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Calciomercato > Juventus > Juventus, Giaccherini: "Nessun rimpianto nel lasciare l'Italia, Conte fondamentale per me"

Juventus, Giaccherini: "Nessun rimpianto nel lasciare l'Italia, Conte fondamentale per me"

Il centrocampista: "Quando tornerò in Italia, sarò migliore come uomo e come giocatore"


Giaccherini (Getty Images)
Marco Di Federico

13/02/2015 07:52

CESENA JUVENTUS GIACCHERINI SUNDERLAND / LONDRA (Inghilterra) - Cesena-Juventus di domani è la partita del cuore per Emanuele Giaccherini. Grazie ai romagnoli il centrocampista del Sunderland si è guadagnato la chiamata della 'Vecchia Signora' prima e della Premier League poi. "Lasciare una squadra come la Juve non è mai facile, ma il Sunderland mi offriva un contratto importante. Quando tornerò in Italia, sarò migliore come uomo e come giocatore. Avrò imparato una lingua, avrò vissuto un’esperienza fondamentale e sarò un calciatore più completo. Mai pentito di questa scelta. Qui non ti lasciano respirare. Appena ti arriva il pallone, hai un avversario addosso. Si cerca l’uno contro uno e i ritmi sono più elevati. Da noi è un calcio più ragionato".

JUVENTUS - "Allegri è stato bravo perché ha saputo immergersi nella realtà juventina con intelligenza. Piano piano ha dato la sua impronta. Ha adottato il 4-3-1-2 e la squadra non ne ha risentito. Nel calcio la matematica non è un'opinione, ma sette punti di vantaggio non sono pochi. La Juve può anche sbagliare un paio di partite, mentre la Roma non può più commettere errori".

CONTE - "Arrivare in un club come la Juve e trovare un allenatore come lui è stato fondamentale. Io non sono Cristiano Ronaldo, ma un giocatore che si è costruito la carriera giorno dopo giorno. Lui mi ha aiutato. Mi conosce bene".

SUNDERLAND - "Un'offerta come quella non si poteva rifiutare. Vivo a Durham. Durante la settimana vado a spasso con la mia famiglia e nessuno mi dice niente. La privacy viene rispettata. Poi arriva il sabato e lo stadio è una bolgia. Il Sunderland ha una delle tifoserie più calde".

DI CANIO - "Pagò una squadra nuova e la crisi di risultati. Ora c'è Poyet, che conosce bene il calcio inglese. Vuole un calcio di passaggi e possesso palla, con una cura particolare per la fase difensiva".

MOURINHO - "Abbiamo parlato qualche minuto nel sottopassaggio prima della partita, è il migliore tecnico al mondo, o comunque uno dei primi. Sarebbe fantastico essere allenato da lui. Perché lui è Mourinho e Mourinho lavora nei grandissimi club".




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