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Calciomercato > Inghilterra > Chelsea, Mourinho si racconta: "Il mio problema è che miglioro sempre. Tra Dio e il Pallone d'Oro..

Chelsea, Mourinho si racconta: "Il mio problema è che miglioro sempre. Tra Dio e il Pallone d'Oro..."

"Ho altri 20 anni da allenatore, ma niente riesce a destabilizzarmi. Sono già una vecchia volpe"


José Mourinho (Getty Images)

10/04/2015 12:45

CHELSEA MOURINHO PROBLEMA DIO PALLONE ORO / LONDRA (Inghilterra) - José Mourinho ha rilasciato una corposissima intervista ai microfoni del 'Telegraph'. Ecco alcuni interessanti passaggi delle dichiarazioni dello 'Special One': "Io ho un problema: continuo a migliorare in ogni cosa che faccio. Mi sono evoluto nel mio lavoro sotto ogni punto di vista da quando ho iniziato, ma c'è un punto su cui non posso mai cambiare: di fronte ai media non riesco a essere ipocrita".

FUTURO - "A 52 anni forse ho altri 20 anni da allenatore di fronte a me. Ma mi sento già una vecchia volpe: niente mi spaventa o mi preoccupa troppo, è come se nulla fosse nuovo. Sono in pieno controllo delle emozioni e non mi sveglio mai di notte per pensare all'infortunio di qualcuno o alla tattica per qualche gara".

PALLONE D'ORO - "Wenger è contro questo trofeo e io penso che abbia ragione. E' un titolo che fa perdere al calcio il concetto di squadra e si concentra sull'individuo. Guardiamo sempre alla prestazione individuale, al calciatore che corre di più. Se tu hai corso 11 km e io 9 perché saresti migliore di me? Magari non lo sei! Forse i miei 9 km erano più importanti. Per me il calcio è collettivo, l'individuo è benvenuto solo se migliora il gruppo. L'unica cosa che non puoi dare a un calciatore è il talento".

SUCCESSI - "La vita di un allenatore di calcio vincente è la migliore del mondo. I calciatori ti osservano continuamente, cercano segnali nel tuo modo di fare e di approcciarti. Vogliono sentire la carica dopo una sconfitta per ricominciare il giorno dopo e vogliono essere tenuti coi piedi per terra dopo una vittoria. Io in queste situazioni ho il massimo controllo. Ma a casa non sono bravo, perché mi conoscono troppo bene. Non riesco a nascondermi, con la mia famiglia".

RELIGIONE - "Io penso di essere una brava persona, ci provo. Prego Dio ogni giorno, ma non ci parlo mai di calcio".

SOLDI - "Cristiano Ronaldo al 30esimo posto per Forbes e Messi al 45esimo? E' assurdo, noi non salviamo delle vite umane! Come si può paragonare un calciatore o un allenatore a uno scienziato, a un dottore? Siamo incomparabili".

M.T.




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