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Calciomercato > Benessere > Benessere, dormire sul fianco apporta benefici al cervello: ecco perché

Benessere, dormire sul fianco apporta benefici al cervello: ecco perché

Un altro studio dimostra che il sonno aiuta a consolidare meglio di ricordi


Dormire sul fianco (Getty Images)

12/08/2015 17:34

BENESSERE DORMIRE SUL FIANCO BENEFICI / ROMA - A pancia in giù, sul fianco o sulla schiena. Ognuno ha la sua posizione preferita per dormire, ma risposare sul fianco sarebbe tra tutte la scelta migliore. Ecco il motivo: secondo una recente ricerca pubblicata sul "Journal of Neuroscience" questa posizione sarebbe in grado di apportare benefici al cervello, aiutandolo a "purificarsi" e riducendo il rischio di sviluppare malattie neurologiche come l'Alzheimer o il Parkinson.

Durante la giornata nel cervello si accumulano una serie di sostante di scarto, quelle che i ricercatori chiamano sostanze "spazzatura", che col passare del tempo possono generare una serie di effetti a lungo termine e aumentare le chance di sviluppare malattie neurologiche. Dormire sul fianco, invece, aiuterebbe il sistema glinfatico (il sistema di rimozione dei fluidi extracellulari dai compartimenti interstiziali del cervello e del midollo spinale) a funzionare meglio.

"Il cervello è un organo metabolicamente molto attivo, è uno dei più attivi nel nostro corpo - ha spiegato Helene Benveniste, autrice dello studio e professoressa di radiologia alla Stony Brook University di New York - Il sistema glinfatico ha il compito di 'pulire', di togliere di mezzo le sostanze di scarto. E’ come se il nostro cervello avesse bisogno di essere potato". La dottoressa Maiken Nedergaard, co-autrice dello studio, ha poi aggiunto: "E’ interessante notare che la postura laterale sia anche una delle più adottate, sia tra gli esseri umani sia tra gli animali. Il nostro studio supporta l'ipotesi che il sonno abbia la funzione di 'ripulire' il cervello dalla spazzatura che accumula durante il periodo della veglia. Per questo i disturbi del sonno possono accelerare il processo della perdita della memoria in malattie come quella dell'Alzheimer. Grazie a questa ricerca, però, sappiamo che c'è una posizione migliore delle altre che può aiutarci a prevenire tali problemi".

A PROPOSITO DI SONNO E RICORDI – Se non riuscite ricordare una parola, una data, un evento… Dormiteci sopra. E’ questo il consiglio dei ricercatori inglesi della University of Exeter and the Basque Centre for Cognition, Brain and Language, secondo i quali il sonno non solo aiuta a consolidare i ricordi, ma rende anche più facilmente accessibili le informazioni che non riusciamo a ricordare quando siamo svegli.

Recentemente pubblicato sulla rivista Cortex, lo studio ha coinvolto diversi volontari ai quali sono stati letti dei racconti. E’ stato poi chiesto loro di ricordare con precisione alcune parole subito dopo un lasso temporale di buon sonno o dopo un equivalente periodo di veglia. L’analisi dei risultati ha dimostrato come, rispetto alla veglia diurna, il sonno aiuta a recuperare i ricordi più di quando prevenga la perdita di memoria.

Secondo Nicolas Dumay, dell’università di Exeter, responsabile di questo processo sarebbe l’ippocampo, una struttura interna del lobo temporale, che durante il sonno ritrasmette ad aree del cervello che li avevano in origine registrati, episodi appena accaduti. In questo modo è come se, durante la notte, rivivessimo gli avvenimenti più importanti della giornata. “Il sonno raddoppia le possibilità di far affiorare ricordi precedentemente sepolti nel cervello. Questo fenomeno potrebbe indicare che alcuni ricordi si formano durante la notte e che, mentre dormiamo, alcune informazioni vengono rielaborate e "etichettate" come importanti ha commentato Dumay.

S.C.




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