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Calciomercato > Parma > Parma, Melli: "Siamo come il Titanic. Ecco come tutto ebbe inizio"

Parma, Melli: "Siamo come il Titanic. Ecco come tutto ebbe inizio"

Il team manager gialloblu esce allo scoperto sull'attuale situazione del club


Gianpietro Manenti (Getty Images)

26/02/2015 08:38

PARMA INTERVISTA MELLI CORRIERE DELLO SPORT / PARMA - Alessandro Melli, team manager del Parma, ha commentato le ultime news Parma in un'intervista rilasciata al 'Corriere dello Sport' di cui Calciomercato.it vi riporta alcuni estratti:

GENOA-PARMA - "Giocare? Secondo me faremo fatica ad allenarci, d’ora in avanti. Ieri la lavanderia ci ha detto che non lavorerà più per noi, i giocatori si porteranno la roba a casa. C'è un limite a tutto. Va bene rimboccarsi le maniche, ma questo non è mica calcio professionistico". 

COME IL TITANIC - "Io mi accorgevo che eravamo sul Titanic. Sopra la prima classe, tutta luccicante con quelli che ballavano, Ghirardi e Leonardi. E sotto c’erano seconda e terza classe, con dipendenti, collaboratori, fornitori. Io pensavo: al primo scoglio che becchiamo, affondiamo. Lo scoglio è stata la licenza Uefa. Però te lo ricordi cosa succede al Titanic? Quelli di prima classe si salvano, a morire sono quelli sotto. E ovviamente il capitano, quello con la barba. Chi è qui il capitano? Donadoni, ovviamente".

PRESTITO - "Qualche anno fa, Ghirardi mi chiese di prestargli centomila euro per pagare un premio che aveva promesso alla squadra. Ci ha messo tre anni a ridarmeli, senza neanche un grazie. Era una persona che mi piaceva. Lo stimavo, mi fidavo di lui. Tirò fuori la storia della liquidità".

SEGNALI - "Al Parma nessuno ha mai detto: non ci sono soldi. Io nella mia ignoranza non ho mai capito. E’ una storia che è cominciata nell’anno di Colomba, il 2011. Ci hanno tolto le carte carburante e dovevamo anticipare noi i soldi per la benzina. Ma farsi rimborsare diventava sempre più complicato. Tutte le volte che c’era una scadenza, arrivava il rinvio. Così la corda si allungava. Ma prima o poi qualcuno si sarebbe impiccato".

SILENZIO - "I fornitori all’inizio non volevano perdere un cliente di prestigio, i dipendenti speravano sempre che la difficoltà passasse. Speravamo di uscirne e portavamo pazienza. Io discutevo, litigavo, ma ottenevo poco o niente. Avrei potuto fare causa, ma Melli che fa causa al Parma non mi piaceva".

 

S.D.




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