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Calciomercato > Il punto di CM.IT > IL PUNTO DI CM.IT - L'addio di Zeman, i giovani e quel calcio che non c'è più

IL PUNTO DI CM.IT - L'addio di Zeman, i giovani e quel calcio che non c'è più

I perché del triste addio del boemo alla Sardegna: è la fine di un'epoca?


Zdenek Zeman (Getty Images)
Antonio Papa (Twitter: @antoniopapapapa)

21/04/2015 19:00

IL PUNTO DI CM.IT ZEMAN CALCIOMERCATO / CAGLIARI - Gli amanti delle storie da cinema ci avranno visto qualcosa di simbolico nel modo in cui è finita l'avventura di Zdenek Zeman a Cagliari. Non tanto per il Napoli, quanto per l'autore del gol che ha messo la pietra tombale sulla partita e ha chiuso anzitempo l'esperienza del boemo. Antonio Balzano da Bitonto, 28enne difensore che con la sua autorete ha dato il 2-0 ai partenopei. Da Pescara a Cagliari, quando c'è stato da scegliere un terzino a destra Zeman ha fatto subito il suo nome. E' curioso che il colpo di grazia gliel'abbia dato proprio lui, uno dei simboli di quest'ultima era zemaniana, mestierante giunto alla massima serie proprio grazie ai buoni uffici del maestro Zdenek. 

 

I SIMBOLI DELLA CADUTA - Laconiche e paradigmatiche le dichiarazioni di Zeman a seguito delle dimissioni. Attenzione: dimissioni, non esonero, che già vuol dire tanto per un allenatore che non aveva mollato neanche di fronte alla polveriera della sua ultima esperienza a Roma. "I calciatori non mi seguivano più, non posso vedere la mia squadra fare cose diverse da quelle che dico. Penso ancora che il Cagliari possa salvarsi ma non con me. Non si è fatto il calcio che volevo, la squadra non ce l'ha fatta anche per colpa mia". Ha difeso i giocatori, il boemo, scelta coraggiosa dal momento che sono stati proprio i suoi scudieri a mollarlo nel momento del bisogno. Balzano ma anche Ceppitelli, fra i peggiori contro il Napoli, per non parlare di Farias ed Ekdal, protagonista del primo (e unico) vero exploit stagionale del Cagliari, quell'1-4 a 'San Siro' con tripletta dello svedese all'Inter. Ma non solo loro. Anche i giovani, da sempre l'ossatura portante del suo credo tecnico-tattico, sono stati dei grandi flop. Dai portieri Colombi e Cragno fino a Murru e Longo, questi ultimi due nell'occhio del ciclone perché accusati dai tifosi di scarso impegno. I tempi cambiano, e se prima i giovanissimi erano la base di un calcio tutta corsa e freschezza adesso sono i primi ad essere additati. Questo è il campanello d'allarme più forte per un calcio che forse non è più proponibile, non a certi livelli. Anche perché dopo una delusione così grande sarà molto difficile per Zeman ripartire. 

 

POTEVA ESSERE UN'ALTRA STORIA - And so it is. The shortest story, no love, no glory. No hero in her sky. La malinconica 'The Blower's Daughter' di Damien Rice fa da colonna sonora a questo mesto addio, fra progetti disattesi e sogni infranti. Un fallimento su tutta la linea, come lo ha definito l'esordiente patron Giulini che pure aveva puntato tutto su Zeman per il suo battesimo del calcio. Un battesimo col fuoco, visto il modo in cui è finita e i segni che lascerà sulla pelle. "Come presidente prenderei sempre tecnici come Zeman e Zola, ma forse avrei fatto meglio a non sceglierli nel mio primo anno". Parole sagge, piene di amore e rimpianto, le più giuste possibili in questo momento difficile. Magari davvero era sbagliato solo il momento, con più esperienza e meno pressione Giulini avrebbe potuto tener duro e rilanciare il progetto dalla B, senza Napoli, Juve e compagnia a demolire il fragile castello messo su dal maestro Zdenek, e probabilmente è proprio ciò che aveva in mente. Un anno di transizione per ripartire alla grande e provare a stupire il mondo con tutta calma. Ma vallo a spiegare a quei signori ("solo" 20-30 persone, hanno glissato Giulini e il tecnico) che sabato scorso hanno aggredito e minacciato la squadra. L'ultima goccia per un vaso che per far germogliare i suoi fiori ha bisogno di basi solide e tanta tranquillità: caratteristiche che di questi tempi è sempre più difficile trovare. Peccato, in un altro mondo e con tanta pazienza in più poteva essere un'altra storia. 




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