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Calciomercato > Benessere > Salute, un nuovo alleato contro la glicemia: l’olio extra vergine d’oliva

Salute, un nuovo alleato contro la glicemia: l’olio extra vergine d’oliva

La ricerca della Sapienza dimostra la riduzione di zuccheri e colesterolo nel sangue dopo un pranzo con 10 grammi di “oro liquido”


Olio extra vergine d’oliva (Getty Images)

25/07/2015 11:19

SALUTE OLIO EXTRA VERGINE D’OLIVA GLICEMIA / ROMA - Alle già note e documentate qualità dell’olio extra vergine d’oliva se ne aggiunge un’altra "destinata" al mercato farmaceutico. Basta aggiungere dieci grammi di “oro liquido” al pranzo per ottenere una riduzione della glicemia. A patto che il pasto sia in stile mediterraneo: pasta, carne o pesce e immancabili frutta e verdura. A stabilirlo è uno studio dell'Università Sapienza di Roma, pubblicato su 'Nutrition & Diabetes', che ha messo in evidenza gli effetti di un particolare olio extra vergine d'oliva proveniente dalla zona collinare della provincia di Viterbo nella prevenzione e nella cura della patologia.

LA RICERCA - La ricerca, iniziata due anni fa, si è svolta nella mensa del Policlinico universitario Umberto I. Qui, il team di ricercatori, coordinato da Francesco Violi, ha testato l’efficacia dell’olio extra vergine e analizzato il profilo glucidico e lipidico di 25 lavoratori sani del grande nosocomio della Capitale, di età compresa tra 26 e 40 anni, sperimentando la somministrazione di una dose di 10 grammi di olio d'oliva in un pasto con tipico cibo mediterraneo. I ricercatori hanno verificato gli effetti della somministrazione del nutriente sia rispetto a un pranzo nel quale non era presente l'extravergine (I studio), sia rispetto all'uso dell'olio di semi (II studio). Prima del pasto (ore 13.00) e 2 ore dopo (ore 15.00) sono stati analizzati il profilo glucidico dei soggetti (glucosio, insulinemia, ed incretine) e il profilo lipidico (colesterolemia, triglicerididemia e HDL colesterolo).

GIU’ GLICEMIA E COLESTEROLO - Al prelievo post pranzo, nei soggetti che avevano mangiato un pasto con aggiunta di 10 grammi di extra vergine (poco più di un cucchiaio) la glicemia si è ridotta di 20 mg (da 130 a 100), mentre è aumentata l’insulina e le incretine (gli ormoni prodotti a livello gastrointestinale che riducono il livello della glicemia nel sangue, somministrati come farmaco ai diabetici). Ma non è tutto. Naturalmente è diminuito anche il livello nel sangue del colesterolo, passato da 90 mg a 70 mg. Un dato che, sommato alla riduzione della glicemia, amplifica l’effetto protettivo del sistema cardiocircolatorio, stressato dall’impennata postprandiale di glicemia e colesterolo, con effetti potenzialmente pericolosi nelle persone a rischio infarto e ictus.

Lo stesso rimedio è stato testato su persone diabetiche per valutarne l’effetto sulla malattia e ha dato esito positivo.  "La sperimentazione è stata effettuata anche su un campione di diabetici e già i primi risultati sono incoraggianti - osservano gli esperti - Una terza fase di studio prevede la messa a punto di una terapia ottenuta a partire dall'olio extravergine che potrà offrire ai pazienti con diabete farmaci alternativi assolutamente naturali e senza effetti collaterali". L’ateneo infatti ipotizza già la fase tre.

"Mentre questi dati sono utili per capire il meccanismo attraverso cui l'olio di oliva previene il diabete - spiega Violi - la riduzione della glicemia e del colesterolo post-prandiale apre nuove strade sull'uso di questo condimento nella dieta per prevenire le complicanze cardiovascolari dell'arteriosclerosi. Studi recenti, infatti, hanno dimostrato che i picchi post-prandiali di glucosio e colesterolo sono potenzialmente dannosi nei pazienti a rischio di complicanze aterosclerotiche; ridurne, pertanto, l'entità potrebbe apportare benefici".

S.C.




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