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Calciomercato > Milan > Milan, TI RICORDI DI... Huntelaar? Il 'Cacciatore' ora non perdona

Milan, TI RICORDI DI... Huntelaar? Il 'Cacciatore' ora non perdona

L'attaccante olandese arrivò in rossonero in un'annata poco fortunata. In Germania è tornato un bomber vero


Huntelaar ©Getty Images
Jonathan Terreni

15/09/2015 11:20

MILAN TI RICORDI DI HUNTELAAR / MILANO - Ti ricordi di...? Ecco la nuova rubrica di Calciomercato.it sui 'flop' del nostro campionato che hanno trovato poi la loro dimensione in altri paesi, rilanciando la propria carriera. In questo episodio: Klaas-Jan Huntelaar.

Klass-Jan Huntelaar arrivò al Milan nell'agosto del 2009 per 15 milioni di euro dal Real Madrid ma il suo impatto a Milanello non fu certo indimenticabile, complice una stagione con più ombre che luci per i rossoneri. Che quell'annata non sarebbe stata leggendaria si capì subito già dalle primissime giornate quando il Milan incassò un pesante poker dall'Inter, futura dominatrice dell'Europa. Arrivò per essere il terminale offensivo di un attacco supportato dai vari Ronaldinho, Pato e Seedorf ma finì per mettere a segno appena sette reti. Poche certo, ma conferma comunque che il vizio del gol non gli è mai mancato e mai gli mancherà perché l'olandese, più o meno, ha sempre gonfiato le reti all'Heerenveen, all'Ajax soprattutto e al Real Madrid (8 in sole 20 presenze) in una stagione simile a quella di Milano.

La sua dimensione perfetta Huntelaar l'ha trovata adesso in Germania, allo Schalke 04. Dal 2010 ha realizzato 68 reti in 122 presenze: un bottino da grande goleador quale è. Un ambiente giusto, senza troppa pressione, la fiducia di un club, una squadra che lavora per lui. Sono queste le perfette condizioni per agelovare le capacità del 'Cacciatore' spesso decisivo dalle parti di Gelsenkirchen. E anche con la Nazionale olandese non ha mai deluso perché 41 reti in 72 presenze sono numeri da attaccante vero. Al Milan era difficile fare da spalla a Inzaghi. Difficile anche caricarsi la squadra sulle spalle in un momento del genere. Lui è così: segna, tanto, ma va supportato. Il 'Cacciatore' ora non perdona.




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