• Atalanta
  • Bologna
  • Cagliari
  • Chievo
  • Crotone
  • Empoli
  • Fiorentina
  • Genoa
  • Inter
  • Juventus
  • Lazio
  • Milan
  • Napoli
  • Palermo
  • Pescara
  • Roma
  • Sampdoria
  • Sassuolo
  • Torino
  • Udinese
  • Champions league
  • Coppa Italia
  • Europa league
  • Italia
  • Lega PRO
  • Serie A
  • Serie B

Calciomercato > Benessere > Salute, carne rossa e lavoro notturno: cuore a rischio

Salute, carne rossa e lavoro notturno: cuore a rischio

Turni di notte colpiscono diritto al cuore e accorciano la vita, soprattutto quella delle donne


Medico e paziente (Getty Images)

14/05/2015 20:00

SALUTE RISCHI CARDIACI CONSUMO CARNE E LAVORO NOTTURNO / ROMA - Pollo e tacchino a tavola, al posto della carne rossa, corrispondono a meno rischi per la salute: lo rammenta la “Nutrition Foundation of Italy”.  Gli esperti della fondazione hanno realizzato il primo documento di consenso sul tema e hanno sottolineato che “un adeguato consumo di carne bianca migliorerebbe la qualità complessiva della dieta della popolazione italiana”.

EVVIVA LA BISTECCA – Gli italiani però continuano a preferire la carne rossa. Quest’ultima rappresenta il 38% dei consumi mentre solo il 25% è riservato alle carni avicole, percentuale che risulta essere molto inferiore alla media europea. In Europa infatti, secondo i dati di Unaitalia e Avec 2014, la media è di 17,8 kg contro i 13,6 kg all'anno a italiano.

CARNI ROSSE E SALUTE - Nelle conclusioni del documento la “Nutrition Foundation of Italy” ha escluso correlazioni tra il consumo di pollame e in generale di carni bianche e la mortalità per cause cardiovascolari. Anzi, al contrario, dall'esame degli studi epidemiologici è emerso che a livelli più elevati di consumo di pollame, pesce e frutta a guscio corrisponde un rischio di eventi coronarici inferiore rispetto a quello legato al consumo di carni rosse. Il motivo è legato soprattutto al basso tenore di ferro nella forma eme, di sodio e alla presenza di grassi polinsaturi nelle carni avicole. In conclusione, il documento di consenso, suggerisce il consumo di carni avicole come valida alternativa ad altre fonti proteiche, che potrebbe essere una strategia utile per controllare il rischio coronarico. Il documento - coordinato da Andrea Poli, presidente Nfi e Franca Marangoni, ricercatrice Nfi con il supporto di diversi specialisti italiani sarà pubblicato sulla rivista scientifica internazionale “Food Nutrition Research”.

A PROPOSITO DI CUORE – Lavorare di notte colpisce diritto al cuore e accorcia la vita, soprattutto quella delle donne. Un recente studio americano ha confermato ancora una volta gli effetti negativi subiti dalle persone che lavorano mentre gli altri dormono (circa 20% della forza lavoro). I dati dimostrano che aumenta non solo il rischio di malattie cardiovascolari, ma anche di cancro ai polmoni.
I ricercatori hanno utilizzato i dati del Nurses' Health Study (il più ampio studio sui fattori che influenzano la salute delle donne raccolti tra il 1988 e il 2010 e relativi a 74.862 donne) concludendo che effettuare turni di notte per più di cinque anni comporta un aumento della mortalità sia per cause cardiovascolari che per altre patologie. La mortalità più elevata è stata riscontrata tra il personale infermieristico con oltre 15 anni di turni alle spalle nei quali è stato rilevato anche un aumento della mortalità per cancro al polmone. L'effetto negativo più evidente è quello dell'elevato rischio di mortalità cardiovascolare. Per quanto riguarda le donne che hanno effettuato almeno cinque anni di turni notturni, questo rischio è stato stimato più elevato del 19% rispetto al gruppo di controllo, mentre per quelle con oltre 15 anni di turni notturni è risultato maggiore del 23%. Rispetto alle donne che non hanno mai lavorato di notte, tutte coloro che hanno effettuato turni di notte per almeno cinque anni presentano un incremento del rischio di mortalità generale dell'11%. Nella ricerca si è tenuto conto anche di altri fattori come l'abitudine al fumo, l'età, il consumo di alcol, l'attività fisica, l'indice di massa corporea e lo status socio-economico. "Questi risultati confermano gli esiti di altri studi sui possibili effetti nocivi che il lavoro notturno ha sulla salute e sull'aspettativa di vita" afferma l'autrice dello studio Eva S. Scherhammer docente di medicina presso la Harvard Medical School.

S.C.  




Commenta con Facebook