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Calciomercato > Carpi > Carpi, dall'8-2 di Pianura allo 0-0 col Bari: la favola della matricola dalla D alla A

Carpi, dall'8-2 di Pianura allo 0-0 col Bari: la favola della matricola dalla D alla A

Dalla sconfitta nei playoff di Serie D a Carpi-Bari, ecco tutta la storia degli emiliani


Carpi (Getty Images)
Antonio Papa (Twitter: @antoniopapapapa)

29/04/2015 18:10

CARPI IN SERIE A TUTTA LA STORIA / ROMA - Pianura, periferia ovest di Napoli, 20 giugno 2010. Ci sono date che in un modo o nell'altro segnano una cesura col passato e aprono la strada al futuro, un po' come se scandissero i capitoli di un libro. In mezzo c'è spesso una pagina bianca, che segna il passaggio da un capitolo all'altro. In quella giornata estiva di cinque anni fa si chiude un capitolo della storia del Carpi, e si chiude nel modo più traumatico possibile. Semifinali playoff di Serie D, all'andata la squadra di D'Astoli ha schiantato il Pianura 5-0. La finale sembra in tasca, ma al ritorno accade l'imponderabile. Allo stadio 'Simpatia' di Pianura i padroni di casa stravincono 8-2 e mandano a casa gli emiliani. Uno shock, una batosta incredibile. Un evento incredibile, di quelli che noi di calciomercato.it avremmo senz'altro raccontato nella nostra rubrica 'L'Altro Calcio'.

IL RIPESCAGGIO DEL CARPI E IL DOPPIO SALTO FINO ALLA SERIE B

Al fischio finale siamo in quella famosa pagina bianca, il limbo in cui resta il Carpi, ancora tramortito per quella fine ingloriosa, fino al 4 agosto 2010. Quel giorno la FIGC sancisce il ripescaggio dei biancorossi in Lega Pro e dà inizio alla storia che tutti conosciamo, quella che negli ultimi cinque anni ha portato la squadra fino alla Serie A, conquistata ieri dopo il pareggio contro il Bari. La stagione seguente il ds Giuntoli, uomo chiave per il calciomercato Carpi, sceglie Sottili come allenatore e la squadra è già diventata una macchina inarrestabile. Girone B di Lega Pro Seconda Divisione vinto sulla Carrarese con 65 punti a 63, dopo un testa a testa durato fino all’ultima giornata. Si torna in terza serie, a tredici anni dall’ultima partecipazione. In panchina, dopo il breve interregno (3 partite) di Maddaloni si siede Egidio Notaristefano. Il Carpi termina terzo e sfiora la B perdendo la finale playoff con la Pro Vercelli. Ai nastri di partenza della stagione successiva l’allenatore è Stefano Cioffi, con Tacchini a fargli da spalla. Un buon girone d’andata ma il girone di ritorno inizia molto male. La squadra viene così affidata a Fabio Brini, che restituisce vigore al gruppo riportandolo in quota. È un altro terzo posto, ancora playoff. La semifinale con il SudTirol vede prevalere i carpigiani, ma la finale sembra uno scoglio insormontabile. Di fronte c’è il Lecce, nobile decaduta che sembra dover risalire per diritto divino, ma gli Dei del calcio evidentemente avevano pensato ad una storia diversa. Uno a zero al ‘Cabassi’, gol di Kabine, al ‘Via Del Mare’ il Lecce va in vantaggio dopo 2 minuti. Sembra l’inizio della fine, ma i ragazzi di Brini tengono duro e pervengono al pareggio al 73’, ancora con Mehdi Kabine, che per la tensione dimentica addirittura di esultare. Al fischio finale il Lecce vive un dramma, mentre i nervi di Kabine e compagni si distendono ed è festa grande, perché quel gruppo è già entrato nella storia. Serie B, prima volta nella vita. Sembra il lieto fine, ma in realtà la favola è appena cominciata.


IL CARPI, LA PRIMA ESPERIENZA IN SERIE B E LA CAVALCATA VERSO LA A

Il primo anno di B è inevitabilmente di assestamento. Arrivano giocatori di categoria come Pesoli e Porcari a rinforzare lo zoccolo duro della cavalcata fino alla serie cadetta. Ma non possono mancare i giovani, e il ds plenipotenziario Giuntoli scova Romagnoli, Lollo, Inglese e soprattutto Jerry Mbakogu, nigeriano classe ’92 e da quel momento in poi trascinatore della squadra. Campionato di sofferenza con allenatori Vecchi e Pillon, che termina comunque con una salvezza tranquilla, dodicesimo posto finale. L’estate del 2014 vede qualche altro colpo interessante, tipo il portiere Gabriel dal Milan, uno dei giovani più promettenti proposti in questa stagione, ma niente lascia presagire ciò che poi è effettivamente accaduto, la storia recente, quella che ormai conosciamo tutti e che in molti ancora non riescono a spiegarsi. Già, perché la promozione del Carpi in Serie A è una favola vera, figlia della programmazione e della tranquillità di un ambiente dove è ancora possibile spendere 11 mila euro per uno che si chiama Kevin Lasagna, che ha 22 anni e con quel nome sembra uscito da un videogame ma in campo non ha nulla da invidiare agli strombazzati talenti delle nostre squadre Primavera. Una realtà dove ci si può portare dalla D alla A un ragazzo come Lorenzo Pasciuti, 25 anni, a Carpi dal 2009 e in campo in quel famoso 20 giugno 2010, a Pianura. In quella partita c’era in campo anche Gaetano Letizia da Scampia, ma vestiva la maglia dei padroni di casa e fu fra i migliori in campo. Di recente Letizia ha rinnovato il contratto e ieri era in campo a saltare, a festeggiare con i suoi compagni la promozione in A, lui che cinque anni fa aveva contribuito a chiudere nel modo peggiore quella fase rocambolesca. Da avversari a compagni nell’impresa, a Pasciuti e Letizia spetta l’onore di iniziare il nuovo capitolo di questa bella storia. Una storia ancora tutta da scrivere, potete giurarci. 

 




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