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Calciomercato > Italia > Italia, Conte: "Non sono il primo a convocare oriundi. Verratti prenda per mano la squadra"

Italia, Conte: "Non sono il primo a convocare oriundi. Verratti prenda per mano la squadra"

Si apre oggi il ritiro della Nazionale: sabato l'incontro con la Bulgaria


Antonio Conte (Getty Images)
Bruno De Santis (@Bruno_De_Santis)

23/03/2015 14:30

ITALIA CONFERENZA CONTE / COVERCIANO - Si è aperto oggi il ritiro della Nazionale in vista delle gare con Bulgaria (qualificazioni Euro2016) e Inghilterra (amichevole). Il commissario tecnico Antonio Conte affronta tutte le news Italia nella tradizionale conferenza stampa del primo giorno di ritiro: dalle convocazioni degli oriundi Eder e Vazquez al debutto di Valfidiori. Calciomercato.it ha seguito per voi in diretta le dichiarazioni dell'allenatore azzurro.

ORIUNDI - "Non sono il primo e non sarò l'unico a convocrli. In passato ci sono stati Camoranesi che è diventato campione del mondo , Paletti, Ledesma, Romulo...nell'ultimo mondiale 83 su 700 calciatori erano oriundi. Ci sono regole. Rispetto qualsiasi opinione, ma non ho fatto nulla di diverso rispetto al passato. Avrei preferito vederli un mesi fa se ci fosse stata la possibilità di fare gli stage. Ora li valuterò e deciderà se dargli una maglia. A differenza di DybalaVazquez ha detto subito di avere la mamma italiana e di sentirsi italiano. Alcuni calciatori non hanno voluto vestire la maglia azzurra e non ho forzato nessuno: è una cosa che deve essere sentita, l'Italia non può essere un ripiego". 

PIRLO E DE ROSSI - "Parliamo di due calciatori forti che possono dare ancora molto. La loro assenza può essere una possibilità per gli altri, come Verratti, di dimostrare di poter prendere in mano il centrocampo. Le convocazioni sono fatte in base a condizioni fisiche e psicologiche".

JUVENTUS - "I bianconeri hanno dimostrato di essere più forti, le altre hanno trovato problemi. La Juventus ha fatto qualcosa di straordinario quest'anno e non era semplice dopo tre scudetti consecutivi: meriti di squadra, società e allenatore. Stanno facendo bene anche in Europa e possono fare qualcosa di straordinario. In campionato, seconda, terza e quarta sono vicine sarà una bella lotta". 

VAZQUEZ - "Ho parlato con lui e Iachini: si sente punta, anche se adesso è utilizzato come trequartista. Nel nostro sistema di gioco l'attaccante deve fare determinati movimenti: credo che lui possa essere utilizzato come punta. Ora però voglio vederlo da vicino e valutarlo personalmente". 

TROPPI STRANIERI - "Non dò la colpa a nessuno, ognuno sceglie il meglio per la propria squadra. Se ci sono tutti stranieri, evidenamente l'allenatore li reputa più bravi degli italiani. Gli allenatori hanno poche responsabilità: devono cercare di vincere con i migliori". 

VERRATTI - "Non penso alla Nazionale di Verratti, ma a un gruppo. Fino a quando sarò io il commissario tecnico non ci sarà mai la squadra di un singolo calciatore ma sempre un gruppo". 

ALTRI CALCIATORI - "Ne avrei voluto vedere diversi, come Sansone del Sassuolo. Alcuni li ho lasciato all'Under 21 perché devono prepararsi per gli Europei".

BARZAGLI E CERCI - "Andrea l'ho avuto per tre anni e so come posso aspettarmi. Lo seguo da più di un mese: era disponibile da tanto e se non giocava era per scelta tecnica. Ha giocato tre partita in una settimana e questo mostra il suo stato fisico. E' tra i più forti difensori italiani, per questo è qui. Cerci invece vive una situazione particolare: ha caratteristiche diverse da altri calciatori, quest'anno sta giocando poco. Nell'ultima convocazione ha fatto bene e per questo è qui: se mi darà garanzie, farà parte di questo gruppo. Credo molto in lui". 

VALDIFIORI - "Abbiamo tanti calciatori in quel ruolo, lui ha meritato di essere qui. Lo seguivo in Serie B e lo avrei portato alla Juventus. In Serie A si è confermato, ora sono curioso di vedere come regge la pressione". 




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