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Calciomercato > Serie B > Bufera Lotito, Abodi: "Vive su un altro pianeta. Non è il capo del calcio italiano"

Bufera Lotito, Abodi: "Vive su un altro pianeta. Non è il capo del calcio italiano"

Il presidente della Lega Serie B torna sulla polemica dopo la telefonata registrata del numero uno della Lazio


Abodi e Mondonico (Calciomercato.it)

17/02/2015 15:13

BUFERA LOTITO ABODI / ROMA - Intervenuto ai microfoni di 'Radio 24', il presidente della Lega Serie B Andrea Abodi è tornato a parlare del caso Lotito: "Ha parlato in maniera sbagliata rappresentando un modello di calcio che non è il mio. Il mio modello di riferimento è quello delle promozioni e retrocessioni che non tengono conto del bacino d'utenza. Per noi la qualità del calcio è importante, per le tv contano altri fattori. In altri paesi europei ci sono realtà più piccole delle nostre che però si inseriscono alla perfezione perché i loro sono sistemi sani e la qualità del sistema calcio non dipende dal bacino d'utenza ma dai valori umani. Il meccanismo delle retrocessioni e promozioni è fondamentale, non si può pensare far diventare il calcio italiano come la NBA. Il contratto della Premier fa impallidire tutti gli altri, ma l'elemento determinante è combinazione fattori di ricavo e da noi quasi tutti i ricavi derivano dai diritti tv. In Inghilterra invece ce ne sono altri. Dobbiamo ricostruire il prodotto e il modello per andare incontro alle esigenze dei tifosi, che sono fondamentali per il calcio. Un passo indietro di Lotito? In questi decenni quante volte si è avuto il senso dell’impunità o della prevaricazione, quindi capisco che c’è una predisposizione culturale da parte nostra a valutare in questo modo, anche un po’ oltre, quella che è la realtà dei fatti. Dopodiché io ancora aspetto qualche giorno perché ritengo che ognuno debba rispondere di ciò che dice, di ciò che fa e penso anche che più si è in alto in una scala gerarchica più si debba rispondere e più se si sbaglia più si debba pagare. Lotito non è il capo del calcio italiano, tutti gli organi sono importanti. Non mi ha mai fatto pressioni per favorire squadre con bacini d'utenza più importanti di altri. Gli ho detto che vive su un altro pianeta ed il suo sistema di calcio non è il mio, ma non vedo motivi per denunciarlo. Non l'ho più sentito da quando mi ha dato del cretino. Non ho ancora sentito le sue scuse".

Abodi, poi, conclude: "Ho grande fiducia negli arbitri che sono organi terzi rispetto alle leghe e alla federazione. Non condivido assolutamente le affermazioni dei dirigenti di Spezia e Catania. Gli arbitri sono in buona fede. Tavecchio? Non sono pentito di averlo votato. Il sistema calcio, prima di essere venduto alle tv, deve essere offerto nel modo giusto ai nostri tifosi. Con due sole promozioni c'è il rischio di tante gare inutili. Abbiamo proposto un sistema come quello tedesco, con due squadre dirette più una".

L.P.




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