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Calciomercato > Italia > Italia, Agnolin: "Arbitri? Polemiche sempre esistite. C'è sudditanza psicologica"

Italia, Agnolin: "Arbitri? Polemiche sempre esistite. C'è sudditanza psicologica"

L'ex fischietto parla anche di Lotito e del suo ruolo in Federazione


Claudio Lotito ©Getty Images

12/02/2015 10:40

ITALIA AGNOLIN ARBITRI LOTITO / ROMA - Luigi Agnolin è intervenuto a 'Tele Radio Stereo 92.71' dicendo la sua circa le polemiche che stanno ruotando attorno alla classe arbitrale e alle lore scelte: "Lotito ormai è il deus ex machina del calcio italiano. Perché parla a metà campionato? Lo fa soltanto dopo aver pensato che la Lazio ha avuto un paio di episodi. Lui ha un ruolo di rilievo nella Federazione, che anche lui si lamenti solo in determinate circostanze non va bene. Quando sono stato Commissario durante Calciopoli, le Sezioni arbitrali e lo stesso Nicchi, si preoccupavano delle tutele, ma cosa dovevamo tutelare? In quel momento il sistema calcio stava precipitando. Il sorteggio, non integrale c'è già stato, oltre a quello integrale nel 1984-1985. Ma anche in quei casi si faceva polemica, c'è sempre stata. Ogni volta che esce un dubbio sulle direzioni di gara si torna a parlare di sorteggio. Quello che non è giusto è che si parli di sorteggio solo quando c'è trasporto emotivo da parte di chi si sente penalizzato. Questi discorsi vanno fatti a bocce ferme. Ora non ci si fida più neanche di chi commenta e analizza gli episodi incriminati. Tutto questo cozza con l'etica, la formazione sportiva. Perché non si vede mai la partita come un evento gestito e interpretato dagli uomini. La sudditanza psicologica esiste nel calcio come nella vita, si riesce ad andare oltre grazie alle qualità, degli uomini e quindi degli arbitri che dovrebbero saperla emarginare. E' utopistico pensare che la sudditanza però possa essere eliminata del tutto. Ma più l'arbitro è bravo più riesce a eliminarla. Se ricadi nell'errore paghi le conseguenze. E' un discorso di atteggiamenti, anche dei calciatori. Le discussioni sulla moviola in campo sono divisioni da Guelfi e Ghibellini. In determinate occasioni gli arbitri oltre a essere capaci devono avere fortuna. Perché certi episodi contraddittori sono difficili da giudicare anche tramite la tecnologia”.




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