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Calciomercato > Serie A > Serie A, Del Piero scalpita: "Sono pronto per allenare. La mia carriera magia vera"

Serie A, Del Piero scalpita: "Sono pronto per allenare. La mia carriera magia vera"

'Pinturicchio' pronto a prendersi una panchina. L'ex capitano bianconero si racconta al 'Corriere dello Sport'


Alex Del Piero ©Getty Images
Jonathan Terreni

10/10/2015 08:25

SERIE A DEL PIERO ALLENATORE JUVENTUS NAZIONALE / ROMA - Alessandro Del Piero ha scelto cosa fare da grande. Attaccate le scarpette al chiodo l'ex capitano della Juventus si racconta in un'intervista al 'Corriere dello Sport'. 'Pinturicchio' sembra avere le idee chiare e adesso qualche allenatore inizia già ad aver paura: "Si, adesso mi sento pronto per allenare. E' un'ipotesi affascinante che adesso sto valutando. Magari tre anni fa avrei detto di no ma ora è diverso. Da Lippi, Capello e Ancelotti ho imparato che un gruppo si guida con umiltà, intelligenza e pazienza".

LA MIA SIGNORA - "Quante emozioni ho vissuto in bianconero; è stata magia. Quel giorno in cui salutai i tifosi allo 'Stadium' fu un'emozione indescrivibile; è come se il tempo si fosse fermato. Una vittoria? Le sceglierei tutte. Ho vissuto momenti fantastici. Restare in Serie B era un dovere da capitano, quella squadra mi aveva dato tanto: potevo lasciare e trovare una nuova opportunità nel calciomercato ma non ho rimpianti per essere rimasto".

NAZIONALE - "Ho ancora tutto il kit Mondiale nell'armadio. Il destino è beffardo: contro la Francia ho vissuto prima il dolore poi la gioia. E poi come non ricordare la semifinale e quel gol alla Germania".

CAMPIONANDO - Del Piero fa il punto sulle news Serie A: "Credo che questo sarà il campionato più aperto e bello degli ultimi anni, se lo giocheranno in sei. Sono felice per quello che sta facendo Sousa, è un ragazzo intelligente".

COLLEGHI E IDOLI - "L'Avvocato era un'icona mondiale e un grande esperto di calcio. Grandissima stima con Totti, peccato non aver giocato di più insieme in Nazionale. Ho ammirato Platini, un mito che cammina e giocato con Baggio, con cui condivido le stesse idee di calcio. Credo che sulle punizioni Pirlo sia ancora il numero uno. Tra gli avversari non avevo un gran rapporto con Samuel ma nell'ultima sfida ci siamo abbracciati a salutati con rispetto: il calcio è un gioco".




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