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Calciomercato > Serie A > Morte Ciro Esposito, chiusa l'indagine. La madre: "Fu agguato premeditato"

Morte Ciro Esposito, chiusa l'indagine. La madre: "Fu agguato premeditato"

Antonella Leardi ribadisce: "Ho fiducia nella Giustizia"


Scontri Coppa Italia (Getty Images)

24/03/2015 09:31

MORTE CIRO ESPOSITO CHIUSA INDAGINE INTERVISTA ANTONELLA LEARDI A IL MATTINO / NAPOLI - L'edizione odierna de 'Il Mattino' riporta una lunga intervista ad Antonella Leardi, mamma di Ciro Esposito, che commenta la news Napoli del giorno: la chiusura dell'indagine sulla morte del figlio in occasione della finale di Coppa Italia contro la Fiorentina a Roma. Calciomercato.it vi riporta alcuni estratti delle sue dichiarazioni.

CHIUSURA INDAGINE - "Finchè le indagini saranno condotte con cura e rettitudine, io continuerò ad avere fiducia nella giustizia e in coloro che devono farla rispettare".

DINAMICA INCIDENTI - "L'avvocato di De Santis dice che fu oggetto di una brutale aggressione? Può dire ciò che vuole. Noi dobbiamo attenerci alle testimonianze. Tutti hanno visto che mio figlio si avvicinò all'autobus dove c'erano donne e bambini per difenderli da De Santis. Sono cose che mi ha detto Ciro quando era in ospedale. Quando iniziò a ricordare ed era ancora lucido scuoteva il capo, dicendo 'i bambini piangevano e urlavano. Non si può essere sparati per una partita di calcio. Non si può...'".

'ARMI' - "Le uniche 'armi' che aveva con sè erano tre casatielli e due frittate di maccheroni. Un testimone ha raccontato che, quando Ciro vide lanciare le bombe contro quel bus, lanciò in aria un pezzo di casatiello che stava mangiando. Altro che coltelli...".

CIRO VIVE - "La mia vita è cambiata totalmente. Io e mio marito Giovanni, che abbiamo fondato l'Associazione Ciro Vive, ci siamo dati da fare per portare ovunque un messaggio di pace. Non ho mai voluto vendette, lo sport non è guerra. Quello che è accaduto non c'entra con il calcio. Era un agguato premeditato e meschino. Il ricordo di Ciro, anche se lui non c'è più su questa terra, vivrà sempre nei cuori di chi lo ama, nel bene e nella giustizia. Era un ragazzo normale, gran lavoratore, che amava la famiglia, difendeva i deboli e aveva tante passioni".

S.D.




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