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Calciomercato > Champions league > Manchester City-Juventus, Buffon: "Non serve piangersi addosso. Domani fuori l'orgoglio"

Manchester City-Juventus, Buffon: "Non serve piangersi addosso. Domani fuori l'orgoglio"

Il portiere bianconero sprona la squadra in vista del match di Champions League


Buffon (Getty Images)
Andrea Della Sala (@dellas8427)

14/09/2015 19:23

CHAMPIONS LEAGUE JUVENTUS MANCHESTER CITY BUFFON / MANCHESTER (Inghilterra) - Dopo un punto in sole tre partite di campionato, la Juventus domani scenderà in campo contro il Manchester City per la Champions League. Le news Juve costringono Allegri a dover rinunciare a Marchisio per infortunio, ma il capitano dei bianconeri ha cercato di caricare la squadra in vista dell'importante sfida. Queste le sue parole riportate da Calciomercato.it

DEBUTTO - "Timore o carica? Sicuramente c'è grande entusiasmo per la partita di domani, primo perché per me è la prima volta in questo stadio, secondo perché il City è una delle papabili candidate alla vittoria finale. Sarà bello ricominciare con un test così probante e rimisurarci anche in Europa. Consigli ai giovani non se ne danno: il modo migliore per cercare di aiutarci è riconoscerci di nuovo, sapere qual è il nostro valore, sapere chi siamo e avere tutti insieme un unico obiettivo che è quello di sapere dove dobbiamo andare". 

ATTACCO DEL CITY - "E' una squadra con 7/8 giocatori offensivi che potrebbero giocare nelle prime cinque squadre in Europa: la fortuna è che più di tre alla volta non ne possono giocare. In linea di massima in certi momenti può risultare anche uno spreco".

MOMENTO GIUSTO - "Il momento è quello che è, ma chi si piange addosso mi infastifisce. Nella vita e nello sport serve l'orgoglio, soprattutto quando c'è la consapevolezza di essere una squadra forte, una squadra sicuramente futuribile ma che ha anche un presente imporante non appena riusciremo ad allenarci con continuità tutti insieme. Perché c'è da dire che tutti e 26 ci saremo allenati 2/3 giorni insieme. Visto che le stagioni sono molto lunghe, credo che ci sia da non essere soddisfatti per quanto fatto però sicuramente non ci si piange addosso, quello non esiste". 

TIFOSI - "Il mio messaggio a fine primo tempo è stato il modo per difendere i giovani che sono al primo anno di Juventus. Arrivare qui significa arrivare in un altro mondo. Il giudizio del tifoso è insindacabile però ci sono momenti in cui è giusto sostenere perché la squadra sta dando tutto e si vede, poi a fine partita si fischia ed è giusta. In quel momento avevamo bisogno di compattezza. Il mio non è stato un rimprovero ma una richiesta: cerchiamo di aiutarci tutti per il bene della Juventus". 

INIZIO - "Ci aspettavamo tutti di più, è innegabile: è un'anomalia vedere la Juventus che stenta. Però ci sono delle motivazioni valide, in mezzo anche a colpe anche dei singoli calciatori e soggettive. L'importante è avere l'obiettività per focalizzare le problematiche e quello che in più si può fare singolarmente per dare il proprio contributo alla causa".

CHI SIAMO - "Lo scopriremo solo giocando. E' innegabile che dopo tre partite non si può dire chi siamo. Ma so chi sarà la Juventus da qui a poco e nel medio termine: sarà una squadra che tornerà a confermare le belle prestazioni e le belle partite che ha fatto fino a qualche mese fa. Ne sono certo perché siamo un gruppo che rema dalla stessa parte, siamo un gruppo di ragazzi molto sani che hanno a cuore la causa e difficilmente si può fallire la stagione. Ora avremo un mese importante che darà tante indicazioni".

A 'Mediaset' Buffon ha aggiunto: "Quello di domani sarà il primo banco di prova per capire se saremo tanto indietro o meno. Io sono convinto che al netto delle assenze siamo una squadra competitiva. Adesso è meglio non parlare e trasferire sul prato verde le migliori intenzioni. Se abbiamo paura? Non puoi averla quando indossi la maglia della Juventus. Stiamo percependo il momento delicato ma andiamo avanto con certezzwe che vanno avanti da quattro anni".

 




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