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Calciomercato > Inter > Inter, dal modulo al momento 'no' di Kondogbia ed Icardi: le spine di Mancini per Bologna

Inter, dal modulo al momento 'no' di Kondogbia ed Icardi: le spine di Mancini per Bologna

I nerazzurri non vincono dal 23 settembre contro il Verona: poi tre punti in quattro giornate


Roberto Mancini (Getty Images)
Marco Di Federico

26/10/2015 11:30

INTER BOLOGNA MANCINI ICARDI / MILANO - Continua la piccola 'crisi' in cui è caduta l'Inter di Roberto Mancini. Dopo lo scintillante inizio di stagione, con cinque vittorie nelle prime cinque partite, i nerazzurri si sono improvvisamente fermati: prima la pesante sconfitta casalinga contro la Fiorentina, poi tre pareggi contro Sampdoria, Juventus e Palermo. La vittoria manca da più di un mese e nel frattempo l'Inter si è vista superare in vetta alla classifica dalla Roma, che guida con due punti di margine. Le ultime news Inter dicono che a pesare sulla squadra di Mancini è soprattutto la carestia in zona gol: solo 9 i gol segnati in altrettante giornate, con Mauro Icardi che sembra solo lontano parente del capocannoniere della scorsa Serie A e Jovetic che si è di colpo bloccato dopo l'ottimo inizio di stagione. Domani, nell'anticipo della decima giornata sul campo del Bologna, l'Inter è chiamata a vincere per scacciare i fantasmi e non perdere il contatto dalla vetta: in vista della gara del 'Dall'Ara', analizziamo i problemi attuali dell'Inter di Mancini, dai cambi di modulo alla difficile coesistenza in attacco tra Icardi e Jovetic fino al rendimento sottotono di Kondogbia.

MANCINI ANCORA ALLA RICERCA DEL MODULO GIUSTO PER L'INTER. MA VA RISOLTO L'ENIGMA KONDOGBIA

In casa Inter la vittoria manca dal 23 settembre: 1-0 casalingo contro l'Hellas Verona firmato da Felipe Melo. Poi tre punti in quattro giornate e solo tre gol segnati, di cui due di Perisic. Ecco, il croato è una delle poche note liete di questo difficile momento nerazzurro: ha superato l'iniziale fase di adattamento al calcio italiano e sta diventando sempre più importante negli schemi di Mancini. Sia come trequartista che soprattutto come esterno offensivo. Mai il problema dell'Inter sta anche nelle scelte tattiche del 'Mancio': perché se l'ex Wolfsburg può essere decisivo sia nel 4-3-1-2 che nel 4-3-3 o 4-2-3-1, lo stesso non può dirsi per altri neo arrivati da cui il tecnico si aspettava tanto. Kondogbia su tutti. Del 22enne francese nessuno può mettere in discussione le qualità fisiche e tecniche ma, come accaduto lo scorso anno alla Roma ad Iturbe, gli si chiede di maturare subito visto quanto è stato pagato nell'ultimo calciomercato estivo - 30 milioni più 5 di bonus - Finora, l'esperimento non è riuscito. Contro la Juventus è partito dalla panchina, a Palermo ha giocato male ed è stato rimpiazzato da Biabiany, subito decisivo. Mancini vuole puntare ancora su di lui per non rischiare di perderlo, ma l'ex centrocampista del Monaco non ha ancora trovato la sua dimensione tattica. Medel è insostituibile, Guarin e Melo quasi, Biabiany può dare una variante importante nel gioco sulle fasce e Brozovic ha le qualità per giocare dovunque. E Kondogbia? La sua posizione preferita è nel centrocampo a due davanti alla difesa, ma i problemi sono due: lì non ha spazio, perché chiuso da Medel, Guarin o Melo, e soprattutto Mancini lo vede più come mezzala o centrocampista offensivo nel 4-2-3-1. Difficile per il francese riuscire ad esplodere se ancora non ha capito il suo ruolo nell'Inter.

INTER CARENTE IN ZONA GOL: ICARDI NON SEGNA E FATICA IN COPPIA CON JOVETIC. PALACIO LA SOLUZIONE

L'altro più grave problema dell'Inter sta nell'involuzione di Mauro Icardi. L'italo-argentino ha segnato solo due gol ma soprattutto fatica a tirare verso la porta. Mancano i rifornimenti ed in più la coppia con Jovetic non funziona. Lo dicono anche i numeri: giocando insieme, nessuno dei due ha segnato. E non è escluso che anche Icardi adesso possa finire in panchina. Jo-Jo ha realizzato finora tre gol, tutti quando Icardi era fuori per infortunio; 'Maurito' ha segnato solo contro il Chievo (oltre all'inutile rete alla Fiorentina, ndr), quando ai suoi lati c'erano Perisic e Ljajic. Ecco perché forse, già da domani, potrebbe riscoccare l'ora di Palacio, al fianco del quale il capitano ha dato il meglio nella passata stagione.




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