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Calciomercato > Champions league > SPECIALE CM.IT - Champions, da Belgrado a Manchester: tutte le finali della Juventus

SPECIALE CM.IT - Champions, da Belgrado a Manchester: tutte le finali della Juventus

Calciomercato.it ripercorre la storia della compagine bianconera nella massima competizione europea


Finale Champions 2003 (Getty Images)
Michele Furlan (Twitter: @MicheleFurlan1)

06/06/2015 14:11

SPECIALE CM.IT CHAMPIONS LEAGUE JUVENTUS FINALI / ROMA - E' tutto pronto: sabato 6 giugno alle 20.45 Juventus e Barcellona scenderanno in campo per la 60esima finale della Champions League, nella splendida cornice dell' 'Olympiastadion' di Berlino. Una finale inattesa, con i blaugrana di Luis Enrique grandi favoriti e i bianconeri di Massimiliano Allegri che reciteranno la parte degli outsider. Calciomercato.it ripercorre le sette finali disputate dalla Juventus nella storia della Champions League. Dalla 'prima' a Belgrado con l'Ajax alla sfida con il Milan a Manchester. In mezzo la tragedia dell'Heysel e la gioia di Roma

 

BELGRADO, 30 MAGGIO 1973: AJAX-JUVENTUS 1-0 (4' Rep)

Allo stadio 'Stella Rossa' di Belgrado va in scena la finalissima della 18esima edizione della Coppa dei Campioni. L'Ajax di Stefan Kovacs viene da due trionfi consecutivi mentre la Juventus di Cestmir Vycpalek è alla sua prima finale, in ritardo rispetto alle milanesi rivali di sempre. I 'Lancieri' hanno eliminato il Real Madrid nelle semifinali mentre i bianconeri hanno avuto la meglio sul Derby County. Kovacs può contare su quella che è una delle squadre più forti di ogni epoca. Il capitano è ovviamente Johann Crujiff, coadiuvato da Rep, Haan, Muhren, Neeskens e Krol. La Juventus si presenta con una squadra 'operaia' con Altafini, Causio, Anastasi e Bettega individualità di spicco. Al 4' Rep infila Zoff con un preciso colpo di testa. Il vantaggio dell'Ajax intimidisce i bianconeri che giocano una gara contratta e con pochi spunti. Gli olandesi sfiorano il raddoppio ripetutamente (Hulshoff coglie la traversa nella ripresa) ma il risultato non cambia. Crujiff può alzare la terza Coppa dei Campioni della carriera senza troppa fatica.


ATENE, 25 MAGGIO 1983: AMBURGO-JUVENTUS 1-0 (8' Magath)

La Juventus torna in finale di Coppa dei Campioni dopo 10 anni di assenza, durante i quali ha spezzato il digiuno di trofei internazionali vincendo la Coppa Uefa del 1977. Nella cornice dello stadio 'Olimpico Spyros Louis' di Atente (quasi interamente bianconero) la squadra di Giovanni Trapattoni sfida l'Amburgo del genio austriaco Ernst Happel. La Juventus ha superato i polacchi del Widzew Lodz in semifinale ed è la squadra favorita: può contare sull'ossatura dell'Italia campione del Mondo a Spagna '82 oltre a campioni come Bettega, Platini e Boniek. I tedeschi sono inferiori sulla carta ma ben messi in campo con l'ariete Hrubesch, il leader difensivo Kaltz ed il mediano Rolff autore di una sapiente marcatura su Platini. La gara sembra una formalità. Bettega impegna subito Stein. All'8' però Felix Magath prende palla dal limite e fa partire un bolide di sinistro che batte Zoff, insaccandosi all'incrocio dei pali. La Juventus accusa il colpo ma non reagisce e si accascia mollemente. I tedeschi sfiorano più volte il raddoppio, i bianconeri cercano di destarsi ma non riescono a produrre lo sforzo necessario per pareggiare (qualche 'puntura' e poco più). Al fischio finale la delusione juventina è enorme: la beffa di una partita che sembrava già vinta è atroce per i ragazzi di Trapattoni.


