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Calciomercato > Juventus > Juventus, dalla B alla finale di Champions: numeri da record sotto la guida di Agnelli

Juventus, dalla B alla finale di Champions: numeri da record sotto la guida di Agnelli

In 5 anni si è passati da 154 a 320 milioni di euro di introiti


Andrea Agnelli ©Getty Images
Marco Di Federico

19/05/2015 09:36

JUVENTUS CHAMPIONS LEAGUE CALCIOPOLI AGNELLI / TORINO - Estate 2010. Il ciclone Calciopoli investe la Juventus, in quel momento la squadra italiana più forte con due Scudetti consecutivi appena conquistati, e la distrugge a livello economico e di immagine. I bianconeri finiscono in Serie B per la prima volta nella loro storia. Da quel momento inizia una risalita lenta ma che, grazie all'entrata nel club di Andrea Agnelli come Presidente e di Beppe Marotta come Direttore generale, permette ai bianconeri non solo di riconquistare la supremazia nazionale ma di tornare a livelli che si riteneva impossibili da raggiungere in così poco tempo.

Oggi le news Juventus parlano di una squadra già campione d'Italia ed in corsa per uno storico Triplete, ma solo cinque anni fa i conti della società bianconera non garantivano ottimismo. Come sottolinea la 'Gazzetta dello Sport', quando Andrea Agnelli si è insediato alla presidenza della Juventus il fatturato del club era di soli 154 milioni di euro di ricavi. Distante anni luce non solo dalle big d'Europa ma anche da Milan (235) e Inter (222). La prima mossa del nuovo Presidente è stata quella dell'aumento di capitale da 120 milioni di euro, che ha consentito di programmare una serie di investimenti sul calciomercato: 205 sono i milioni spesi per trasferimenti, al netto delle cessioni, nell'ultimo quinquennio. Poi è stato inaugurato lo 'Juventus Stadium' e gli introiti da stadio sono schizzati: dagli 11 milioni dell'ultima stagione allo stadio 'Olimpico' ai 49 dell'anno passato. Per non parlare degli sponsor: dal primo luglio entrerà in vigore il nuovo contratto di sponsorizzazione con Adidas, che assicurerà 23 milioni annui contro i 13 di Nike, con i bianconeri che hanno rinunciato a 6 milioni di minimo garantito per smerciare direttamente il materiale ufficiale.

In cinque anni, grazie ovviamente anche ai risultati sul campo, si è così passati da 154 milioni di euro ai 320 stimati per questa stagione. E tutto questo passando dalla perdita-record di 95,4 milioni del 2010-11 al -6,7 della scorsa stagione. É vero, il divario con il Barcellona in termini di giro d'affari resta di poco superiore ai 200 milioni di euro, ma cinque anni fa era di poco inferiore ai 300. E Berlino potrebbe dare un'ulteriore spinta a ridurre il gap.




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