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Calciomercato > Parma > Parma, Moggi: "In Italia si permette di tutto. Federazione assente"

Parma, Moggi: "In Italia si permette di tutto. Federazione assente"

L'ex direttore generale della Juventus ha commentato il difficile momento del club gialloblu


Luciano Moggi ©Getty Images
Matteo Zappalà (@matteobegbie)

24/02/2015 15:01

PARMA MOGGI INTERVISTA / ROMA - Intervistato da 'lettera43.it', l'ex dirigente della Juventus Luciano Moggi ha commentato le ultime news Parma. Ecco le sue dichiarazioni.

CAOS PARMA - "E' difficile dire cosa sia successo, bisognerebbe vedere i registri contabili per fare chiarezza. Evidentemente c'è qualcuno che non ha visto o non ha voluto vedere e la Covisoc non ha vigilato. Il vero problema è che la Federazione non funziona e l'organo vigilante funziona ancora meno. Ma è banale accusare la Covisoc. Nel calcio ci sono problemi che sfuggono a tutti".

"POTERE ATTRAVERSO SQUADRE DI CALCIO" - "Oggi, oltre al mercato dei giocatori c'è anche quello delle squadre. Ci sono persone che puntano al potere attraverso le società di calcio. Perché la Federazione non si chiede come mai succeda tutto questo? Nessuno del governo del calcio si è interrogato su Manenti e sulle sue possibilità di rilevare una squadra di Serie A".

PARMA - "Fa molto male vedere città ridotta così. Ricordo che quando andai a prelevare Gigi Buffon, Lilian Thuram e Fabio Cannavaro era una società gestita in un modo buono da chi voleva dare lustro a questa città".

TANZI - "Tanzi è uno che ha dato molto al calcio di Parma e alla città: voleva farla diventare una piazza importante calcisticamente e credo che ci sia riuscito. Poi se vengono fuori presidenti della portata di Manenti, cosa vuoi portare avanti?".

PLUSVALENZE - "Le plusvalenze sono debiti futuribili: si possono fare, ma bisogna stare attenti. Quelle che danno vantaggi sono le plusvalenze naturali legate a risultati tecnici di un giocatore e non quelle provocate. Prendiamo Zinedine Zidane: l'ho pagato 5 miliardi e l'ho rivenduto a 150".

SISTEMA ITALIANO - "Da noi si permette di tutto, all'estero no. Fuori dall'Italia ci sono bei campionati, perché si pensa più a fare le squadre che non a fare altre cose. Nel nostro Paese si fa il contrario".

JUVENTUS - "Aveva i conti a posto senza l'azionista di riferimento, perché non ha mai avuto aiuti dalla Fiat. In quel periodo l'azienda Juventus era la più florida del gruppo del Lingotto che attraversava un brutto momento. Siamo riusciti a dare dividendi agli azionisti, perché l'azienda era gestita in modo oculato".

STRETTA DI MANO CON MORATTI - "Era una battuta: sono abituato a farle per sdrammatizzare. L'educazione mi dice di dare la mano a chi me la porge. Certo, poi i miei pensieri possono anche essere tutt'altra cosa...".




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