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Calciomercato > Serie A > Serie A, Boniek: "Inter, primato casuale. Per Garcia critiche ingiuste"

Serie A, Boniek: "Inter, primato casuale. Per Garcia critiche ingiuste"

L'ex attaccante polacco sulla Juventus: "Il problema non è la fame ma la qualità"


Esultanza Inter (Getty Images)
Marco Di Federico

25/09/2015 09:55

SERIE A BONIEK JUVENTUS INTER / ROMA - Zbigniew Kazimierz Boniek, ex attaccante di Roma e Juventus, è intervenuto questa mattina a 'Tele Radio Stereo 92.7' per parlare di tutte le ultime news Serie A, dalla partenza sprint dell'Inter alla crisi di Roma e Juventus.

ROMA - "C'è bisogno di pazienza, io non sto dalla parte di chi già mette in discussione Garcia. - le sue parole - La squadra costruita è di ottimo livello, ha sbagliato un paio di partite ma siamo a settembre, il campionato è lungo. Si critica Garcia dopo la trasferta con la Sampdoria, ma chi avrebbe meritato di vincerla quella partita? Rispondo io, la Roma. Quindi perché tutte queste critiche? Si faccia in modo che le critiche ingenerose ed eccessive non distruggano quello che si sta costruendo. Szczesny? Ha picchi di rendimento che non lo fanno essere tanto inferiore a Buffon, anche se non lo sto paragonando allo juventino. De Sanctis resta un ottimo portiere, ma la Roma ha fatto bene a rinforzarsi con Szczesny".

INTER - "É all'opposto della Roma. Si esalta per la classifica ma, se si vede come ha vinto l'Inter, si nota molto di casuale. Anche nelle scelte estive sul calciomercato. Guarin, decisivo nel derby, in estate doveva andare via, hanno provato in tutti i modi a venderlo. Non sempre dietro risultati di alto livello c'è una programmazione perfetta. E non sempre dietro risultati inizialmente negativi c'è un problema di fondo".

JUVENTUS - "Il problema non è la fame ma la qualità. Pogba oggi viene chiamato a fare il capo del reparto mediano, fino a ieri giocava con Pirlo e Vidal: questa è la differenza. Mandzukic, Dybala sono forti, ma in attacco fino a quattro mesi fa c'era Tevez. Non esiste il problema fame, a Torino per come sono abituati a lavorare non sono mai appagati, non sono mai sazi. Ora sono ripartiti coi giovani, devono metabolizzare le cessioni, ci vorrà un po' di tempo".




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