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Calciomercato > Juventus > Inter-Juventus, Vialli: "Hanno entrambe da perdere, Dybala è il nuovo Tevez"

Inter-Juventus, Vialli: "Hanno entrambe da perdere, Dybala è il nuovo Tevez"

L'ex capitano bianconero: "Si vede più la mano di Allegri nella Juve che quella di Mancini nell'Inter"


Paulo Dybala (Getty Images)
Marco Di Federico

17/10/2015 08:30

JUVENTUS INTER VIALLI / TORINO - Sulle colonne di 'TuttoSport', Gianluca Vialli ha parlato delle ultime news Juventus e presentato il big-match di domani sera sul campo dell'Inter. "Si gioca sicuramente più la Juventus, ma una sconfitta sarebbe pesante per entrambe le squadre. - le parole dell'ex capitano bianconero - Perdere per l'Inter non avrebbe contraccolpi per la classifica ma ne avrebbe a livello psicologico: non battono la Juve dal 2010 ed hanno forse l'occasione migliore per tornare a farlo. Se invece perdesse la Juve, per me sarebbe definitivamente tagliata fuori dalla corsa Scudetto. E non soltanto per motivi di classifica. Fino a poco tempo fa incuteva terrore agli avversari già prima di scendere in campo, ma ora sta perdendo questa caratteristica".

STIMOLI - "Dopo quattro Scudetti di fila si può avere meno appetito, ma soprattutto è chi non mangia da quattro anni che può essere più veloce ad accaparrarsi ciò che c'è sul tavolo. Però nella Juve ci sono i nuovi che vogliono dimostrare di essere all'altezza".

DYBALA - "Per me può essere il nuovo Tevez. Ha i numeri, il fisico, corre, si sbatte per la squadra e non ti lascia mai in dieci. Ho visto una luce nei suoi occhi che hanno solo i campioni. Oltre alle qualità tecniche, ha anche il senso della squadra, che fa la differenza".

PIRLO - "Lui non si sostituisce sul calciomercato, bisogna cambiare modo di giocare. E la Juve lo sta facendo, sviluppando un sistema di gioco che diventerà il più utilizzato dalle grandi squadre europee tra un paio di anni. La Juve e la Fiorentina sono all'avanguardia: usano un modulo ibrido che mette in risalto le qualità dei singoli, si cambia tatticamente anche nella stessa azione".

MANCINI - "Sta diventando più zen, dunque anche più lucido nel gestire le situazioni. Allenare all'estero gli è servito. Lo vedo gestire i campioni con naturalezza ed avere le idee sempre più chiare. L'Inter ancora non ha la sua identità, ma è solo questione di tempo".

ALLEGRI - "Si vede più la sua mano nella Juve che quella di Mancini nell'Inter. Nei bianconeri c'è il gusto della tecnica, della giocata. Da calciatore era un idolo tra i colleghi, giravano storie leggendarie su di lui...".




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