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Calciomercato > Milan > Milan, Sacchi: "Quella volta che Berlusconi rimise al suo posto la Juventus..."

Milan, Sacchi: "Quella volta che Berlusconi rimise al suo posto la Juventus..."

Esce oggi in edicola il libro 'Calcio Totale' dell'allenatore


Arrigo Sacchi ©Getty Images
Stefano D'Alessio (Twitter: @SDAlessio)

24/03/2015 08:19

NEWS MILAN LIBRO 'CALCIO TOTALE' DI ARRIGO SACCHI / MILANO - Esce oggi in edicola 'Calcio totale', libro a firma di Arrigo Sacchi e Guido Conti. L'edizione odierna de 'La Gazzetta dello Sport' presenta un estratto del capitolo dedicato alle news Milan e al calciomercato dei suoi tempi.

L'ARRIVO A MILANO - "Il mio arrivo a Milano fu, come sempre, difficile. L’impatto con la squadra fu dirompente, c’era diffidenza ma non prevenzione, dicevo cose diverse sia sul calcio, sia sulla mentalità da tenere in campo, sia nella programmazione degli allenamenti. In Italia hanno bruciato Giordano Bruno. Io ero visto come un eretico. (...) Una volta m’invitarono alla Bocconi per una conferenza, e la prima domanda che mi fece uno studente fu: 'Come può allenare campioni senza esserlo mai stato?'. 'Non ho mai saputo che prima di essere un fantino bisogna essere stato un cavallo!» risposi, suscitando l’ilarità generale. Ero abituato a questa diffidenza".

CALCIOMERCATO MILAN - "Una volta Galliani mi disse: 'Guarda, Arrigo, che puoi spendere quello che vuoi, non ci sono problemi!'. 'No' risposi, 'dobbiamo comprare i giocatori che ci servono per la squadra e il gioco, e se costano poco tanto meglio, così avrete anche più pazienza: spesso chi spende molto pretende risultati subito'".

MILAN vs JUVENTUS - "Mi trovavo ad Arcore, in casa di Berlusconi, quando lui ricevette una telefonata da Cesare Romiti, (...)  che gli disse: 'Mi ha detto l’Avvocato di riferirti di lasciar stare quel giocatore perché interessa a noi!'. (...) Io mi ricordo che stuzzicai un po’ il presidente e lo toccai nel vivo: 'Dottore, se dobbiamo diventare la squadra più forte del mondo, non possiamo lasciare le prime scelte agli altri. Ci complicheremo la vita! Non possiamo subire pressioni da altre società per il nostro operato'. (...) Berlusconi prese il telefono e richiamò Romiti: 'Non permetterti più di fare una telefonata del genere!'".

L'ACQUISTO DI ANCELOTTI - "Berlusconi si trovava a Saint Moritz. Gli telefonai. 'Mi compri Ancelotti, è un gran giocatore, un professionista esemplare, un ragazzo straordinario, un esempio per tutti'. 'Ma come faccio a comprarle un giocatore che ha la funzionalità ridotta del 20 per cento?'. (...) 'Ma dove sono queste funzionalità ridotte?' chiesi al presidente. 'Nel ginocchio' rispose lui. 'Il ginocchio non mi preoccupa, mi sarei preoccupato se le avesse avute in testa'. Lo convinsi".

 

 




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