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Calciomercato > Italia > Under 21, Benassi: "Essere capitano dell'Under mi dà consapevolezza. Mi ispiro a Verratti"

Under 21, Benassi: "Essere capitano dell'Under mi dà consapevolezza. Mi ispiro a Verratti"

Il centrocampista del Torino si racconta direttamente dal ritiro degli azzurrini


Marco Benassi (Getty Images)

09/11/2015 16:34

BENASSI QUALIFICAZIONI EUROPEI UNDER 21/ ROMA - La seconda stagione in maglia granata per Marco Benassi sta coincidendo con quella della sua definitiva consacrazione. Il centrocampista, classe '94, sta diventando, giornata dopo giornata, un tassello importante dello scacchiere tattico di Giampiero Ventura, oltre che esserlo già dell'Italia Under-21 del ct Gigi Di Biagio che lo ha anche eletto capitano della propria truppa: "Cosa bisogna avere per essere un buon capitano? Semplicità e umiltà. Inoltre deve essere bravo a incoraggiare i compagni, cercando di aiutarli nei momenti di difficoltà. Essere il capitano nell’Under 21 mi aiuta anche quando poi torno nel mio club. Mi dà consapevolezza, fiducia e una visione più ampia. Inoltre è parte di un percorso di crescita… prima o poi bisogna lasciare i panni della “giovane promessa” e iniziare a giocare per sentirsi importanti", spiega il calciatore classe '94 a vivoazzurro.com. 

Proprio con gli 'azzurrini' avrà modo di mettersi in mostra durante queste due settimane di sosta, nel corso delle quale affronterà i pari età della Serbia (13 novembre) e Lituania (17 novembre) per le qualificazioni ai prossimi Europei di categoria: "Abbiamo una buona squadra - assicura Benassi -, che può ambire a diventare ancora più forte. Ma si vedrà sul campo. E ancora presto, anche se come base di partenza mi sembra abbia una marcia in più". 

Infine il giocatore granata svela come è nata la sua passione per il calcio e quali sono i suoi modelli di riferimento: "La passione ce l’ho da quando ero molto piccolo, solo che i miei genitori inizialmente non erano molto d’accordo; gli sembrava un gioco troppo aggressivo e avevano paura che mi facessi male. Prima ho provato tutti gli sport possibili: pallavolo, tennis, nuoto ecc. Alla fine, siccome io non volevo fare nient’altro che giocare a pallone, si sono arresi. Adesso, scherzando mi dicono che avevo ragione io…Il mio idolo? Da piccolo giocavo in attacco e mi piaceva Ronaldo. Poi sono diventato centrocampista, e ho iniziato a seguire più Iniesta e, ultimamente, Verratti".




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