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Calciomercato > Juventus > Juventus, Buffon: "Sogno il quarto scudetto. Il futuro di Pogba? Per fortuna non lo decido io"

Juventus, Buffon: "Sogno il quarto scudetto. Il futuro di Pogba? Per fortuna non lo decido io"

Il capitano bianconero: "La Champions League? Ci proveremo con la giusta consapevolezza"


Buffon (Getty Images)
Silvio Frantellizzi (Twitter: @SilFrantellizzi)

15/02/2015 00:16

MERCATO JUVENTUS BUFFON POGBA ALLEGRI CONTE/ ROMA - Gianluigi Buffon a 360 gradi: il capitano della Juventus si è raccontato alla trasmissione 'I Signori del calcio' in onda su 'Sky Sport'. Tanti gli argomenti trattati dal portierone juventino: dagli obiettivi in bianconero al futuro di Pogba, passando per il sogno Champions League e le differenze tra Allegri e Conte.

SOGNI - "L'ultimo sogno realizzato, calcisticamente parlando, è stata la vittoria del terzo scudetto consecutivo perché ci ha permesso di entrare nella storia ultracentenaria della Juventus. Il sogno successivo è il quarto, perché ci renderebbe unici, e poi proseguire il cammino in Champions League che sicuramente è arduo e complesso, ma lo affrontiamo con la consapevolezza della nostra forza e dei nostri limiti, con la spregiudicatezza giusta che non deve mai mancare quando giochi certe competizioni".

SCOMMESSE - "Non seguo più le vicende del calcioscommesse perché non mi interessa e perché ho pagato troppo e a caro prezzo sulla mia pelle e sulla mia dignità. In Italia c'è una brutta malattia, quella del non vergognarsi, ma io mi vergogno di quello che ho fatto e anche di quello che non ho fatto. Doversi giustificare su qualcosa che non ti coinvolge diventa davvero dura. 

LA JUVENTUS - "La Juventus è come una seconda mamma a tutti gli effetti, perché è la società che mi ha consacrato a calciatore di altissimo livello e mi ha fatto conoscere in maniera definitiva al calcio mondiale. E' una società che è stata aiutata anche dal mio vecchio Parma, non rinnego mai ciò che è passato. Parma resterà sempre nel mio cuore perché mi ha aiutato ad essere quello che sono poi diventato nei 14 anni successivi alla Juventus".

LA CHAMPIONS LEAGUE - "So che per quella che è la storia della Juventus, prima o poi arriverà, per quanto riguarda invece la mia di storia, non c'è nulla di sicuro. Lavoriamo anche per questo, ma è chiaro che le difficoltà ci sono, ci saranno e non sono nemmeno piccole".

NUOVO CICLO - Le nostre vittorie sono il frutte degli anni di rabbia accumulata quando siamo tornati dalla Serie B e non riuscivamo a vincere. Per tenere sempre acceso l'ardore che ti porta alla vittoria, devi sempre ricordarti il giorno in cui eri protagonista di sconfitte roboanti. Tutto questo è uno stimolo, ogni giorno mi sveglio e penso: non ho vinto niente per quattro anni.

ALLEGRI - "Nella gestione del gruppo e anche tattica, visto che abbiamo cambiato modulo, c'è stato un segnale di discontinuità con quello che ci aveva portato a grandi risultati. Il primo discorso che ci ha fatto Allegri? Il mister non è un chiacchierone anche se vive lo spogliatoio in maniera più presente rispetto a Conte. Ci ha detto una cosa sacrosanta, che non c'è solo un modo per vincere e lui ne vuole proporre un altro. Cerca sempre di creare un clima distensivo nel quale ci sono sempre dei ruoli da rispettare".

CONTE - "Conte via dall'Italia? Per quello che si è letto sui giornali, un brivido dietro la schiena mi è passato, ma conoscendolo, so che quello di far rinascere la Nazionale italiana sia uno stimolo troppo grande per lui. Conte lo  vedo ovunque ci sia una sfida difficilissima e ovunque ci sia qualcosa che possa risvegliare l'animale che è in lui".

LA NAZIONALE - "Della Nazionale si accorgono solo durante le grandi competizioni, nel percorso che ti ci porta invece difficilmente ti danno una mano. Speriamo che possa consacrarsi presto il nuovo serbatoio di giovani. Non dimentichiamo che tra i due mondiali, c'è stato un bell'Europeo e una discreta Confederations, vincendo due medaglie.

CALCIOMERCATO - "In questo momento storico, siamo costretti a sopperire a certe mancanze economiche con altri valori, tipo il senso di appartenenza, la solidità di un gruppo. E' anche vero che se i club che si permettono ingaggi sfarzosi, non riescono sempre ad essere squadra in campo, qualche problema c'è anche a loro".

POGBA - "Sono contento che questa decisione non spetti a me, chiunque la prenderà saprà cosa sarà meglio per la squadra, per la società e per lo stesso giocatore. Vedremo se con eventuali introiti della cessione potranno arrivare giocatori in grado di colmare quel buco. Prima di prendere una decisione, la società deve prendere in considerazione tutto. Qualcuno che ci sta riflettendo c'è già".

FUTURO - "Ormai sono troppo vecchio per ricevere delle offerte, quindi non ne parlo. La parata che racconterò ai miei nipoti? Non so, ci penserò quando finirà la mia carriera, sperando che arrivi qualcosa di speciale in grado di aiutare la squadra a vincere ancora".

IL PARMA - "Il Parma adesso è in mano ad un'altra fazione, mi auguro che realmente possa risolvere tutte le sue problematiche. Facendo due calcoli molto veloci, penso che negli ultimi 25 anni, tra trofei nazionali e internazionali, penso che il Parma sia un fiore all'occhiello per l'Italia. Un mio amico mi ricorda sempre che il mio unico trofeo europeo l'ho vinto con la maglia gialloblu".




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