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Calciomercato > Milan > Milan, Galliani: "Un insuccesso non andare in Champions, Mihajlovic come Capello"

Milan, Galliani: "Un insuccesso non andare in Champions, Mihajlovic come Capello"

Il vice presidente rossonero: "L'errore più grande della mia gestione è stato lasciare andar via Pirlo"


Adriano Galliani ©Getty Images
Marco Di Federico

30/07/2015 07:55

MILAN GALLIANI BERLUSCONI MIHAJLOVIC / SHANGHAI (CINA) - Nel giorno sel suo 71° compleanno Adriano Galliani ha fatto il punto sulle ultime news Milan, in vista di quella che dovrà essere necessariamente la stagione del rilancio per i rossoneri dopo due annate disastrose. "La mancata qualificazione alla Champions League per il terzo anno di fila non sarebbe la fine, ma di certo un insuccesso sportivo. - le parole del vice presidente rossonero alla 'Gazzetta dello Sport' - Crediamo possa essere un Milan in grado di competere con le altre grandi per i primi tre posti. È un Milan profondamente cambiato: allenatore, staff tecnico, modulo, dieci nuovi giocatori tra acquisti, rientri e promozioni dalla Primavera. Due anni fa ho vissuto il peggiore periodo della mia carriera al Milan - quando aveva annunciato le dimissioni, ndr - ma nella vita bisogna guardare avanti e non pensare al passato. Adesso si è ricreata una situazione normale: il nuovo assetto è stato deciso da Silvio Berlusconi. Noi prima l'abbiamo accettato e poi condiviso. Per quanto riguarda me, un po' di fatica. Ma adesso con Barbara Berlusconi siamo in piena sintonia".

MALDINI - "I rapporti sono buoni, Paolo è la leggenda dal Milan. Non ho mai avuto alcun problema con lui e non c'è nessuna preclusione nei suoi confronti. Gli avevo offerto la direzione del settore giovanile con ampia autonomia, ma lui ha rifiutato".

PIRLO - "Lasciare andar via Pirlo è stato il peggiore sbaglio della mia gestione: errore in compartecipazione con altri. Non mi chieda chi...".

MIHAJLOVIC - "La scelta di Mihajlovic è un segnale di discontinuità con il recente passato. Ha tutte le caratteristiche che servono oggi a Milanello. Mi ricorda Capello. Nella cena ad Arcore con il presidente e Mihajlovic abbiamo scelto di comune accordo il modulo: 4-3-1-2, quello della storia del Milan da Sacchi in poi. Così abbiamo scelto di avere due punte d'area - Bacca e Luiz Adriano -, di spostare Menez sulla trequarti e di provare El Shaarawy alla Di Maria. Stephan era d’accordo a fare la mezzala sinistra, poi sul calciomercato è arrivata l’offerta del Monaco e ha preferito andare".

BERLUSCONI - "Con il presidente ho un rapporto antecedente al calcio che risale al primo novembre 1979. Da quel giorno siamo sempre stati in sintonia. Noi ci parliamo moltissimo, da sempre. E alla fine di questi confronti ci troviamo d'accordo. Il presidente è democratico, non fa valere il suo ruolo, ma cerca di convincermi con il ragionamento. Berlusconi è infinitamente migliore di come viene descritto dalla stampa e da chi non lo conosce. La scelta che ho più difeso con lui fu la conferma di Allegri nell'estate 2013. É vero che poi fu esonerato: stavamo andando molto male in campionato, ma avevamo superato il girone della Champions come sempre in questo secolo".

MILAN IDEALE - "Premessa: scelgo in base a quello che i giocatori hanno dato al Milan. Parto dalla difesa che è indiscutibile: Tassotti, Costacurta, Baresi, Maldini. In porta Rossi, perché è suo il record di imbattibilità. Passo in attacco: Kakà trequartista e poi la coppia Gullit-van Basten. Però mi concedo due parentesi proprio tra le punte e cito Shevchenko e Inzaghi. Regista sicuramente Pirlo, interni Rijkaard e Seedorf. Allenatori Sacchi, Capello, Ancelotti".




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