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Calciomercato > Parma > Parma-Atalanta, Donadoni: "Tanti parlano ma poi fanno poco. Fiducia nelle parole di Tavecchio"

Parma-Atalanta, Donadoni: "Tanti parlano ma poi fanno poco. Fiducia nelle parole di Tavecchio"

Il tecnico gialloblu parla della sfida del 'Tardini' dopo due match rinviati


Roberto Donadoni (Getty Images)
Bruno De Santis (@Bruno_De_Santis)

08/03/2015 17:19

PARMA ATALANTA DONADONI / PARMA - Il ritorno in campo del Parma ha portato un pareggio (0-0 contro l'Atalanta). Dopo il match Roberto Donadoni ha parlato a 'Sky': "Fa un effetto strano ma non è che siamo andati in vacanza. E' una situazione che ha del paradossale ma dobbiamo imparare a conviverci, sperando che le cose possano migliorare. Siamo convinti che le parole che ha detto Tavecchio abbiano un esito positivo".

GIOCATORI - "Sono degli esseri umani, con sensazioni, speranze e aspettative. Non sono delle macchine che improvissamente che si tocca l'interruttore e tutto riparte normalmente. Ci hanno provato, hanno giocato con grande volontà e forse meritavamo qualcosa in più sul campo. E' già un buon inizio e questo è fondamentale per il proseguio. Per tutti è massacrante questa situazione, è cercar di tirare fuori un goccia di sangue da chi ne ha poco. Non mi è mai piaciuto piangermi addosso. Non avrei mai voluto vivere questa situazione ma ci tirerà fuori qualcosa di positivo. Speriamo che chi ha la responsabilità capisca e faccia qualcosa di positivo perché questo non accada più non solo in Serie A ma in tutte le serie. In Italia siamo bravi a mettere le toppe ma ormai non vanno più di moda". 

PROPRIETARI DEL CLUB - "Qualche mese fa ho detto ai ragazzi che dobbiamo sentirci proprietari di questa società. Ora abbiamo qualche responsabilità in più rispetto alla gente che ama il calcio. Sento troppi che si riempiono la bocca con belle frasi, parole di circostanza, poi presi singolarmente si fa poco". 

MANENTI - "A volte so più da voi che da altri e questo mi fa anche rabbia. Ora mi interessano poco le parole, siamo ormai al dunque: ci sono ancora pochi giorni e quando questo termine sarà scaduto faremo tutte le considerazioni del caso.Non è ancora arrivato il momento di mettere in prigione chi è stato solo accusato e non condannato". 

LUGARESI - "L'errore è sempre questo: spesso dobbiamo rispondere a qualcuno che parla. Se ho da dire qualcosa il presidente del Cesena, lo chiamo e dico quelle che penso. Chi sta fuori non sa cosa abbiamo vissuto. Parlare è semplice: se non vive la situazione perché si permette di parlare. Lui faccia il presidente e io faccio l'allenatore". 




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