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Calciomercato > Serie A > Serie A, Sacchi: "Sono intelligente, non posso essere razzista"

Serie A, Sacchi: "Sono intelligente, non posso essere razzista"

L'ex ct azzurro: "Al Milan litigai per portare Rijkaard al posto di Borghi"


Arrigo Sacchi (Getty Images)

19/02/2015 10:04

SERIE A SACCHI RAZZISMO/ ROMA - Arrigo Sacchi torna a difendersi dopo le accuse di razzismo arrivate in seguito frasi sui giocatori di colore nelle formazioni Primavera dei club di Serie A: "Sono stupito, e molto anche. La mia storia e il mio presente parlano per me. Come si fa a descrivermi come un razzista? Ho allenato per trent'anni a ogni livello e non ho mai fatto distinzioni di pelle. Al Milan abbiamo litigato quando io volevo ingaggiare Rijkaard e la società puntava su Borghi. Non ci siamo mai messi a parlare di bianchi o neri, ma di gioco, talento e adattabilità alle mie idee. Io presi Rijkaard e non Borghi e credo che i fatti mi abbiano mai dato ragione. Non ho mai detto "troppi giovani di colore". Ho commesso un’imprudenza, lo ammetto, ma in un discorso più ampio che riguardava i settori giovanili ho accennato a tanti giocatori stranieri, tanti giocatori di colore. Una frase che è stata strumentalizzata, fino all’accusa di razzismo".

BLATTER ATTACCA, CAPELLO DIFENDE - "Negli attacchi alla mia persona e alla mia cultura, riscontro un populismo e un opportunismo vigliacco - ha spiegato Sacchi ai microfoni de 'Il Corriere della Sera' - O pensano che io sia impazzito, oppure vogliono cercare una demagogia populista. Le difesa di Capello nei miei confronti? Ringrazio Fabio".

IL CALCIO ITALIANO - "Il peccato originale del calcio italiano è che è esageratamente orientato all'ingaggio dello straniero. Non abbiamo orgoglio in Italia. Al Real Madrid, i tifosi e la soietà privilegiavano il giocatore che arrivava dalla 'Cantera'. Da noi il contrario, i ragazzi non sono tutelati, nemmeno gli stranieri: per questo il colore della pelle non c'entra niente. Il calcio è lo specchio del paese, c'è un sentimento dominante di pessimismo. Nel costruire i giovani, ho sempre puntato a formare l'uomo prima del campione. Si capisce perché non posso essere razzista... Ho sempre pensato che il razzista sia un limitato. Scusatemi, io forse sono un po’ presuntuoso...Perché credo di essere intelligente. Ciò che non è un razzista".

DELRIO E SALVINI - "Le critiche arrivate dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Delrio? Sono convinto che se avesse sentito la registrazione integrale non l’avrebbe fatto. Se desidera delle spiegazioni, sono pronto, certo non vado io a cercarlo. L'apprezzamento di Salvini? Mi attaccano da sinistra, mi difendono da destra, io che non sono né di destra, né di sinistra. Tutte strumentalizzazioni politiche che avrei voluto evitare. Ho le mie idee".

S.F.




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