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Calciomercato > Il punto di CM.IT > IL PUNTO DI CM.IT - Panchine rotolanti: l'autunno bollente dei presidenti italiani

IL PUNTO DI CM.IT - Panchine rotolanti: l'autunno bollente dei presidenti italiani

Chi va, chi resta, non sempre per scelta: inizia lo shopping autunno-inverno dei tecnici nostrani


Massimo Ferrero (Getty Images)
Antonio Papa (Twitter: @antoniopapapapa)

10/11/2015 10:00

PUNTO CM.IT ALLENATORI / NAPOLI - Cambio allenatori, collezione autunno-inverno. Ok, sulla carta l'autunno è iniziato già da un po', ma alzi la mano chi se n'è accorto. Tornando a noi, anzi a loro, questo periodo a cavallo fra ottobre e novembre sembra il più adatto per cambiare guida tecnica in panchina. Va detto che finora i presidenti di A erano stati generosi con i loro trainer, salvando il salvabile finché si poteva. Poi di botto la doppietta: Sampdoria e Palermo fanno la rivoluzione e partono i primi giri di valzer. Anzi, i secondi, se contiamo anche le disastrose Carpi e Bologna. Ma c'è anche chi non cambia, e non sempre per motivi 'nobili'. 

TANTO PE CAMBIA' - Così divisi qualche mese fa, quando si erano beccati a più riprese per l'affaire-Barreto. Così uniti oggi, quasi all'unisono nel mettere alla porta l'allenatore. Ferrero e Zamparini cacciano Iachini e Zenga, doppio benservito nel giro di poche ore. Desta un certo clamore l'addio dell'Uomo Ragno, che con la Samp così male non sta facendo. Pare che la motivazione principale siano i mugugni dei tifosi, poi ci si è messo Montella a far gola e la frittata è fatta. Molto meno sorprendente l'esonero di Iachini a Palermo, se non fosse che i rosanero venivano da una vittoria contro il Chievo Verona. Ma si sa, Zamparini è un altro che esonera tanto per cambiare un po' aria, anzi negli ultimi tempi sembrava essersi tranquillizzato. Guida a Ballardini, uno che ha già 'assaggiato' una volta Zampa e ben tre volte Cellino, ai tempi del Cagliari. Contento lui...

CHI NON CAMBIA PER SCELTA... ALTRUI - Poi c'è chi va in controtendenza e conferma il tecnico ad oltranza, contro ogni pronostico. Prendiamo il Verona: ultimo in campionato, stagione deficitaria ma Mandorlini resta ancora in sella. Anche in questo caso, ma in senso opposto, il motivo sembra essere il legame strettissimo del tecnico con la piazza gialloblu. Ma i maligni vociferano che sia più una scelta di portafogli che di cuore: il presidente Setti, a quanto pare, non vorrebbe pagare un altro ingaggio inutilmente. Situazione analoga a quanto accaduto al Milan qualche settimana fa. Mihajlovic era sulla graticola, a fargli da garanzia paradossalmente erano i suoi predecessori ancora a libro paga. Alla fine Berlusconi un po' per scelta un po' per necessità ha tenuto duro, e ora i risultati gli danno ragione. Chissà, magari succederà così anche a Verona. 

CHI NON CAMBIA PER SCELTA... E BASTA - Poi ci sono le mosche bianche, quelli che potrebbero esonerare e non lo fanno per semplice attaccamento al progetto. Prendete De Laurentiis. Il Napoli era avuto una partenza shock, la piazza già chiedeva la testa di Sarri. Lui ci ha creduto e il Napoli per magia ha iniziato a macinare gioco e risultati, diventando la squadra più bella d'Italia, se non d'Europa. Stessa sorte per Garcia alla Roma, con risultati sotto gli occhi di tutti. E che dire della Juve, che arranca in campionato con Allegri in bilico, ma tira dritto e inizia a raccogliere i frutti. Tu chiamala, se vuoi, ostinazione. O se preferite chiamatela col suo nome: lungimiranza e serietà aziendale. 

 




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