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Calciomercato > Italia > Nazionale, Conte: la rivoluzione in otto mesi. La mentalità, le certezze Zaza e Verratti e gli oriu

Nazionale, Conte: la rivoluzione in otto mesi. La mentalità, le certezze Zaza e Verratti e gli oriundi

Il ct azzurro continua a lavorare per impiantare la sua filosofia. Per le gare contro Bulgaria e Inghilterra attesi altri progressi


Antonio Conte (Getty Images)
Jonathan Terreni

27/03/2015 13:25

NAZIONALE ITALIA CONTE ZAZA VERRATTI / ROMA - Si ferma il campionato, tornano gli impegni delle Nazionali. A più di quattro mesi dall'ultimo match gli azzurri di Antonio Conte sono chiamati ad un doppia sfida che dovrà dire molto soprattutto in termini di crescita collettiva e di mentalità. La prima domani, a Sofia contro la Bulgaria e si fa già sul serio perché in palio ci sono i tre punti per non mollare il primo posto nel gruppo H di qualificazione ad Euro 2016. Martedì prossimo amichevole di lusso contro l'Inghilterra a casa Conte: luci accese allo 'Juventus Stadium' dove i nuovi arrivati nel gruppo azzurro avranno l'occasione giusta per mettersi in mostra anche in orbita calciomercato. La rivoluzione è partita. Dopo la rottura dello scheletro della Nazionale mondiale di Prandelli, Antonio Conte proporrà molte novità, in particolare legate agli oriundi entrati nel gruppo azzurro come Eder e Vazquez, ma ripartirà dalle certezze: Zaza e Verratti. Valdifiori piacevole sorpresa dalla provincia. In difesa Barzagli. Fuori ancora Balotelli.

LA RICOSTRUZIONE DALLE MACERIE. VIA IL FANTASMA MONDIALE: GIOCA CHI MERITA

Sono solo otto mesi che Antonio Conte è alla guida della Nazionale, ereditata da Prandelli dopo il disastro del mondiale brasiliano. E di rivoluzione si può parlare certamente perché fin dal primo giorno il ct ha messo i suoi paletti, senza sconti per nessuno. Vediamo le news Italia più significative di questo periodo. Stavolta del gruppo mondiale mancano ben dieci giocatori: nessun pregiudizio ci mancherebbe, solo questione di garanzie. E così si è pensato prima a lavorare sulle fondamenta, ricostruire il gruppo dalle ceneri partendo da nuove regole volute da Conte, anche a livello alimentare, nel ritiro di Coverciano. Il punto su cui il ct ha voluto insistere è stato quello della mentalità; fame, voglia di sudare con la maglia del Paese che si rappresenta; costruire un microcosmo nel quale lavorare per il successo e il primo si chiama Euro 2016. Attenzione però, perché le porte sono girevoli: si può entrare per meriti, condizione e talento. Si può riuscire altrettanto velocemente, senza rancori.

IL 3-5-2 BASE DINAMICA. ZAZA E VERRATTI LE CERTEZZE DELL'ITALIA DI CONTE. PER BALOTELLI ORA NON C'E' POSTO

Poi c'è l'aspetto tecnico-tattico. C'è molto della sua Juventus in questa Italia e non solo per quel 3-5-2 tanto fedele al ct, che all'occorrenza si può trasformare in corso d'opera, ma per quella bava alla bocca necessaria per riaffermarsi nelle grandi competizioni. Il nucleo del gruppo, quello formato dai vari Buffon, Chiellini, Bonucci, De Rossi e compagnia questo ormai ce l'ha nel dna, va solo rispolverato. Anche i 'nuovi' però sembrano da subito recepire i dettami di Conte: Pellé (in gol a Malta) ha fatto bene quando è stato chiamato all'appello. Stesso discorso per Zaza che ormai è diventato un punto fermo in attacco (Immobile al fianco?), non solo per il gol alla Norvegia ma per il suo talento messo al servizio della squadra, proprio come piace all'allenatore. In mezzo al campo un altro intoccabile è diventato Verratti che con il suo Psg si sta affermando tra i migliori nel suo ruolo in Europa. Sulle sue capacità nessuno dubitava, si trattava solo di inquadrarlo bene e affidargli i giusti compiti. Candreva a centrocampo sarà un altro titolare. Per la difesa poi è tornato un suo fedelissimo: Andrea Barzagli, che dopo mesi da incubo per l'infortunio sta ritrovando il ritmo dei giorni migliori anche con la Juventus. E Balotelli? Inevitabile parlare ogni volta anche in orbita Nazionale. Di talento Conte in avanti è sicuro di averne trovato e con una stagione negativa a Liverpool non può pretendere di mantenersi l'azzurro. 

LE NOVITA' EDER E VAZQUEZ SONO LA RISPOSTA ALLA POLOMICA SUGLI ORIUNDI. DALLA PROVINCIA ARRIVA VALDIFIORI

Quello degli oriundi è stato l'ultimo grande tema di dibattito del nostro calcio che, come sempre, non si lascia sfuggire l'occasione per gettare benzina sul fuoco. E così i pareri e le opinioni si sono sprecate per la decisione di aprire le porte di Coverciano a chi, come Eder e Vazquez, ha fatto una scelta etica e morale. Anche l'ex ct dell'Italia, Cesare Maldini, ha espresso il suo parere sulla questione oriundi in Nazionale, in esclusiva a Calciomercato.it. I regolamenti lo permettono e allora perché precludersi materiale nuovo, soprattutto in un momento di crisi calcistica come questo? Conte ha voluto premiare chi sta disputando un'annata ad altissimo livello. Eder alla Sampdoria abbina corsa, gol e sacrificio. Vazquez è tecnica pura per Palermo. Benvenuti dunque. Ultimo, ma non per minor importanza, Mirko Valdifiori, arrivato in punta di piedi da Empoli a vestire l'azzurro alla soglia dei trent'anni. Classico esempio di calciatore che si è conquistato il sogno con tanta gavetta, sudore e umiltà, in attesa che le sue doti emergessero del tutto. Il metronomo ha sbalordito tutti in Toscana oltre che per la sua visione di gioco per la tranquillità e la personalità con cui gioca. Conte ci ha fatto caso e, in assenza di Pirlo, lo ha gratificato.




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