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Serie A, Tosel: "Episodi di discriminazione territoriale in calo dopo le nuove norme. La prova tv..."

Le parole del giudice sportivo è intervenuto al convegno 'Calcio e Giustizia Sportiva'



03/06/2015 22:26

SERIE A TOSEL DISCRIMINAZIONE TERRITORIALE PROVA TV / AMALFI - In occasione dell'edizione 2015 del premio 'Football Leader', al convegno 'Calcio e Giustizia Sportiva' ad Amalfi è intervenuto anche il giudice sportivo Gianpaolo Tosel: "Tutto quello che il giudice sportivo può avere seguito nelle trasmissioni serali, moviole, quello che può aver letto sui giornali sportivi o personalmente visto è del tutto irrilevante. La verità viene dalla lettura del referto arbitrale, della procura federale e degli assistenti. L'unico settore in cui il giudice sportivo ha la sua autonomia è la prova televisiva che nel codice vigente presuppone una condotta violenta o antisportiva o una attività blasfema non refertata. La condotta violenta rilevante ai fini della prova televisiva è quella caratterizzata da una intenzionalità e idoneità lesiva".

Tosel, poi, aggiunge: "La responsabilità oggettiva? Il giudice può attenuarla o eliderla qualora ricorrano entrambe o una soltanto delle circostanze: se la società presenta il piano di organizzazione, qualora la società contribuisca in modo determinante alla identificazione di chi ha commesso violenza. Le prime conseguenze della normativa sulla discriminazione territoriale sono sotto gli occhi di tutti: curve squalificate.La discriminazione territoriale non prevede più l'automatica chiusura del settore ma delle sanzioni pecuniarie e, in casi di recidività, della squalifica del settore. La discriminazione territoriale non è più eguagliata alla discriminazione razziale. Stranamente, questa riforma, ha diminuito i casi di segnalazione per discriminazione territoriale a conferma che un certo tipo di sanzione è forse il risultato che un tipo di frange di sostenitori intendevano perseguire".

L.P.




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