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Calciomercato > Champions league > SPECIALE CM.IT - Champions, da Berna a Londra: tutte le finali del Barcellona

SPECIALE CM.IT - Champions, da Berna a Londra: tutte le finali del Barcellona

Calciomercato.it ripercorre la storia della compagine blaugrana nella massima competizione europea


Barcellona (Getty Images)
Michele Furlan (Twitter: @MicheleFurlan1)

06/06/2015 13:23

SPECIALE CM.IT CHAMPIONS LEAGUE JUVENTUS FINALI / ROMA - E' tutto pronto: sabato 6 giugno alle 20.45 Juventus e Barcellona scenderanno in campo per la 60esima finale della Champions League, nella splendida cornice dell' 'Olympiastadion' di Berlino. Una finale inattesa, con i 'Blaugrana' di Luis Enrique grandi favoriti e i bianconeri di Massimiliano Allegri che reciteranno la parte degli outsider. Calciomercato.it ripercorre le sette finali di Champions League disputate dal Barcellona: dall'idiosincrasia con la competizione fino alle epoche d'oro di Cruijff prima e di Messi e Guardiola poi. 

 

BERNA, 31 MAGGIO 1961: BENFICA-BARCELLONA 3-2 (21' Kocsis (Ba), 31' Aguas (Be), 32' aut. Ramallets (Ba), 55' Coluna (Be), 75' Czibor (Ba)).

Il Barcellona gioca la prima finale della Coppa dei Campioni il 31 maggio 1961, quando gli eterni rivali del Real Madrid ne hanno già messe cinque in bacheca. I catalani arrivano all'atto finale del 'Wankdorf' di Berna guidati da Enrique Orizaola subentrato a stagione in corso a Ljubisa Brocic. In campo la sicurezza del portiere Ramallets, la classe di Luis Suarez e i campioni Kubala, Kocsis e Czibor. Il Benfica di Béla Guttmann, avversario di turno, è la squadra campione in carica e può contare su un undici solido e rodato dove spiccano il centrocampista Coluna e il bomber José Aguas. La partita è più equilibrata del previsto con i 'Blaugrana' che passano in vantaggio con Kocsis ma che si fanno raggiungere e poi superare (su autorete) nel giro di pochi minuti. Il terzo gol di Coluna rende vano il forcing finale dopo la rete di Czibor: il Benfica si conferma la squadra più forte d'Europa.

 

SIVIGLIA, 7 MAGGIO 1986: STEAUA BUCAREST-BARCELLONA 0-0, 2-0 d.c.r.

Dopo un digiuno durato 25 anni, il Barcellona torna a giocarsi la possibilità di salire sul tetto d'Europa e lo fa eliminando il Goteborg in semifinale, massima espressione del calcio scandinavo dell'epoca. Nel catino del 'Sanchez Pizjuan' di Siviglia i 'Blaugrana' guidati dall'inglese Terry Venables, sfidano la Steaua Bucarest di Emerich Jenei: sorpresa del primo torneo senza squadre inglesi (squalificate dopo l'Heysel). Il Barça è decisamente più forte, guidato dal capitano Alexanco e dalla classe del tedesco Bernd Schuster. I romeni sono una squadra solida e compatta e riescono a fermare il Barcellona sullo 0-0 per 120', grazie anche al portiere Helmuth Duckadam che sarà di lì a poco il protagonista assoluto. Dagli undici metri infatti l'estremo difensore si rivela infallibile e para tutti i quattro tiri degli spagnoli. Alla Steaua basta segnarne due (Lacatus e Balint) per diventare, a sorpresa, campione d'Europa.


LONDRA, 20 MAGGIO 1992: BARCELLONA-SAMPDORIA 1-0 (112' Koeman).

Per spezzare l'incantesimo che ha negato finora la Coppa dei Campioni al Barcellona ci vuole uno 'stregone' di prima categoria. Ci pensa dunque Johann Crujiff, genio del calcio olandese, che guida i 'Blaugrana' già da quattro anni e che ha formato un vero e proprio 'Dream Team' pronto a dominare in Europa. A 'Wembley' lo sfidante di turno è la Sampdoria di Vujadin Boskov, squadra tosta alla fine di un ciclo meraviglioso. Vialli, Mancini ma anche Lombardo, Cerezo, Vierchowod e Pagliuca. Di fronte, però, ci sono Zubizarreta, Koeman, Salinas, Stoichkov, Michael Laudrup e Guardiola. La gara la fanno i catalani che assediano la porta di uno straordinario Pagliuca. Vialli, dall'altra parte, si divora qualche occasione di troppo ma al palo di Stoichkov i catalani tornano a vedere le streghe di 6 anni prima. Al 112' però ci pensa Ronald Koeman a far passare la paura: bolide su punizione e Samp piegata, con molta fatica. Finalmente il Barcellona entra a pieno diritto nel novero delle grandi d'Europa.


