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Calciomercato > Italia > Italia, Prandelli: "Mondiali ferita ancora aperta". E su Conte e Balotelli...

Italia, Prandelli: "Mondiali ferita ancora aperta". E su Conte e Balotelli...

L'ex Ct della Nazionale ha rilasciato un'interessante intervista


Prandelli e Pin © Getty Images
Andrea Corti (@cortionline)

18/06/2015 14:46

ITALIA PRANDELLI RIMPIANTO GALATASARAY / ROMA - Dopo l'addio al Galatasaray Cesare Prandelli è sul calciomercato: tra le tante squadre che hanno cambiato allenatore nessuna per il momento ha deciso di puntare sull'ex Ct della Nazionale. Prandelli, in un'intervista concessa a 'corrieredellosport.it', ha rivelato alcuni retroscena riguardanti le news Italia: "Non ho più quell'ansia di dover rincorrere qualcosa, però ho una motivazione forte. Sto 'rosicando' da un punto di vista professionale perché mi piacerebbe tornare in campo, confrontarmi, far crescere una squadra. Non ho l'ansia come avevo dopo la Nazionale".

JUVE - "Io vicino ai bianconeri? Qualche anno fa sì. La prima volta quando ero a Parma, ho parlato con Moggi, Giraudo, Bettega; la seconda quando ho rinnovato con la Fiorentina, mi chiamò Secco; la terza con Bettega quando la Fiorentina mi dette il permesso di sentire altre società. Poi andai in Nazionale..."
  
GALATASARAY - "Ho conosciuto un visionario, Unal Aysal, il presidente del Galatasaray, a volte i visionari sono quelli che ti fanno vedere il futuro. 'Lei è la persona giusta per il mio progetto', mi ha detto. 'Non credo ai progetti'. 'Al mio crederà: sto comprando un club italiano, uno inglese, uno tedesco, forse uno belga e ho il Galatasaray, quattro squadre in Europa con 1.600 giovani. Lei farà l’allenatore un anno e poi il responsabile di tutte quelle squadre'. Mi sono alzato e ho detto: 'Non ci posso credere'. Ancora: 'Lei sceglierà 150 collaboratori'. Oh, il Galatasary ha 30 milioni di tifosi, non stiamo parlando di un club piccolo, solo in Germania sono 8 milioni. Era una cosa enorme, ma ci stava. Ho capito a Vienna che non sarebbe mai avvenuto quanto mi era stato raccontato. E venuta la signora Ebru Koksal, ad agosto, e ci disse: 'Quello che vi ha detto il presidente è solo un’idea, abbiamo problemi'. La signora era un membro del board del Galatasaray. Ho sentito il presidente, lui ha aggiunto: 'Non ti preoccupare, sono tutte strategie interne'. Io mi fidavo. 'Ora faremo una grande festa, i tifosi ti amano, io darò le dimissioni che vedrai non accetteranno, ho risorse per cercare questi soldi'. Invece ha dato le dimissioni e non l’ho più visto. Sono arrivati i nuovi dirigenti, mi hanno rassicurato: 'Non vogliamo cambiare, siamo primi in classifica', poi invece hanno licenziato tante persone e anche noi".

OFFERTE - "A livello europeo ho avuto buone offerte, ma avevo questo contenzioso col Galatasaray, e se chiedi tempo non tutti ti aspettano. In Italia nessun tipo di richieste".

RANKING - "Le parole di Conte dopo il Portogallo? Ognuno eredita qualcosa, anche Lippi, anche Donadoni, anch'io ho ereditato. E comunque andate a vedere i numeri, in 4 anni non abbiamo perso una partita ufficiale, ma solo qualche amichevole. Detto questo non voglio entrare in nessun tipo di polemica. Dopo l'Inghilterra eravamo tutti dei fenomeni, grande preparazione, grande amalgama, poi è cambiato tutto, vecchi e giovani non andavano d'accordo, troppo caldo, troppo sole, troppi bambini. Il tempo sarà galantuomo".

MONDIALI - "Dopo quella partita mi sono preso la responsabilità di tutti, secondo me uno deve fare così. Non mi piacciono le frasi a effetto. Poi è andata male e tuttora dico che è colpa mia. Se col Costa Rica andiamo 15 volte in fuorigioco e non facciamo un gol, anche se poi la Costa Rica è stata eliminata ai rigori dalla grande Olanda. Non accettiamo il fatto che nello sport ci sia un solo vincitore".
  
DIMISSIONI - "La sfiga ti accompagna, siamo finiti nel girone con Inghilterra e Uruguay e questo ci ha sfavorito, ma è inutile adesso. Noi abbiamo battuto la Germania che poi è diventata Campione del Mondo. Anche noi avevamo una base. La Germania ha continuato a credere in se stessa. Le mie dimissioni? Forse se lasciavo passare un giorno o due, era meglio, visto quello che è successo dopo..."
  
FERITA - "Ci ho sempre pensato, resterà una ferita aperta. Ci sono mancati Montolivo, Giaccherini, Diamanti e Maggio, erano quelli che amalgavano un po' tutti, giocatori che creano ulteriore spirito. Diamanti, pur non giocando, era sempre presente. Dopo l'Europeo avevamo una clausola che nessuno sapeva, tutti sapevano che avevamo 4 anni di contratto, invece era un 2+2, con un'opzione che entrambi potevamo far valere. In quei giorni avevo comunicato al presidente che era finito il mio percorso, mi mancava il campo".

STRANIERI - "Io inizierei dal settore giovanile, limitando gli stranieri nei vivai".
  
SCUDETTO - "La Juve è favorita, ma la Roma potrebbe essere una seria antagonista. Poi il Napoli, se non sconvolge il progetto tecnico di Benitez, è una squadra da scudetto; la Lazio ha margini di miglioramento notevoli e il Milan sta facendo grandi colpi. E poi l'Inter che con 'Mancio' sa come si vince, è uno dei più bravi in assoluto"

BALOTELLI - "Farà un grande Europeo".




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