BRUXELLES, 29 MAGGIO 1985: JUVENTUS-LIVERPOOL 1-0 (56' Platini rig.)

Due anni dopo la beffa di Atene, la Juventus di Giovanni Trapattoni torna a giocarsi la possibilità di alzare la Coppa dei Campioni, diventata un'ossessione. La semifinale col Bordeaux viene superata non senza difficoltà e allo stadio 'Heysel' di Bruxelles a contendere il trofeo sarà il Liverpool di Joe Fagan, campione in carica. I bianconeri hanno salutato Zoff (c'è Tacconi) ma possono contare ancora su Platini, Boniek e i campioni del Mondo del 1982. I 'Reds' hanno Dalglish, Rush e il portiere 'clown' Grobbelaar. Ci sono tutti i presupposti per una grande partita, non sarà così. Il vecchio impianto della capitale belga ospita una delle più immani tragedie che lo sport possa ricordare. Gli hooligans inglesi dei settori Y e X dello stadio caricano a testa bassa i supporters italiani presenti nel famigerato spicchio Z. La violenza inaudita dei britannici, la struttura fatiscente e la grande calca fanno il resto. Saranno 39 le vittime di una serata maledetta. La Uefa, per motivi di ordine pubblico, decide di far disputare l'incontro. Ne viene fuori una partita scorbutica, anche se vera. Vince la Juventus grazie ad un calcio di rigore di Platini segnato al 56' dopo un fallo di Johnston su Boniek abbondantemente fuori area. La 'Vecchia Signora' è campione d'Europa. La coppa viene consegnata negli spogliatoi e successivamente portata in campo dai giocatori per un giro d'onore. I sorrisi sono forzati, la mente è altrove. La morte è entrata nel mondo del calcio dalla porta principale in una assurda serata di fine primavera. La vittoria sarà valida solo per gli almanacchi.


ROMA, 22 MAGGIO 1996: AJAX-JUVENTUS 1-1, 2-4 d.c.r. (13' Ravanelli (J), 41' Litmanen (A)).

Undici anni dopo la tragedia dell'Heysel, la Juventus ha nuovamente l'opportunità di vincere il massimo trofeo continentale che ha cambiato denominazione: da Coppa dei Campioni a Champions League. I bianconeri (in vistosa maglia blu e gialla) di Marcello Lippi sfidano i campioni in carica dell'Ajax: una squadra di 'pittori fiamminghi' guidati da Louis van Gaal. Il teatro è lo stadio 'Olimpico' di Roma, gremito di tifosi juventini vogliosi di un successo senza ombre. La Juventus schiera il tridente Vialli-Ravanelli-Del Piero supportati da un centrocampo muscolare con Paulo Sousa, Deschamps e Conte. I 'Lancieri' rispondono con il talento di Litmanen, stella in mezzo ad una squadra di fini palleggiatori come Ronald de Boer, Finidi e Kanu. Al 13' Ravanelli porta in vantaggio la Juventus sfruttando una indecisione tra Frank de Boer e il futuro bianconero van der Sar. La partita però è equilibrata e proprio Litmanen pareggia al 41'. I bianconeri spingono nel secondo tempo ma né Del Piero Vialli riescono a chiudere la partita. Si va ai calci di rigore. I bianconeri sono infallibili mentre l'Ajax vede respingersi da Peruzzi i tiri di Davids e Silooy. Il penalty di Jugovic è decisivo per regalare alla 'Vecchia Signora' la seconda Champions League della propria storia, questa volta festeggiata a pieno titolo.


MONACO DI BAVIERA, 28 MAGGIO 1997:  BORUSSIA DORTMUND-JUVENTUS 3-1 (29 e 34' Riedle (B), 64' Del Piero (J), 71'Ricken (B)).

