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Calciomercato > Il punto di CM.IT > IL PUNTO DI CM.IT - Giletti, Napoli e la campagna 'elettorale' ai tempi dei social

IL PUNTO DI CM.IT - Giletti, Napoli e la campagna 'elettorale' ai tempi dei social

Non si placa la polemica dopo le dichiarazioni del noto presentatore televisivo


Giletti (Calciomercato.it)
Antonio Papa (@antoniopapapapa)

04/11/2015 10:55

PUNTO CM.IT GILETTI NAPOLI / NAPOLI - Sono passate quasi 48 ore dallo scivolone di Massimo Giletti su Napoli, eppure non sembrano passati neanche 48 minuti. Non si placano infatti le polemiche, roventi e anzi arroventate ulteriormente dagli ultimi sviluppi e dalle fazioni nette e contrapposte che si sono create. Come sempre hanno ragione tutti e non ha ragione nessuno: nel calderone dei social network le discussioni si inaspriscono e si arriva ad un punto morto. Ognuno fermo sulla sua posizione, nessuno cambia mai idea e tutto torna come prima, come se il discorso non fosse mai stato intavolato. 

I NAPOLETANI OFFESI E LA QUERELA DEL SINDACO - Sono davvero tantissimi i napoletani che si sono sentiti offesi dall'uscita di Giletti domenica in diretta tv. Un rapido recap: si discute animatamente sull'assegnazione dei biglietti omaggio al 'San Paolo' per alcuni assessori, uno di loro accusa la 'Rai' di fare campagna anti-napoletana e il conduttore risponde piccato, invitandolo a rimuovere l'immondizia dai vicoli prima di parlare della 'Rai', rincarando poi la dose con l'aggettivo 'indecoroso', riferito ai vicoli nei pressi della stazione centrale. Una generalizzazione che a molti non è piaciuta, in primis al sindaco De Magistris, che si è sentito chiamato in causa e ha deciso di sporgere querela contro il giornalista. Una gran confusione, soprattutto un equivoco enorme amplificato dai toni sgarbati di Giletti e da qualche 'ricamino' di troppo dei giornali. In fondo i social network sono un po' come una foresta, diciamo pure una giungla. Le foglie morte sono tante, diciamo pure troppe; basta una scintilla per far scoppiare un incendio di proporzioni immani. Diciamo pure devastanti. 

LA POSIZIONE 'GILETTIANA' E LA QUESTIONE NAPOLETANA - Le fazioni sono nette, contrapposte nel sostenere posizioni diametralmente opposte ai limiti dello scontro 'fisico' (e meno male che siamo online...). Da più parti si accusa i napoletani di essere troppo vittimisti, di infiammarsi subito quando si parla male della città, anche se l'accusa è ben circoscritta e non riguarda loro demeriti particolari. Emblematico a riguardo un post della popolare blogger Selvaggia Lucarelli. Altro putiferio, con il pubblico partenopeo coinvolto che replica da par suo. La posizione 'vittimistica', del resto, è inevitabile se sul primo canale nazionale si parla di Napoli e ci si infila dentro il prezzemolino Salvini, che con il Sud ha già la soglia di tensione alle stelle. A molti è sembrato quasi un agguato, un atto voluto per tirare acqua al mulino di posizioni politiche estreme ed estremiste che andrebbero analizzate su ben altri tavoli, e non certo in 'arene' catodiche. 

LA CAMPAGNA 'ELETTORALE' NEL NUOVO MILLENNIO - E qui veniamo al punto. In tutta questa storia forse Giletti una cosa giusta l'ha detta, quando ha accusato De Magistris di fare campagna elettorale cavalcando la vicenda. Il conduttore ha però omesso di inserire nel calderone di chi è in cerca di pubblicità anche i suoi ospiti e, in senso lato, perfino se stesso. Il nuovo mondo è composto da milioni di indigeni digitali, citando un originale gruppo di Facebook. Il nuovo mondo è terra fertile per i conquistadores a caccia di visibilità, dal politico al giornalista al blogger. Il pollaio televisivo diventa un pollaio telematico dove ci si continua a scannare anche a microfoni spenti e a tastiera accesa. Pollai su pollai, ma poi alla fine gli unici veri polli sono quelli che ci cascano e si arrabbiano sul serio...




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