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Calciomercato > Milan > Juve-Milan, Sacchi: "Rossoneri, troppe esasperazioni. Avete meritato di perdere"

Juve-Milan, Sacchi: "Rossoneri, troppe esasperazioni. Avete meritato di perdere"

L'ex allenatore italiano commenta l'ultima giornata del campionato di Serie A


La Juve esulta, Honda a testa bassa (Getty Images)
Stefano D'Alessio (Twitter: @SDAlessio)

09/02/2015 09:47

SERIE A INTERVISTA SACCHI TELE RADIO STEREO JUVE-MILAN ROMA / ROMA - Arrigo Sacchi, intervenuto ai microfoni di 'Tele Radio Stereo', ha commentato la 22a giornata di Serie A soffermandosi sulle ultime news Milan legate alla partita con la Juventus. Calciomercato.it vi riporta alcuni estratti della sua intervista.

CALCIO ITALIANO - "Il nostro è un Paese che non si rinnova, in cui gli arrivisti e gli opportunisti sono più dei professionisti. E questo si riflette nel calcio. In altri Paesi una vittoria non deve essere l'unico scopo, se non si vince grazie alla prestazione la vittoria vale meno. Viviamo nel Paese delle arene, in cui il coro più gettonato è 'devi morire'. Il calcio nasce come sport collettivo e offensivo, noi lo interpretiamo come sport difensivo e dove conta l'individuo".

JUVE-MILAN - "Sono amico di Galliani e Berlusconi, sono legato e riconoscente al Milan, ma questo non altera i miei giudizi. Il Milan sabato ha meritato di perdere contro una Juventus più squadra, più fluida nella manovra. Se si partisse dal riconoscimento del merito, a certe esasperazioni non si arriverebbe".

SCUDETTO - "All'inizio del campionato si prevedeva una lotta Juventus-Roma per lo scudetto con possibile inserimento del Napoli. L'incognita era l'Inter. La Juve si sta ripetendo, nonostante molti pensassero che il dopo Conte avrebbe comportato dei problemi. Allegri molto probabilmente non è didattico come Conte, ma ha altre qualità. La Roma ha dimostrato di avere purtroppo dei limiti di organizzazione di gioco. Parte da un'ottima base di tecnica ma non ha un gran ritmo. Aldilà dei valori individuali è ancora troppo legata al rendimento di un calciatore come Totti che ha comunque trentotto anni. L'organizzazione difensiva è ancora approssimativa. Il Napoli ha pagato dazio all'eliminazione in Champions League. Roma e Napoli sono poco abituate a vincere, sicuramente se confrontate alla Juventus".

QUERELLE CONTE-FIGC - "La Figc non sempre ha quell'autorità che serve in momenti delicati come quello attuale legato agli stage della Nazionale.




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