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Calciomercato > esclusivo > Palermo, ESCLUSIVO Prandelli: "Gilardino bomber sottovalutato. Fa bene a puntare all'Europeo"

Palermo, ESCLUSIVO Prandelli: "Gilardino bomber sottovalutato. Fa bene a puntare all'Europeo"

L'ex Ct azzurro racconta Alberto Gilardino ai microfoni di Calciomercato.it


Alberto Gilardino © Getty Images
ESCLUSIVO
Giorgio Elia

13/11/2015 11:00

PALERMO SPECIALE GILARDINO ESCLUSIVO PRANDELLI / PALERMO - L'ultimo gol che segnato, ha permesso al Palermo di vincere una partita sofferta contro il Chievo. Alberto Gilardino, con tre reti, è il bomber dei rosanero insieme al centrocampista Hiljemark, ma la sua media è migliore, avendo collezionato in campo meno minuti rispetto allo svedese.
A parlare del numero undici dei siciliani - in esclusiva a Calciomercato.it - è Cesare Prandelli, allenatore con il quale il bomber è esploso a Parma e che ha poi ritrovato alla Fiorentina dopo la parentesi al Milan.


Prandelli ci racconta il primo 'contatto' con Gilardino?
"Il mio primo incontro con lui fu a Parma. Lo avevo notato nella Primavera del Piacenza e segnalato al presidente del Verona, Pastorello. A Parma poi trovai un ragazzo dall'incredibile serietà, dall'entusiasmo travolgente e fin da subito in campo un leone. Fuori dal campo è sempre stato una persona mite ed educata, aspetti che gli hanno permesso di divenire un grande campione".


Cosa ha pensato quando ha saputo del suo approdo al Palermo?
"Mi ha fatto molto piacere, sono rimasto felice perché ho subito visto nella sua decisione la voglia di arrivare a duecento gol nella massima serie. Sono convinto che raggiungerà questo traguardo, facendo anche felici i tifosi del Palermo".


Secondo lei, Gilardino ha raccolto quanto realmente meritava?
"No e la motivazione è chiara. Lui per carattere non è stato mai un tipo sfacciato e spesso questo aspetto è stato letto dalla critica come assenza di carattere. Alberto è stato sottovalutato per il suo essere 'l'anti personaggio'. Per questo magari il campo non gli ha sempre regalato quando realmente meritava. Personalmente, la mia scelta sarebbe sempre ricaduta su di lui e mi tengo stretto uno dal carattere come quello di Gilardino. Lui entrerà di diritto nei grandi bomber di tutti i tempi".


Che consigli darebbe a Ballardini per il suo utilizzo?
"Non credo sia necessario rivolgere dei consigli sull'utilizzo di Alberto. Ballardini è un tecnico preparato e sono convinto che in un paio di giorni, si renderà conto del giocatore che ha davanti. Alberto è ancora un leone, ha voglia di fare e di raggiungere tanti obiettivi".


Obiettivi come l'Europeo in Francia con la Nazionale...
"Il fatto che Alberto voglia provare a entrare nel gruppo per il prossimo Europeo, è veramente una cosa molto bella. Fa bene a crederci e a volere puntare a questo obiettivo a suon di gol. Se fossi un tifoso del Palermo sarei molto felice di questo aspetto".


Ci racconta un aneddoto che la lega a Gilardino?
"Ne ho tanti ma, adesso, me ne vengono in mente due in particolare. Un anno a Parma lui era la quarta punta dietro Adriano, Mutu e Bonazzoli. In una partita in casa del Chievo, partì dalla panchina ed entrò negli ultimi minuti con la squadra in vantaggio. Riversò tanta di quella rabbia che gli permise anche di andare in rete. Quell'atteggiamento mi rimase negli occhi. Un'altra volta, era un venerdì mattina, al campo di allenamento lo vidi triste e gli chiesi cosa lo stesse turbando. Lui motivò il suo malumore col fatto di non essere riuscito a segnare nell'amichevole del giorno prima. L'emblema del tipo di ragazzo e di professionista, l'attaccante che ogni allenatore vorrebbe avere".

 




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