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Calciomercato Inter, rivoluzione a centrocampo: Mancini mostra i muscoli

Completato il 'cambio' in mediana voluto dall'allenatore nerazzurro


Geoffrey Kondogbia (Getty Images)
Michele Furlan (Twitter: @MicheleFurlan1)

01/09/2015 19:13

CALCIOMERCATO INTER MANCINI CENTROCAMPO / MILANO - Roberto Mancini è stato senza dubbio il protagonista del calciomercato Inter. Il tecnico nerazzurro aveva preannunciato al termine della stagione 2014/2015 che la sua squadra sarebbe andata incontro ad una rivoluzione e così è stato. Erick Thohir e Piero Ausilio hanno portato in dote all'ex allenatore del Manchester City ben 9 acquisti (Miranda, Montoya, Murillo, Telles, Kondogbia, Ljajic, Melo, Jovetic, Biabiany) che hanno investito ogni reparto della squadra. Il cambio di tendenza, però, lo si registra a centrocampo. Mancini ha deciso di puntare sui muscoli più che sul fosforo, scelta già attuata in passato e rivelatasi vincente.

KOVACIC, HERNANES OUT. IN KONDOGBIA  E MELO - Tra le cessioni dell'Inter, infatti, spuntano quelle di Mateo Kovacic (venduto al Real Madrid) e di Hernanes, ceduto alla Juventus nell'ultimo giorno di mercato. Centrocampisti di qualità, più che di quantità. Mancini ha puntato tutto sull'acquisto 'principe': Geoffrey Kondogbia, un 'tuttocampista' muscolare che ama badare al sodo, più che giocare di fioretto. Discorso identico per Felipe Melo, leader dalle spiccate doti di interdizione già avuto al Galatasaray. Con Guarin, Medel, Brozovic e Gnoukouri formano un reparto con tanta quantità e forza fisica.

RITORNO AL PASSATO - Una scelta che Roberto Mancini ha attuato con grande convinzione anche in virtù dei successi arrivati durante il primo ciclo nerazzurro. Allora a centrocampo dominavano Vieira, Stankovic, Cambiasso e Javier Zanetti: fortissimi fisicamente e con le idee chiare. E se andiamo a vedere il Manchester City che ha vinto il titolo nel 2012 spiccano i nomi di Yaya Touré, Gareth Barry e Nigel de Jong. Perché i campionati si vincono in difesa, ma se a centrocampo hai una barriera in più non fa mai male. 

 




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