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Calciomercato > Inter > Inter, dal trequartista alla difesa bunker: Mancini ha creato una squadra da Scudetto

Inter, dal trequartista alla difesa bunker: Mancini ha creato una squadra da Scudetto

Dopo l'avvio flop nella scorsa stagione, il tecnico ha posto le basi per una squadra da titolo


Roberto Mancini (Getty Images)
Marco Di Federico

21/09/2015 12:05

CALCIOMERCATO INTER MANCINI SCUDETTO ROMA JUVENTUS / MILANO - Era il 16 agosto scorso. L'Inter pareggiava 0-0 ad Ancona contro il modesto AEK Atene, chiudendo le amichevoli estive tra i mugugni di tifosi ed addetti ai lavori. É passato poco più di un mese e le news Inter sono totalmente diverse. La squadra di Roberto Mancini ha cambiato faccia, vincendo tutte e quattro le gare giocate in apertura di campionato - non succedeva dai tempi di Hector Cuper - e prendendosi la vetta solitaria della classifica. Una squadra solida, forse non spettacolare, ma sicuramente cinica e concreta. Come vuole il suo allenatore, tornato per riprendere il discorso chiuso con il secondo titolo consecutivo sul campo vinto a Parma sotto il segno di Zlatan Ibrahimovic. Tra scelte di calciomercato e nuove idee tattiche di Roberto Mancini, vediamo come l'Inter è tornata ad essere la più forte alternativa a Roma e Juventus per lo Scudetto.

DAL MANCATO ACCESSO ALL'EUROPA AL PRIMATO: IL MANCINI BIS PRENDE QUOTA. GRAZIE AD UN SUPER MERCATO ESTIVO

Prendere una squadra che ha appena vinto il Triplete non è semplice per nessuno. Neanche per uno come Rafa Benitez, abituato ad allenare su panchine bollenti. Dal tecnico spagnolo a Roberto Mancini, tornato a dicembre, l'Inter ha cambiato sei allenatori in cinque stagioni. Dopo Rafa, sono arrivati Leonardo - l'ultimo trofeo vinto dai nerazzurri è la "sua" Coppa Italia -, Gasperini, Ranieri, Stramaccioni, Mazzarri e appunto il 'Mancio'. Tanto, troppo tempo perso dietro rifondazioni che non sono mai decollate. E così Thohir ha puntato su un 'usato sicuro': Mancini ha il carisma e la personalità per gestire i momenti difficili, ha vinto dovunque da allenatore e conosce benissimo l'Inter per averla già guidata per tre stagioni. L'ex manager del Manchester City ha raccolto i cocci delle gestioni precedenti, ben conscio che non era possibile riportare subito in alto l'Inter. La scorsa stagione sono infatti arrivate poche soddisfazioni e i nerazzurri hanno fallito l'accesso all'Europa League. Meglio così, verrebbe da dire con il senno del poi: perché gli ultimi esempi - la prima Roma di Garcia e la prima Lazio di Pioli - dimostrano come possono arrivare risultati straordinari senza l'impegno in Europa. Ma è sul calciomercato che è stato compiuto il capolavoro del 'Mancio': ceduti Hernanes e Kovacic, l'Inter ha portato a Milano quasi tutti i giocatori chiesti dal suo allenatore, da Murillo a Miranda, da Kondogbia a Felipe Melo, passando per Perisic e Jovetic. E sono rimasti calciatori importanti come Handanovic, Guarin ed Icardi, quest'ultimo ieri al primo gol in campionato. Oggi la rosa nerazzurra non ha nulla da invidiare a quelle di Roma e Juventus, le altre due grandi candidate allo Scudetto.

PERISIC TREQUARTISTA, MEDEL CENTRALE DIFENSIVO E JOVETIC AL FIANCO DI ICARDI: LA RIVOLUZIONE TATTICA DI MANCINI FUNZIONA

Dopo un iniziale approccio al  4-2-3-1, Mancini ha identificato nel 4-3-1-2 il modulo giusto per l'Inter. Ed in questa stagione i nerazzurri sono sempre scesi in campo con un trequartista dietro le due punte. Contro l'Atalanta ed il Carpi ha giocato Brozovic, nel derby c'è stato l'esordio di Perisic, confermato anche ieri a Verona contro il Chievo. Ed il croato ex Wolfsburg si sta rivelando un'arma tattica fondamentale, perché ha le caratteristiche per innescare le punte ma anche per allargarsi quando c'è bisogno di giocare con un vero e proprio tridente. L'Inter è diventata una squadra cinica: concede poco e segna quando ne ha l'occasione. Ieri è tornato al gol Icardi, prima di lui era stato Jovetic ad essere determinante: per Ljajic e Palacio sarà difficile 'rubare' il posto al montenegrino. Ma è soprattutto in difesa che l'Inter sta facendo la differenza. Un solo gol incassato in quattro giornate, nonostante il ko di Miranda. Con Murillo che cresce di gara in gara e Medel infallibile come centrale difensivo, tanto da avere preso il posto a Ranocchia. Sulle fasce Santon si è riscoperto insostituibile, mentre a sinistra Telles si gioca il posto da titolare con l'infortunato Juan Jesus. In attesa di Montoya, che si sta adattando al calcio italiano e all'Inter dopo la lunga militanza al Barcellona. In mediana Mancini punta sulla forza ed i muscoli di Guarin, Kondogbia e Felipe Melo: è anche grazie al loro lavoro che la difesa è diventata un bunker. Via la fantasia di Kovacic ed Hernanes, dentro muscoli e personalità. Come ai tempi di Vieira, Stankovic e Cambiasso. Per riaprire un nuovo ciclo vincente.




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