.it vi propone i passaggi salienti.

SERIE A, LIGA, PREMIER LEAGUE - "Ogni nazione ha un calcio prediletto. Il gioco che amano in Spagna non è lo stesso di Italia o Inghilterra. (...) Io ho lavorato in quattro Paesi diversi e in ciascuno ho cercato di legare le mie idee alle diverse culture".

ITALIA - "In Italia siamo maniaci della tattica (...) e molto attenti all'organizzazione, al collettivo, al movimento della squadra. (...) Ci piace da morire discutere di moduli, ma questi sono validi se hai grandi giocatori che sanno interpretarli al meglio. (...) Ho visto un bel calcio anche lunedì sera, in Napoli-Inter. Nel secondo tempo, l'Inter che era in 10 sembrava in 12 per la sua carica agonistica, il suo carattere e la sua personalità. Nel primo tempo il Napoli aveva giocato da padrone, con partecipazione continua, tattica ben studiata e organizzazione".

SPAGNA - "Il bel calcio in Spagna è dominare l'avversario. Solo così la gente si diverte davvero. Più hai possesso palla e più sei padrone del gioco. Quando andai a Valencia dimostrai che si poteva giocare bene, con lo stesso numero di occasioni da gol, anche con un possesso palla ridotto al 40 per cento. (...) Tuttavia, la bellezza del gioco per gli spagnoli resta quella del Barcellona di Guardiola. (...) Noi abbiamo provato a portare in Italia un allenatore di quella scuola, Luis Enrique, e a Roma non ha avuto successo. Non si può esportare un'idea senza averla coltivata. (...) Ibrahimovic con Guardiola non andava bene perché non si integrava con quella idea".

INGHILTERRA - "In Inghilterra lo spettacolo è lo scontro fisico, la velocità, il ritmo, l'intensità".

SACCHI - "Sacchi ha dimostrato che anche in Italia si poteva giocare un calcio non all'italiana. (...) Dopo di lui, molti allenatori italiani hanno cominciato a giocare anche a zona, mettendoci però qualcosa di personale. Era impossibile replicare Sacchi. Io non sono Sacchi e non posso scimmiottarlo. (...) La squadra che mi è piaciuta di più in tutta la mia carriera resta il Milan di Sacchi".

 

S.D.




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