ATENE, 18 MAGGIO 1994: MILAN-BARCELLONA 4-0 (22' e 45'+2' Massaro, 47' Desailly, 58' Savicevic)

Dopo soli due anni dal trionfo di Londra, il 'Dream Team' di Johann Crujiff ha l'occasione di regalare il secondo squillo in quella che ormai è nota a tutti come Champions League. Allo stadio 'Olimpico Spyros Louis' di Atene, i 'Blaugrana' sfidano il Milan di Fabio Capello sentendosi la vittoria in tasca, tanto più che ai rossoneri mancano i difensori centrali titolari Baresi e Costacurta, squalificati. A sostituirli saranno Galli e Maldini. Capello affida il gioco alla classe di Boban, Savicevic e Donadoni, alla regia di Albertini e ai guizzi di Massaro. Il Barça risponde con un undici che fa tremare le gambe, sono presenti Guardiola, Koeman, Stoichkov e Romario. La partita, in realtà, non ha storia. I rossoneri nel primo tempo si portano sul 2-0 grazie ad una doppietta di Massaro. Nella ripresa triplica Desailly prima che il 'Genio' Savicevic segni il 4-0 con uno dei gol più belli nella storia della competizione. Il Barcellona e Crujiff sono annichiliti: la coppa va a Milano tra lo stupore generale.

 

PARIGI, 17 MAGGIO 2006: BARCELLONA-ARSENAL 2-1 (37' Campbell (A), 76' Eto'o (B), 80' Belletti (B)).

E' un altro olandese, Frank Rijkaard, a riportare il Barcellona ai livelli dei primi anni '90 dopo qualche annata di transizione. L'ex asso del Milan sconfigge proprio i rossoneri nella semifinale dell'edizione 2005/2006, qualificandosi per la finalissima dello 'Stade de France' di Parigi dove lo attenderà l'Arsenal di Arsene Wenger, desideroso di diventare il primo club londinese ad alzare il trofeo. I 'Gunners' sono forti (basti pensare ad Henry, Ljungberg, Pires e all'astro nascente Fabregas) ma i 'Blaugrana' lo sono di più, trascinati dalle geometrie di Deco, dagli spunti di Giuly, dalla classe di Ronaldinho e dai gol di Eto'o. La partita comincia male per gli inglesi che al 18' vedono il proprio portiere Lehmann farsi espellere per fallo da ultimo uomo. L'Arsenal passa comunque in vantaggio con un colpo di testa di Campbell al 37'. Il Barcellona incassa il colpo ma spinge per trovare il pareggio che arriva ad un quarto d'ora dalla fine grazie ad un gol da centravanti di razza di Eto'o. Su Parigi si scatena un nubifragio e 4 minuti più tardi Belletti segna il 2-1 finale. L'eroe che non ti aspetti regala la seconda coppa alla squadra catalana.

 

ROMA, 27 MAGGIO 2009, BARCELLONA-MANCHESTER UNITED 2-0 (9' Eto'o, 69' Messi).

Rijkaard non c'è più, sulla panchina del Barcellona siede il canterano Pep Guardiola che ha basato il proprio credo tecnico-tattico su un nuovo tipo di gioco: il 'tiki-taka'. Nella semifinale col Chelsea è servita una rete allo scadere di Iniesta per accedere alla finale di Roma. Dall'altra parte il Manchester United di Cristiano Ronaldo e sir Alex Ferguson, campione 12 mesi prima a Mosca. I 'Blaugrana' hanno Xavi e Iniesta e un tridente da sogno: Messi-Eto'o-Henry. I 'Red Devils' contano sull'intramontabile Giggs, su Rooney e sul Pallone d'Oro Cristiano Ronaldo. Al '9 è sempre Eto'o a spezzare l'equilibrio, tagliando in due la difesa inglese. Il Manchester United  sembra stordito e CR7 si fa vedere solamente con qualche conclusione. Il Barça attacca a testa bassa e chiude la partita al 69' con uno strepitoso colpo di testa di Messi su cross di Xavi. Nel finale Victor Valdes salva su Ronaldo e al triplice fischio il Barcellona può festeggiare la clamorosa impresa del 'triplete': campionato, coppa nazionale e Champions League. 

 

LONDRA, 28 MAGGIO 2011, BARCELLONA-MANCHESTER UNITED 3-1  (27' Pedro (B), 34' Rooney (M), 54' Messi (B), 70' Villa (B)).

Due anni dopo il triplete del 2009, il Barcellona di Guardiola è diventato ormai un orologio dal movimento fluido. Non ci sono più Eto'o ed Henry, ma Xavi e Iniesta sono al loro culmine, con l'argentino Mascherano a  puntellare la difesa e Pedro e Villa a dare man forte a Messi in attacco. In semifinale a fare le spese è il Real Madrid di José Mourinho. Nel nuovo 'Wembley' a Londra l'avversario è ancora il Manchester United di sir Alex Ferguson che si è sbarazzato dello Schalke 04 nel turno precedente. I 'Red Devils' si sono impoveriti tecnicamente: non hanno più Ronaldo e si affidano interamente a Rooney, con Valencia, Giggs ed Hernandez frecce importanti nella faretra del manager scozzese. Al 27' Pedro segna l'1-0 facendo breccia in una gara molto tattica e poco divenrtente. Dopo pochi minuti, però, Rooney pareggia i conti. Nella ripresa a fare la differenza è la classe immensa di Lionel Messi che spacca la partita al 54' con un missile che piega le mani a van der Sar. Al 70' Villa chiude la pratica con un destro a giro che si spegne all'angolino. Il Barcellona vince la quarta coppa della propria storia, facendola alzare a Eric Abidal, rientrato a tempo record dopo l'operazione per rimuovere il tumore al fegato.




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