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Calciomercato > Milan > Milan, aria di bufera. Berlusconi conferma Mihajlovic ma è crisi: numeri e scenari

Milan, aria di bufera. Berlusconi conferma Mihajlovic ma è crisi: numeri e scenari

La società rossonera sta vivendo uno dei momenti più difficili della sua storia recente


Crisi Milan (Getty Images)
Michele Furlan (Twitter: @MicheleFurlan1)

07/10/2015 15:03

CALCIO SERIE A CALCIOMERCATO MILAN BERLUSCONI MIHAJLOVIC GALLIANI HONDA LIPPI / ROMA - Il fischio finale di Milan-Napoli 0-4 ha aperto una voragine sotto i piedi di Sinisa Mihajlovic, tecnico rossonero che sta vivendo uno dei momenti più difficili della propria carriera. A salvarlo ci ha pensato la società stessa, con Silvio Berlusconi e Adriano Galliani che lo hanno confermato dopo due confronti diretti, nei quali è stata rinnovata la fiducia all'allenatore serbo. News Milan che vedono poca stabilità e tanta incertezza in uno dei momenti più bui della gestione Berlusconi. Nonostante la conferma di Sinisa Mihajlovic, la crisi del Milan rimane impietosa nei numeri e nei nomi. E spuntano diversi scenari futuri tra società e calciomercato


CRISI MILAN: ECCO I NUMERI. INZAGHI MEGLIO DI MIHAJLOVIC 

Come detto, dunque, Sinisa Mihajlovic può godere della fiducia della società che lo ha confermato. Il tecnico serbo è stato voluto fortemente in estate e la società rossonera non vuole avventurarsi nell'ennesimo cambio in panchina. I numeri della crisi però sono davvero impietosi. La sconfitta casalinga con il Napoli, oltre ad avere una portata umiliante, ha aggiornato numeri che non sono affatto da Milan. I rossoneri finora hanno collezionato 9 punti (3 vittorie e 4 sconfitte) segnando 8 reti e incassandone addirittura tredici, posizionandosi secondi nella classifica delle peggiori difese della Serie A, dietro solamente al Carpi. Per intenderci: il Bologna fanalino di coda ha incassato una rete in meno, il Frosinone neopromosso addirittura tre. La situazione è ancora più allarmante se rapportata a quella della stagione 2014/2015. Alla guida c'era Filippo Inzaghi, che sarebbe poi andato incontro ad un'annata sciagurata. A questo del campionato i rossoneri avevano 14 punti (quindi 5 in più) frutto di 4 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. I gol segnati erano 16, mentre quelli subiti 10. 

 

MILAN IN CRISI E CALCIOMERCATO: IL LEGAME E' STRETTO

La crisi del Milan è impietosamente frutto di un calciomercato che, finora, non ha portato beneficio alcuno alla squadra. Tanti i milioni investiti che potevano essere spesi meglio. In attacco sono arrivati Luiz Adriano, Carlos Bacca e Mario Balotelli in un reparto che poteva già contare su Cerci, Menez, Niang, Matri (poi ceduto alla Lazio), Honda e Suso. A centrocampo, invece, non è arrivato il rinforzo di spessore di cui Mihajlovic aveva assolutamente bisogno. Kucka è un buon giocatore ma può essere al massimo una soluzione temporanea mentre Bertolacci ha talento e numeri, ma su di lui pesa l'eccessiva valutazione economica e le grandi aspettative. Impietose le parole di Carlo Ancelotti che, intervistato dal 'Corriere della Sera', si è espresso dichiarando: "Bertolacci? A esser sincero non lo conosco". Il rinforzo gusto poteva essere Kondogbia, finito all'Inter dopo ore di trattative convulse che hanno portato alla beffa. Capitolo difesa: Alessio Romagnoli (pagato 25 milioni di euro) può diventare il futuro Alessandro Nesta ma al momento è un'ottima promessa che, di fatto, predica nel deserto. Il reparto infatti è rimasto lo stesso delle disastrose annate con Allegri, Seedorf e Inzaghi. Sono rimasti Mexes e Zapata, con il solo Rodrigo Ely come nuovo arrivo che ha dimostrato di patire il salto di categoria dalla Serie B. A gennaio servono innesti importanti, non basterà certamente l'eventuale ritorno di Kevin-Prince Boateng.


LA CERTEZZA DEL MILAN E' BERLUSCONI. POSSIBILE RIVOLUZIONE SOCIETARIA?

Lo scenario, dunque, è di grande incertezze e pessimismo. L'unica sicurezza del Milan, al momento, si chiama Silvio Berlusconi. Berlusconi ha svelato nella sua biografia che lascerà il Milan solamente quando avrà vinto ancora una volta e che non permetterà che i figli vendano la società. Lo stesso presidente ha confermato Mihajlovic, ma potrebbe non bastare, specie se non dovessero arrivare svolte in termini di risultato. Tanti i nomi che già circolano: da Donadoni a Spalletti fino a Montella, passando per la suggestiva ipotesi Lippi-Brocchi riportara dal 'Corriere dello Sport'. E anche in società potrebbero arrivare volti nuovi. Adriano Galliani è pesantemente contestato dalla tifoseria e non è un mistero che la società rossonera stia seguendo Fabio Paratici (direttore sportivo della Juventus) già da un paio d'anni. Anche Keisuke Honda potrebbe lasciare il Milan, specialmente dopo le dichiarazioni pesanti rilasciate alla 'Gazzetta delllo Sport': "Il Milan non può ripartire senza investire. O fa così oppure occorre riesaminare la struttura della società, non ha senso dare la colpa ai giocatori". A Milanello, dunque, tira aria di bufera e l'esperienza del timoniere Sinisa potrebbe non essere sufficiente




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