Dopo il trionfo di Roma, la Juventus di Marcello Lippi sembra destinata ad aprire un ciclo europeo. Durante l'annata sono arrivate la Coppa Intercontinentale e la Supercoppa Europa. Il 28 maggio 1997 all' 'Olympiastadion' di Monaco di Baviera, i bianconeri (nuovamente in gialloblu) sfidano il Borussia Dortmund di Ottmar Hitzfeld, infarcito di ex (Kohler, Reuter, Julio Cesar, Paulo Sousa e Moeller). La Juventus è la grande favorita. In campo non c'è Del Piero ma Zinedine Zidane trequartista dietro a Boksic e Vieri, con la cerniera difensiva Ferrara-Montero a chiudere la porta. Vieri sfiora subito il gol ma l'ex laziale Riedle segna una doppietta micidiale in 5 minuti dal 29' al 34'. Zidane e di nuovo Vieri sbattono sui legni. Del Piero entra nella ripresa e firma un sensazionale rete di tacco. Gemma inutile perché al 71' il neo-entrato Ricken fulmina Peruzzi con una parabola beffarda. La partita termina 3-1 per il Borussia Dortmund. Ancora una volta il ruolo di favorita è stato indigesto alla Juventus.


AMSTERDAM, 20 MAGGIO 1998: JUVENTUS-REAL MADRID 0-1 (67' Mijatovic).

Superando in semifinale il Monaco, la Juventus di Marcello Lippi raggiunge la finale di Champions League per la terza volta consecutiva, determinata a vendicare la sconfitta col Borussia Dortmund. Gli avversari di turno però rispondo al nome di Real Madrid. Le 'Merengues' non alzano il trofeo dal 1966 e sono guidati in panchina dal tedesco Jupp Heynckes. L'intelaiatura bianconera è la stessa, con Zidane rifinitore dietro a Inzaghi e Del Piero, capocannoniere della competizione. Il Real risponde con i calibri pesanti: Roberto Carlos, Redondo, Seedorf, Raul, Morientes e Mijatovic. All' 'Amsterdam ArenA' l'approccio bianconero è un po' troppo molle, con qualche conclusione che impegna Illgner e poco più. La partita è equilibrata con due grandi occasioni per parte: una sui piedi di Raul e l'altra per Inzaghi. Nella ripresa Mijatovic segna un gol (viziato da una posizione di fuorigioco) di rapina e i bianconeri incassano reagendo in maniera sterile con Inzaghi e Davids. Del Piero perde brillantezza per un infortunio che lo condiziona e al triplice fischio la Juventus torna all'inferno. Per il Real Madrid invece si tratta del settimo sigillo.


MANCHESTER, 28 MAGGIO 2003: JUVENTUS-MILAN 0-0, 2-3 d.c.r.

A cinque anni dalla disfatta di Amsterdam, Marcello Lippi (tornato da poco sulla panchina della Juventus) guida i bianconeri nuovamente in finale di Champions League in quello che è il primo derby assoluto tra due squadre italiane. Dall'altra parte, infatti, c'è il Milan di Carlo Ancelotti, ex poco rimpianto e assetato di vendetta. I rossoneri non hanno incantato nella semifinale con l'Inter (due pareggi, decisive le reti in trasferta) mentre la Juventus ha superato il Real Madrid campione in carica. All'Old Trafford' di Manchester è tutto pronto per la serata di gala del calcio italiano. Nella Juventus manca lo squalificato Nedved (assenza determinante) ma ci sono Buffon, Thuram, Camoranesi, Trezeguet e Del Piero. Il Milan può contare su Pirlo, Seedorf e Gattuso con Rui Costa vertice alto del rombo. Shevchenko e Inzaghi le due punte mentre la difesa è blindata con Maldini, Costacurta e Nesta. La gara è brutta e avara di emozioni, ad eccezione di una rete annullata al Milan ed una clamorosa traversa colta da Antonio Conte. Saranno i calci di rigore a determinare l'esito: Buffon ne para due ma il brasiliano Dida fa meglio e ne neutralizza tre (Trezeguet, Zalayeta e Montero). Il penalty di Shevchenko regala la sesta coppa al Milan. Ancora lacrime per la Juventus fermatasi ad un passo dal traguardo.




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