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Calciomercato > Viaggi > Viaggi, acque balneabili: Italia settima nella top ten europea

Viaggi, acque balneabili: Italia settima nella top ten europea

Lo rivela l’Agenzia europea per l’ambiente, intanto Legambiente ha censito i rifiuti spiaggiati nel Mediterraneo


In spiaggia (Getty Images)

01/06/2015 17:36

VIAGGI ACQUE BALNEARI E RIFIUTI IN SPIAGGIA / ROMA - Le acque balneabili In Europa sono sempre più pulite: l'83% di spiagge, laghi e fiumi risulta infatti di qualità "eccellente" e il 95% "in regola". L’Italia sale nella top ten dell’eccellenza, piazzandosi al settimo posto, rispetto all’ottavo degli ultimi due anni. Il Belpaese, che ospita oltre un quarto dei siti di balneazione europei, segna però anche il record del numero di quelli con una scarsa qualità (107 aree sul totale di 5.507), prima di Francia e Spagna, rispettivamente a quota 105 e 67. A rivelarlo è la pagella dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea), che colloca l'Italia al settimo posto nella classifica europea per la qualità delle acque guidata da Cipro, Lussemburgo e Malta. L’Italia migliora così la sua posizione nella top ten (nei due anni precedenti era all'ottavo posto), battendo la "concorrenza mediterranea" di Spagna (decima) e Francia (diciottesima).

Ancora più giù si trovano Slovenia (ventunesima), Svizzera (ventiquattresima) e Albania, in fondo alla classifica insieme alla Romania. Dopo il podio, meglio dell'Italia hanno fatto soltanto Grecia, Croazia e Germania. “È evidente che la sicurezza e la pulizia delle acque di balneazione sono importanti per la salute, oltre che per l'ambiente. Le acque di balneazione continuano a migliorare e questa è un’ottima notizia” ha commentato il commissario europeo all’ambiente, Karmenu Vella, che invita tutti gli europei a ricordare quanto l’Unione europea abbia contribuito in questo senso. Secondo Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Aea, il fatto che la qualità delle acque di balneazione in Europa sia “sistematicamente ottima” e che continui a fare progressi “dimostra che le politiche funzionano e contribuiscono alla qualità delle nostre vite se sono ambiziose, ben definite e attuate correttamente”.

LE ACQUE IN ITALIA – Nella nostra Penisola il 96,6% di tutte le spiagge balneabili rispetta gli standard obbligatori di qualità, con un aumento dei siti al top (4377 nel 2014 contro 4309 nel 2013) e un calo di quelli insufficienti (105 contro 135), che si concentrano fra Abruzzo, Campania, Calabria e Marche. In percentuale lo Stivale ha l'1,9% di siti balneabili di qualità scadente, ma sono molti i Paesi fanno peggio del Bel Paese. Si tratta di Estonia (5,6%), Irlanda (5,1%) e Paesi Bassi (4,9%) e anche Francia e Spagna (3% ciascuno). Nel caso di laghi e fiumi, il 91,4% risultano in regola, con una crescita dell'eccellenza (555 contro 497). Sei i siti chiusi l'anno scorso, tutti in Lombardia.

A PROPOSITO DI PULIZIA E SPIAGGE – Una ricerca di Legambiente ha censito i rifiuti spiaggiati che si trovano sui litorali italiani e del Mediterraneo. Anche quest’anno la “regina” indiscussa dei rifiuti è la plastica: l’80% degli oggetti trovati sulle 29 spiagge italiane monitorate è di plastica (contro il 65% dello scorso anno), mentre sui litorali del Mediterraneo la percentuale scende al 52%. È quanto emerge dall’indagine “Beach litter” realizzata e curata da Legambiente, con il contributo di Novamont, che ha monitorato 29 spiagge italiane e 25 spiagge del Mediterraneo nell’ambito della campagna “Spiagge e Fondali puliti – Clean-up the Med 2015”.

Escludendo i frammenti e resti di plastica e di polistirolo dalle dimensioni minori di 50 cm che sono i rifiuti più trovati (23,5%), a guidare la top ten dei rifiuti integri rinvenuti da Legambiente sui 29 litorali italiani ci sono le bottiglie di plastica per bevande (10,3%), tappi e coperchi di plastica e metallo (6,9%), nasse, reti, strumenti da pesca e cassette per il pesce (6,5%), mozziconi di sigaretta con il 5,4 e i rifiuti da mancata depurazione (4,9%) come cotton fioc, assorbenti, preservativi, blister, deodoranti da wc. Ci sono poi stoviglie usa e getta di plastica (4,8%), materiali da costruzione (4%), flaconi di detergenti (3,8%), bottiglie di vetro (3,3%) e sacchetti di patatine e stecchetti di leccalecca e gelati (1,9%).

S.C.

 




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