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Calciomercato Inter, rivoluzione difesa: Mancini alza il muro. Miranda-Murillo ed esterni di qualità

Il tecnico nerazzurro sta ricostruendo totalmente il reparto arretrato. Il brasiliano dell'Atletico Madrid, sempre più vicino, sarà il nuovo leader


Joao Miranda, neo acquisto dell'Inter (Getty Images)
Jonathan Terreni

19/06/2015 14:26

CALCIOMERCATO INTER MANCINI RIVOLUZIONE DIFESA / MILANO - Che Roberto Mancini non avesse potuto fare miracoli dal momento in cui, lo scorso novembre, ha accettato di ritornare all'Inter era prevedibile. Rilevare una squadra in corso d'opera, con giocatori scelti da un'altra gestione e già senza troppe certezze, non è l'ideale per il tecnico di Jesi, uno abituato a costruirsi le proprie formazioni a sua immagine e somiglianza. Mesi importanti però per il 'Mancio' per capire come e dove mettere le mani in futuro per ricostruire le fondamenta di un gruppo vincente. Al termine della stagione, dati alla mano, il campanello d'allarme nerazzurro è risuonato forte nel reparto difensivo. Troppe lacune, troppe incertezze da parte dei singoli che sono costate caro in più occasioni. La mancanza di affidabilità, dovuta anche all'abitudine di giocare a tre, ha portato Mancini a stilare le priorità del calciomercato Inter per la prossima stagione: rivoluzionare la difesa, ricostruirla da zero o quasi, per alzare quel muro che aveva contraddistinto anche quell'incredibile armata del precedente corso manciniano, arricchito e completato poi da Mourinho. Roberto Mancini ha deciso di rivoluzionare la difesa dell'Inter anche nelle scelte di calciomercato. L'arrivo di Murillo e quello imminente di Miranda risistemeranno la zona centrale. Si lavora anche sugli esterni per Felipe Luiz e Kolarov. A forte rischio il futuro in nerazzurro di Ranocchia, Juan Jesus, Nagatomo e Vidic.


MANCINI HA BOCCIATO VIDIC, RANOCCHIA E JUAN JESUS: TROPPI ERRORI E POCA AFFIDABILITA' DIETRO

Al suo ritorno all'Inter Mancini si è trovato un pacchetto di giocatori nel reparto difensivo non proprio consono alle sue idee di calcio. E così la difesa a tre di Mazzarri è stata subito riposta in soffitta. Linea alta e soprattutto a quattro; ma il tecnico nerazzurro ha dovuto arrangiarsi con quello che aveva. Nel mezzo capitan Ranocchia si è dimostrato troppo spesso inaffidabile, influenzato anche da qualche fischio di troppo arrivato dagli spalti di 'San Siro'. Lui però ci ha sempre messo la faccia e questo Mancini lo ha apprezzato. Accanto a lui inizialmente era stato scelto Juan Jesus. Forte fisicamente, bravo nei recuperi ma soggetto ad amnesie pericolosissime. Questo Mancini non se lo poteva permettere ed allora ecco che nel finale di stagione il brasiliano è stato dirottato a sinistra con il ritorno di Vidic al centro. Si vede però che la corsia esterna non è il suo habitat naturale; manca la spinta e la qualità necessaria per dare il supporto in avanti. E così anche le fasce devono essere riviste. Santon lo ha voluto Mancini e resterà; ha giocato all'inizio poi è finito in panchina per mancanza di condizione, capibile visto che negli ultimi tempi in Inghilterra non aveva praticamente mai giocato. Con il brutto infortunio di Dodò, uno che a Mancini piace ma sul quale ritiene ci sia da lavorare tantissimo soprattutto a livello difensivo e nella decisioni da prendere, molta fiducia è stata riposta in D'Ambrosio che il suo, bene o male, lo ha sempre fatto. Non certo prestazioni monstre ma impegno e dedizione quando è stato chiamato in causa. Un'attenuante per Mancini c'è ed è quella che molto spesso ha dovuto gestire la carenza di uomini. Jonathan ad esempio, rispolverato da Mazzarri, è stato un oggetto misterioso, lontano dal campo per mesi a causa di un infortunio grave. Un'emergenza che ha visto anche l'esordio del giovane Donkor sulla corsia destra e nella sconfitta di Sassuolo il giovane nerazzurro, titolare, non è andato neanche malissimo.


IL CALCIOMERCATO DELL'INTER HA PORTATO MURILLO E PRESTO REGALERA' ANCHE MIRANDA. POI CACCIA AGLI ESTERNI

Non solo Mancini ma anche la dirigenza dell'Inter si era accorta che qualcosa dietro andava rivisto assolutamente e così nel calciomercato ci si è mossi in anticipo andando a pescare in Spagna. Accordo con il Granada della famiglia Pozzo per l'arrivo di Jeison Murillo in nerazzurro. Sarà lui uno da cui ripartire anche se per molti è un'incognita. Il colombiano è stato osservato molti mesi in gran segreto da Ausilio e soci che hanno chiuso il colpo senza troppe difficoltà, assicurandosi un prospetto interessante. Le doti ci sono tutte, vanno solo regolate; a Mancini piace.  Classe 1992 Murillo è dotato di gran velocità ed esplosività che lo rendono abilissimo nei recuperi e nel colpo di testa. Ha bisogno di essere disciplinato e inquadrato tatticamente, per il resto ci siamo. E' cresciuto molto anche con la Nazionale dei 'Cafeteros', garantendosi il posto da titolare, arricchito dal gol decisivo al Brasile in Coppa America. Quindi, assieme a Mancini, restava da individuare un uomo di esperienza per completare il centro. Miranda è il tipo di difensore che piace al tecnico: piedi buoni (qualche volta avanzato a centrocampo da Simeone nell'Atletico Madrid) senso della posizione, bravo nella marcatura, fisicamente tosto e non certo uno che si tira indietro quando c'è da mettere la gamba. In più, cosa non da poco, sa come si vince. Mancini ha dato il via libera ad un'operazione in procinto di concludersi: sarà lui il leader della retroguardia. E gli altri? Tutto da definire. Ranocchia vorrà capire quale sarà il suo ruolo. Un capitano in panchina non convince né lui né la società. Vidic, rapporti con l'allenatore permettendo, potrebbe decidere di restare per fare da chioccia ai più giovani. E' un vincente e, anche se non più quello dei tempi di Manchester, può essere un toccasana nello spogliatoio; Mancini lo sa e per questo lo stima. Se dovesse arrivare un'offerta allettante Juan Jesus potrebbe lasciare l'Inter, nonostante lui si veda ancora nerazzurro. Con il brasiliano si può fare un po' di cassa, non cifre mostruose, ma qualcosa di buono. Infine caccia agli esterni: l'accordo con il Chievo per Zukanovic è sempre più vicino.  Kolarov e Filipe Luiz del Chelsea, tornato di moda nelle ultime ore, sono i preferiti di Mancini ma anche i più difficili da portare a Milano. Darmian resta sullo sfondo se non chiude prima con club esteri. Il contratto di Jonathan scade a giugno ed ha già le valige pronte. D'Ambrosio resterà come riserva, almeno sulla carta. Tutto da decidere invece il futuro di Nagatomo che, ad oggi ha ancora un armadietto alla Pinetina, domani chissà. 




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