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Calciomercato > Football Killed Tancredi > JUVENTUS-MILAN: LE PAGELLE DI TANCREDI PALMERI

JUVENTUS-MILAN: LE PAGELLE DI TANCREDI PALMERI

I giudizi espressi dal protagonista della nostra rubrica 'Football Killed Tancredi'


Juventus (Getty Images)
dall'inviato Tancredi Palmeri (@tancredipalmeri)

07/02/2015 22:49

JUVENTUS MILAN PAGELLE TANCREDI PALMERI/ ROMA - La Juventus batte il Milan e allunga temporaneamente sulla Roma: ecco voti e giudizi del nostro inviato Tancredi Palmeri.

JUVENTUS

Buffon 7: un paratone su Pazzini che è esattamente la specialità della casa, la reattività foss'anche per una volta a partita.

Padoin 6: lui che era l'anello debole regge il colpo contro Honda a cui viene imposto il rodaggio difensivo.

Bonucci 7: rompe immediatamente l'equilibrio quando il Milan sta prendendo coraggio, e poi il suo lavoro solito.

Chiellini 6: pronto nel garantire la sua pensione integrativa ai compagni che ne dovessero necessitare.

Evra 6: è più vivo del solito, ma è anche quello che viene puntato sistematicamente, e c'è un motivo.

Marchisio 6: le squadre allungate gli fanno perdere un po' di ordine e aplomb e lui un poco si spazientisce.

(dall'84) Ogbonna sv

Pirlo 5.5: è la seconda volta consecutiva dopo Udine che non è brillante secondo i suoi standard. E non è un caso che la manovra della Juve dia il meglio quando lui non è troppo coinvolto.

Pogba 7: e chi se ne frega se si prende qualche pausa, se quando invece è attivo lascia tutti gli altri così lontani che sembra indossino la maglietta della passata stagione.

Vidal 6.5: perpetuo ai suoi livelli, pur se più in versione generosa che goleador concentrato a concludere.

Tevez 7: un poco impreciso al controllo, però se vai a vedere è l'ingrediente più sapido quando la Juve cala il sugo.

(dal 91') Llorente sv

Morata 7: oggi il Tevez lo fa lui, mortifero nel posizionamento e alla conclusione. Meno utile tatticamente di Llorente, ma più letale in quello che in inglese si chiama 'decision making'.

Allenatore. Allegri 6.5: accetta la partita in fondo a viso aperto che gli propone il Milan, e allora dà l'ordine di giocare con soluzioni che coinvolgano tutte le differenti diagonali di passaggio. E soprattutto, la capacità di incidere la velocità che vuole alla partita senza farsi prendere dalla frenesia.

 

MILAN

Diego Lopez 7: sul secondo gol Muntari lo aiuta a sbagliare, ma poi toglie 2 se non 3 occasioni grosse alla Juve. Davvero acquistone.

Zaccardo 5: nel contesto generale la prestazione è discreta, ma nel dettaglio i suoi errori sono legati ai gol.

(dal 78') Rami sv

Alex 6: bene nella marcatura, meno bene nella reattività sugli scatti e sulle azioni continuate.

Paletta 6.5: esordio positivo, forse la sua miglior partita tra le poche che ha giocato quest'anno.

Antonelli 6.5: soffre il giusto e si toglie la soddisfazione di segnare, che vista la situazione non è proprio poco.

Poli 5.5: limita i danni rispetto a quello che si attendeva, non fa mancare la corsa ma va in debito di lucidità.

(dal 61') Bonaventura 5: entra quando il Milan sta andando in riserva, e lui non ha buoni benzina.

Essien 5: ringrazia l'arbitro che lo grazia di un cartellino giallo iniziale che alla lunga l'avrebbe fatto andare fuori già nel primo tempo. Ci mette corsa quanto meno, ma non siate impietosi a chiedergli qualità.

Muntari 6: meglio di quanto ci si aspettasse, e gli riesce pure qualche suggerimento discreto. Certo il Milan se la viene a giocare con i centrocampisti titolari del Ghana ai Mondiali. Del 2006.

Cerci 6: cavallone mai brado ed è un merito, però ogni tanto va dove lo porta la criniera e non è verso il traguardo.

Menez 6: limitato dall'infortunio, con cui Inzaghi mette un ariete per le palle alte e per un altro tipo di gioco, ma lui mentre c'è fa movimento, anche se meno efficace di altre volte.

(dal 37') Pazzini 6: mette sotto pressione i centrali, peccato che la sua mira sia tremolante.

Honda 5.5: lui del tridente è quello con più compiti di copertura, e lo fa con diligenza nipponica, però il suo apporto è prevedibile.

Allenatore. Inzaghi 6: onore alla partita che fa onore a una squadra tatticamente inferiore alla Juve (non parliamo tecnicamente) ma che se la gioca senza terrore pur nell'osservanza di una distanza incolmabile. Fosse sempre questo lo spirito, il Milan sarebbe dalle parti del 4° posto.

 

Arbitro. Damato 5: allora il gol di Tevez è regolare, ma manca una doppia ammonizione a Essien e forse ci può stare il rigore per il braccio scomposto di Muntari. In generale una gestione della partita di quelle che danno fastidio per ogni fischio che spezzetta il gioco ad ogni caduta in terra manco t'avessero sparato ai tendini.




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