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Calciomercato > Milan > Milan, TI RICORDI DI...Ricardo Oliveira? Un'eredità troppo pesante

Milan, TI RICORDI DI...Ricardo Oliveira? Un'eredità troppo pesante

Flop rossonero ha riconquistato la Nazionale brasiliana a 35 anni. Ora gioca in patria, col Santos


Ricardo Oliveira (Getty images)
Jonathan Terreni

17/11/2015 15:53

MILAN TI RICORDI DI RICARDO OLIVEIRA / MILANO - Ti ricordi di...? Ecco la nuova rubrica di Calciomercato.it sui giocatori passati dal nostro campionato che hanno trovato poi la loro dimensione in altri paesi, rilanciando  talvolta la propria carriera. In questo episodio: Ricardo Oliveira.

Raccogliere l'eredità di Shevchenko al Milan non era certo cosa semplice. L'estate 2006 segna l'addio dell'ucraino ai rossoneri. Passa al Chelsea dove ad accoglierlo c'è Josè Mourinho, anche se i due non avranno mai un feeling entusiasmante. Ricardo Oliveira sbarca in rossonero con tante aspettative sulle spalle, oltre a quella maglia numero 7 dal peso insostenibile per uno che, a conti fatti, risultò poco più che una meteora. Arrivato dal Betis Siviglia, con cui realizzò la bellezza di 26 reti in 46 presenze sembrava destinato a ricoprire il ruolo di centravanti della Nazionale brasiliana di lì agli anni a venire. Diciassette i milioni spesi da Galliani per regalarlo ad un dubbioso Ancelotti. L'esordio fu anche positivo perché va a segno nel 2-1 sulla Lazio il 9 settembre di quell'anno. Poi più nulla, solo i mugugni di un 'San Siro' che aveva ancora negli occhi le indimenticabili giocate di Sheva, Pallone d'Oro due anni prima. A referto Oliveira metterà solo altre due quattro reti in rossonero di cui due in Coppa Italia.

L'anno seguente torna in Spagna, al Saragozza per due milioni con riscatto fissato a 11 esercitato l'anno seguente. Tutto sommato una minusvalenza contenuta per il Milan; poteva andar peggio in termini economici visto il rendimento, poteva andar sicuramente meglio invece da quello sportivo. Ventisette reti con il Saragozza e il ritorno al Betis dove però è solo di passaggio. Nell'estate 2009 vola ad Abu Dhabi: se lo assicura l'Al-Jazira per 14 milioni, un prezzo ravvivato dalle nuove reti recenti in Spagna. Toccata e fuga in prestito al San Paolo e di nuovo all'Al-Jazira dove resta fino al 2014 segnando 46 reti e conquistando il titolo di capocannoniere con 12 reti della AFC Champions League edizione 2012. In questa stagione è tornato di nuovo a casa, stavolta al Santos e i numeri sono quelli di inizio carriera: 36 gol in 56 presenze che gli sono valsi il ritorno in Nazionale brasiliana dopo 8 anni e mezzo. Dunga lo ha chiamato contro Cile e Venezuela. A 35 anni suonati un giocatore ritrovato? Quello che è certo è che l'Italia non era proprio il suo habitat naturale.




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