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Calciomercato > Milan > Milan, Donadoni: "Rossoneri e Juventus da Scudetto, ma niente passi falsi"

Milan, Donadoni: "Rossoneri e Juventus da Scudetto, ma niente passi falsi"

L'allenatore del Bologna sul caso Parma: "E' necessario fare molto di più"


Roberto Donadoni ©Getty Images

17/11/2015 08:21

SERIE A INTERVISTA A ROBERTO DONADONI SU LA GAZZETTA DELLO SPORT / MILANO - L'edizione odierna de 'La Gazzetta dello Sport' propone una lunga intervista all'allenatore del Bologna Roberto Donadoni, che commenta anche le ultime news Milan, club di cui era tifoso da bambino. Calciomercato.it vi propone alcuni estratti.

CASO PARMA - "Qualche passo in avanti è stato fatto ma è necessario fare molto di più. Il calcio italiano è lo specchio della nostra società, inutile illudersi che sia un'isola felice. È fatto da persone che se continuano ad agire alla stessa maniera non potranno mai cambiarlo. I furbi trovano sempre il modo per aggirare le regole".

JUVE-MILAN - "Entrambe hanno trovato un buon passo ultimamente, è una sfida molto equilibrata che rappresenta da sempre l'essenza del calcio. Vincerà chi riuscirà a essere più squadra e chi metterà in campo maggior convinzione nei propri mezzi. Di sicuro iscrivo anche Juventus e Milan nella lotta per lo scudetto, hanno tutto il tempo per risalire la china. Certo, rispetto a chi sta davanti in classifica non possono permettersi passi falsi, ma sulla carta non sono inferiori alle varie Inter, Fiorentina, Roma e Napoli".

IL PASSAGGIO DALL'ATALANTA AL MILAN - "Si fecero avanti la Juventus, che stava vincendo tutto, e il Milan, che attraversava una fase di transizione. Ero tifoso del Milan, il mio idolo era Rivera. Alla fine ho scelto il Milan e ho fatto la scelta giusta. Ricordo quando sono arrivato e ho conosciuto Galliani e Berlusconi. Erano di un livello superiore, è stato come toccare il cielo con un dito".

L'ESPERIENZA DA CT DELL'ITALIA - "Guidare la nazionale del proprio Paese è il massimo dell'aspirazione di qualsiasi allenatore. Sono stati due anni bellissimi e complicati, di certo non potevo far meglio del mio predecessore (Lippi vinse il Mondiale 2006, n.d.r.), a meno che non si fosse giocato un campionato interstellare. Era una fase di passaggio, non semplice, ma a me piacciono le sfide difficili e anche quella l’ho vissuta intensamente".

IL BOLOGNA - "Prendere una squadra con delle difficoltà di classifica presenta qualche inghippo in più rispetto al normale, ma l'ho fatto a ragion veduta. La salvezza è un obiettivo alla nostra portata: ho ereditato una squadra che gode di buona salute fisica grazie al lavoro di Delio Rossi, con tanti giovani che possono crescere tanto. Joey Saputo ha in testa un ambizioso progetto nel medio-lungo termine e Bologna, come piazza e come potenzialità, non è seconda a nessuna. Ora tutte le energie sono rivolte alla salvezza: sarà fondamentale per gettare le basi della programmazione futura".

S.D.




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