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Calciomercato > Hellas Verona > Verona, Pazzini: "Ho discusso con Inzaghi. Servono regole al Milan"

Verona, Pazzini: "Ho discusso con Inzaghi. Servono regole al Milan"

L'attaccante: "Io e Toni come fratelli, possiamo coesistere"


Giampaolo Pazzini (Getty Images)

17/07/2015 09:34

VERONA INTERVISTA PAZZINI GAZZETTA DELLO SPORT / MILANO - Giampaolo Pazzini, neo attaccante del Verona, ha concesso una lunga intervista a 'La Gazzetta dello Sport'.

MILAN - "Un’esperienza molto bella, a prescindere dai risultati. Avrei potuto giocare di più e fare meglio, ma i tifosi mi hanno sempre sostenuto. Con Inzaghi ho discusso in maniera più e meno pacata. Dopo l'ultima conversazione, decisamente animata, ho deciso di chiudere l'argomento. In qualche circostanza avrei potuto farmi sentire di più. Mihajlovic? Quel gruppo ha bisogno di regole, con qualcuno che le faccia rispettare".

VERONA - "Sapevo che Verona era una piazza passionale, ma non mi aspettavo un entusiasmo simile. Per me la situazione ideale era andare in un club in cui poter sentire la fiducia incondizionata di tutti. 10-15 gol? Io sono molto fiducioso, quando sono riuscito ad avere continuità ho sempre fatto gol. E chissà che non ci sia un posto per me all’Europeo".

COESISTENZA CON TONI - "A Firenze l’abbiamo già fatto a fasi alterne, riuscendoci discretamente. C'è la piena disponibilità di entrambi, Luca è mio fratello, il mio testimone di nozze, in campo è una leggenda".

BALOTELLI - "Con lui mi sono trovato bene, ma sprecavo molte energie a urlargli dietro. Mi ascoltava, e questo me lo prendo come punto di merito (ride, n.d.r.). L'attaccante più forte tecnicamente che ho visto al Milan è stato Pato. Un fenomeno vero, talento pazzesco".

FUTURO - "Due mesi fa avrei detto di essere pronto a giocare altri tre anni. Il Verona però mi ha ridato l’entusiasmo, quindi non mi pongo limiti. Quando finirò, mi piacerebbe l’ambito dirigenziale. Allenatore proprio non mi ci vedo: troppe interviste...".

S.D.




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